Street Art for Rights e i murales dei goals

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Avete mai sentito parlare dell’Agenda 2030? No, non è quella dove segnare gli appuntamenti della settimana. È un programma stilato nel 2015 dai 193 Paesi membri dell’ONU, costituito da 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile (Sustainable Development Goals, SDGs), da raggiungere entro il 2030 attraverso strategie e azioni, che porteranno a 169 traguardi. 

Il primo di questi Goals è quello di riuscire a mettere fine alla parola povertà, un tasto dolente per tutte le Nazioni, noi compresi.

Secondo le ultime statistiche ISTAT, infatti, in Italia più di 5,6 milioni di persone vivono in condizioni di povertà assoluta. Di questi, 1 milione e 127 mila sono i giovani compresi tra i 18 e i 34 anni. Migliaia di bambini e adolescenti, poi, possono fare un pasto completo solo grazie alle mense scolastiche e agli aiuti di associazioni umanitarie.

Sull’argomento anche il mondo dell’arte fa sentire la propria voce. Street Art for Rights, il progetto triennale ideato e diretto da Peppe Casa e curato da Oriana Rizzuto, ha lanciato nello scorso marzo 2021 un’iniziativa che ha l’obiettivo di stimolare una riflessione sulle tematiche relative alla sostenibilità attraverso il linguaggio della street art.

In che modo? Tramite i murales, naturalmente. Il progetto prevede, infatti, la realizzazione di 17 murales, tanti quanti sono i Goals dell’Agenda 2030, sui muri dei quartieri periferici di Roma. «Nella sua prima annualità è dedicata ai primi tre goals dell’Agenda 2030 ONU: sconfiggere la fame (Goal 1), sconfiggere la povertà, (Goal 2), e salute e benessere (Goal 3)», spiega la curatrice Oriana Rizzuto. «I primi 3 artisti coinvolti sono Diamond, Solo e Moby Dick, street artists italiani tra i più noti anche internazionalmente. Saranno loro ad interpretare i Goals e dargli eco dalle facciate degli edifici dei quartieri di Settecamini e Corviale».

Il primo Goal è stato assegnato all’artista Solo e la sua interpretazione del tema non può che catturare l’attenzione dei Millennials cresciuti con i lungometraggi della Disney: Solo ha, infatti, rievocato la celebre figura di Robin Hood, l’antieroe per eccellenza che rubava ai ricchi per dare ai poveri, e lo ha trasformato in una versione pop romanzata. Lo scopo dell’artista non è solo quello di prendere in prestito un personaggio iconico della Disney e adattarlo ad un tema. Solo ha voluto adattare una storia d’amore sofferta, quella tra Lady Marian e Robin Hood, ai nostri giorni. Lady Marian, infatti, è ritratta mentre guarda sospirante il manifesto con la taglia sulla testa dell’amato. «Un amore scomodo, non convenzionale – scrive l’artista sulla sua pagina Facebook –  fra una rampolla della nobiltà, nipote del re Riccardo e del principe Giovanni, ed un bandito, un fuorilegge che vive per la giustizia, un anarchico fuggitivo che ha scelto la lotta, che sacrifica tutto quello che ha e che potrebbe avere, vivendo nella macchia per fare quello che ritiene giusto, combattendo al fianco di chi soffre.

Credo che oggi più che mai ci sia bisogno di raccontare, di urlare, un amore difficile ma incondizionato, che lascia sempre all’altro la libertà di fare la propria scelta, e seguire la propria strada, percorrendola però sempre insieme. Che non si ferma alle apparenze e alle etichette ma che combatte ieri come purtroppo combatte oggi, a mille anni di distanza, contro tutto e tutti per la giustizia e la libertà, di essere, di fare, di amare chi vogliamo.»

Roberta Conforte

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