Le “sirene social” del guadagno facile

0
26

Pare li vogliano tutti lì, a postare continuamente foto mentre un 5% dei giovani, incappando nell’algoritmo giusto, diventa imprenditore di se stesso, per la felicità di mamma e papà che molto spesso, si trovano a tifare increduli.

Pianificare una vita, seguire anzitutto un sogno o degli obiettivi che poi si concretizzano anche a livello economico non fa più parte dei giovani del 2000 avanzato: ingenuità a cui fare qualche smorfietta col viso, a volte provando compassione per chi così ingenuamente non sapeva quanto fosse facile contare soldi.

Un padre che si sveglia alle 4:30 del mattino per andare in fabbrica non ha fatto mai presa in realtà, neppure quando si era di seconda generazione a dei contadini che si sentivano contenti con il figlio in Mirafiori a Torino, si, ma solo a metà.

Il Medico, l’Avvocato, dal IV Ginnasio e per sempre quello dei Promessi Sposi, poi l’Ingegnere, l’Architetto, e magari per le ‘figlie femmine’ il figlio di qualcuno che si era arricchito negli anni del boom economico – non importa come.

Negli anni ‘80 questo era proprio lo standard, ci si trovava tutti d’accordo in quelle lunghe vacanze estive di 2 mesi, mentre si andava spensierati a spendere tempo, ed anche denaro, ma quasi mai più di quel che si possedeva.

Poi il Mondo ha teso un po’ le corde, e chi non si è mai voluto allontanare dalla pista ha capito che doveva trottare, ma non con un lavoro che a dire il vero, portava più soldi si, ma anche più spese, e più tasse.

Diciamoci poi la verità: tutto questo tempo per fare i soldi nemmeno c’era, anche perché mentre si tentava la scalata la clessidra non smetteva di gettare sabbietta, e quindi 40 anni per creare qualcosa, avrebbero garantito benessere semmai solo alla prole, e come soddisfazione genitoriale, oggi che ci si veste come i figli, è iniziata ad andare stretta un po’ a tutti. 

Ci si sente giovani sempre ed a prescindere, e allora i primi ad usare i social per mostrare questa vitalità sono proprio i genitori, che a volte, proprio come i figli, diventano la perfetta equazione di un personaggio che dà speranza a molti altri che stanno cercando solo quello: un modo, davvero qualsiasi, di sentirsi vivi, virtualmente, e di fare soldi, e soldi non virtuali bisogna prenderne atto.

I libri? E perché? La società oggi ha cambiato completamente regole, anzi lo stupore è proprio quello davanti a gente presumibilmente colta: ‘insegna e non ha un euro, io a malapena so scrivere e cambio macchina ogni 3 anni’, un bigliettino da visita ormai di quelli gold. 

I soldi senza avere il tempo di fare soldi, perché non sarebbero tanti quanti quelli fatti più velocemente: una piattaforma mentale che ha sempre rapito tutti, è vero, ma chi ha saputo accompagnare con pudore ed educazione questa ‘rincorsa’, ha anche saputo dare corpo ad altro che cresceva parallelamente a tutto il resto; prima, davanti ai cafoni arricchiti, si aveva il coraggio di far sentire una certa disapprovazione, oggi, quella famosa scaletta borghese che ‘perimetrava’ delle convivenze territoriali più o meno ideali, include o esclude solo a seconda del portafoglio.

Dico poi che essendosi abituati a vivere il virtuale come reale, ed il reale come un parziale reale, perché per metà poi ci si può rifugiare nel reale, non si pensa neppure più a quanto possano essere vivi i sentimenti: si feriscono persone attraverso questi social, come se quasi non si avesse più il senso né della ferita né della persona, ed è questo in realtà il passaggio più pericoloso, sopratutto per i ‘troppo giovani’ che i rapporti carnali così forti come quelli di un tempo, non li hanno mai vissuti. 

Insomma, prima si diceva, e valeva per tutto ‘è un po’ l’uso che se ne fa delle cose’, ed in parte è vero, ma qui, pare, il concetto di cose, si stia estendendo un po’ troppo alla Vita, che mi piacerebbe tanto un giorno tornasse ad essere tale.

Parlate con chiunque, per favore.

Giuseppe Percoco

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui