Lo Sport che influenza l’arte e viceversa

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C’è chi è più portato e chi meno, chi ha un dono naturale verso una determinata disciplina e chi deve letteralmente sudare sette camicie per raggiungere determinati livelli, chi lo vive e chi lo pratica esclusivamente per passione, ma tutti almeno una volta nella vita abbiamo provato una tipologia di sport, che sia stato il calcio, la pallavolo, il nuoto sincronizzato, la danza o la corsa. Vuoi perché quando si è piccoli si hanno tante energie che i genitori devono in qualche modo far consumare, vuoi perché dalle scuole elementari in poi c’è sempre quell’ora di educazione fisica a settimana, vuoi perché molto spesso viene usato come valvola di sfogo, fortunatamente nella cultura italiana lo sport viene sentito come una parte integrante. E non parliamo solo ed esclusivamente del calcio. Lo sport non è un colore soltanto, è fatto di infinite sfumature.

D’altronde i nostri antenati lo sapevano bene. Non mancano, infatti, nella storia dell’arte immagini pittoriche, sculture o arazzi che richiamano al mondo agonistico. I Giochi Olimpici, la cui nascita è collocata all’inizio dell’VIII sec., sono sicuramente una preziosa fonte di ispirazione artistica anche perché nell’antica Grecia l’atleta era visto a metà tra l’uomo e la divinità, proprio in virtù del fatto che la pratica dei giochi ha mutato la considerazione della nudità che inizialmente connotava la condizione degli schiavi o dei perdenti e quindi aveva una valenza decisamente negativa. Gli atleti gareggiavano nudi per non essere rallentati nei movimenti dalle toghe o dai perizoma che indossavano durante i Giochi. Il nudo, con i Giochi, diventa simbolo di bello e vincente.

Un esempio in tal senso è rappresentato dalla “Tomba delle Olimpiadi” della necropoli di Monterozzi, i cui affreschi sono conservati nel Museo Archeologico Nazionale di Traquinia, in cui sono rappresentate le varie discipline praticate durante i Giochi. Nelle pareti laterali possiamo osservare, anche se con molta fatica perché estremamente danneggiate, su quella destra atleti intenti nella corsa, salto in lungo, lancio del disco e phersu e su quella sinistra in pugilato e corsa di bighe.

Nel corso dei secoli, con l’affermazione della società feudale la cavalleria dà origine a tornei e giostre, vere e proprie gare sportive, nelle quali le armature dei cavalieri erano talmente scintillanti e scenografiche da richiamare l’attenzione degli artisti che ritraggono le scene più significative su arazzi, immagini pittoriche o scultoree.

In tempi più moderni, è con gli impressionisti e il “plein air” che la rappresentazione sportiva acquista un sapore nuovo, stimolante ed interessante. Ecco quindi comparire dipinti che ritraggono scene di canottaggio, nuoto o corse ippiche.

Oggi il valore che ha lo sport in termini di espressione artistica ha raggiunto un livello talmente alto che si è venuta a creare una vera e propria interazione tra lo sport e l’arte.

Basti pensare ai meravigliosi body delle pattinatrici, pieni di lustrini e volant, uno spettacolo multicolore che unisce la grazia e l’eleganza delle atlete con lo scintillio e la delicatezza dei body, o alle coreografie artistiche delle sincronette, per non parlare dei romantici tutù delle ballerine più volte ritratte anche da Degas.

Insomma, si può quindi affermare che l’una, l’arte, sia il completamento dell’altro, lo sport, e che siano reciproca fonte di ispirazione, dai tempi degli antichi greci ad oggi e negli anni a venire.

Roberta Conforte

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