Se solo bastasse chiudere un rubinetto

0
40

Il caldo insopportabile delle ultime settimane è una chiara e innegabile conseguenza del cambiamento climatico. Sì, sempre lui. La comunità scientifica è unanime nell’addossare le colpe di questo cambiamento alle azioni compiute dall’uomo, in particolare l’aumento dei gas serra immessi nell’atmosfera.

Le parole “cambiamento climatico” rimbalzano da una bocca ad un’altra sempre più spesso negli ultimi anni, ma la loro popolarità non è di recente attribuzione. Dagli anni Ottanta, ogni anno è stato più caldo del precedente.

In base agli studi del CNR-ISAC, le temperature medie annuali in Italia sono cresciute negli ultimi due secoli di 1,7°C (pari a oltre 0,8°C per secolo), e solo negli ultimi cinquant’anni si sono registrati aumenti di temperatura di circa 1,4°C (pari a circa 2,8°C per secolo).

E l’aumento delle temperature trascina con sé anche il conseguente aumento della siccità. E’ vero che il pianeta terrestre è formato per il 70% della sua superficie da acqua, ma di questa percentuale, soltanto il 2,5% è dolce e quindi utile alla sopravvivenza degli esseri umani.

Ma le temperature medie fino a due gradi più alte della media stagionale e la quasi totale scomparsa di precipitazioni in tutta Italia, stanno provocando la scomparsa della neve sulle Alpi in Piemonte e Lombardia, e l’evaporazione di acqua in laghi e fiumi.

Ramona Magno, responsabile del settore siccità del CNR, in un’intervista rilasciata per Il Corriere della Sera, dichiara: «le nevicate si sono ridotte del 40%, siamo quasi al livello dell’anno record del 2007. Nelle Alpi lombarde abbiamo registrato anche il 70%. Il lago Maggiore segna un meno 2%. Da dicembre ad oggi abbiamo avuto un 60/70% in meno di piogge. Tutto questo ha intaccato le riserve (sufficienti) di acqua. Al momento servirebbe una quantità enorme che non possiamo avere, perché siamo già nella stagione estiva».

In più l’uomo ci mette immancabilmente il suo zampino. Nella situazione di siccità in cui ci troviamo, non mancano sprechi di acqua compiuti quotidianamente: il rubinetto aperto mentre ci si lava i denti, l’acqua che scorre a litri nella doccia mentre ci si insapona, le lavastoviglie che vengono messe in funzione almeno una volta al giorno, così come le lavatrici.

E quindi non dovremmo lavarci più?

Sarebbe impossibile, potremmo in questo modo salvare le dispersioni di acqua nell’uso quotidiano, ma ciò provocherebbe inquinamento olfattivo dato dai cattivi odori, specialmente nei periodi più caldi dell’anno.

Diminuirne l’uso e il consumo sarebbe anche, a questo punto, scontato e quasi insufficiente. 

Educare la società ad un uso più civile e responsabile? Provate a dirlo ai ragazzini che giocano con i distributori di acqua messi a disposizione gratuita del cittadino, che sprecano litri e litri al giorno per giocare a fare gavettoni e scherzi.

L’uomo è talmente tanto abituato ad aprire il rubinetto e vedere scorrere l’acqua che non si interessa minimamente al problema della siccità perché “l’acqua a casa mia scorre”. 

Come sempre succede nel nostro Paese, le sommosse inizieranno quando l’acqua non scorrerà più in casa, ma io spero sempre ingenuamente nella civilizzazione dell’essere umano.

E chissà che non decideranno di chiudere i rubinetti prima che questo avvenga.

Roberta Conforte

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui