Tre R per salvare gli oceani

0
213

Ha ragione la Presidente di Marevivo Rosalba Giugni quando afferma che il nostro Pianeta non dovrebbe chiamarsi Terra, bensì Mare e che Madre Terra sarebbe da tradurre con Madre Mare…e non solo perché i Mari o il Mare occupa il 71% della superficie del pianeta e che il Mare è il vero cuore della vita “terrestre”.

In questo ecosistema siamo arrivati noi, produttivi e consumatori, e giorno dopo giorno abbiamo eroso sempre più le risorse che sono a disposizione. Proprio per questo ora non ci restano alternative se non l’utilizzo della teoria delle tre R…ovvero Ridurre, Riutilizzare e Riciclare.

Ormai i danni prodotti son irrimediabili, la plastica esiste e con essa le tanto note microplastiche. 

Ma il concetto di riduzione, riutilizzo e riciclo non dobbiamo intenderlo valevole solo nei cicli produttivi, manutentivi o di trattamento dei rifiuti.

È un concetto base, una forma mentis, quello che – alla base della blue economy – permette il cambio di passo.

Concepire le risorse, le coste, le città, gli ambienti come “finiti” e quindi come esauribili se non esauriti, ci mette di fronte ad una sola opportunità. Quella di pensare tutti i beni presenti nella vita quotidiana come riutilizzabili, da un bicchiere di vetro, ad un bacino portuale. Trasformare, riutilizzare, aggiustare per dare una seconda vita a tutti i beni già prodotti e nella nostra disponibilità.

Riducendo, di conseguenza, i nuovi beni o meglio i beni nuovi e andando a ottimizzare i cicli di trattamento dei rifiuti si potrà forse cambiar il domani dei nostri figli.

Un domani che passa dalla rigenerazione dei nostri Mari, nella loro protezione e conservazione, o semplicemente nell’amor che l’uomo deve aver dell’Oceano come mare dei mari. Un unico insieme rivolto alla vita.

Avv. Antonio Bufalari