La sostenibilità, anche a bordo di una barca a vela

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La sostenibilità è un concetto, un’idea, un modo di vivere che sempre di più sta entrando – fortunatamente – nella vita e nella coscienza di ognuno di noi.

Ma cosa significa sostenibilità e cosa si nasconde al suo interno. Molto spesso siamo abituati ad intenderla solo ed esclusivamente come misure atte al pieno rispetto dell’ambiente e dell’ecosistema in cui viviamo. 

Sostenibilità invece ha molto di più, può rappresentar infatti un modo di vivere e di concepire la vita, il lavoro e tutto quello verso il quale siamo proiettati. Una sostenibilità che dall’ambiente, passa attraverso la cultura, la società civile, la formazione, per far sì che passo dopo passo si trasformi la realtà dell’oggi in quella che sarà la realtà del domani, più conscia dei limiti delle risorse naturali e rispettosa del pianeta ma anche dell’essere umano stesso, andando ad eliminare un concetto – a mio dir sbagliato – ma a cui ci siamo abituati, ovvero il distanziamento sociale, non fisico ma sociale. Come se potessimo veramente vivere isolati dal mondo, andando ad abbandonare il senso di umanità e di socialità che ci contraddistingue tra gli esseri viventi.

Tornando alla nostra amata sostenibilità, questa può esser promossa, supportata e voluta in svariati modi, anche al mare, in barca. È proprio immaginandoci su una imbarcazione che andremo oggi ad affrontar il tema della sostenibilità in crociera e a bordo.

La barca è un ambiente ontologicamente promiscuo, soprattutto se pensiamo ad una barca a vela – la più sostenibile in assoluto ma forse quella in cui gli spazi son più limitati ed i rapporti tra la comunità viaggiante, più stretti.

Un ambiente nel quale vivere stando attenti a rispettare gli spazi stretti e contingentati ove porre attenzione alle esigenze comuni dei compagni di avventura.

Nella vita a bordo assume, pertanto, carattere essenziale innanzitutto la razionalizzazione della cambusa e la gestione dei rifiuti.

Nel dover immaginare cosa imbarcare per soddisfare gli appetiti dell’equipaggio grande attenzione deve esser posta al fine di evitar sprechi e ottimizzare gli spazi per stipare i viveri e le bevande.

Programmare pasti e menù diventa fondamentale nella fase dell’approvvigionamento. Ma come fare ad esser sin dall’acquisto sostenibili?? Sicuramente evitando il più possibile confezioni e involucri plastici e monouso, comprando cibi sfusi e ricordandosi di preferire alimenti di stagione e a miglio zero, quindi prodotti nel territorio circostante, da conservare usando i fogli di cera d’api o le reti in fibra naturale.

Anche il cucinar a bordo deve rivestire particolare attenzione, soprattutto riguardo alle scorte di acqua dolce.

Risulta molto utile al riguardo poter utilizzar l’acqua di mare (laddove le condizioni di salubrità delle acque lo permetta) per cucinare alcuni piatti stando attenti però alla salinità e sicuramente per lavare le stoviglie dopo l’uso.

Ecco proprio le stoviglie rivestono un ruolo centrale e per cercar di esser sostenibili andrebbero eliminate da bordo quelle mono uso, utilizzando, laddove proprio non se ne possa far a meno, esclusivamente quelle compostabili, realizzate, ad esempio, in polpa di cellulosa.

Per non parlar poi della gestione dei rifiuti di bordo, la differenziazione degli stessi, la minimizzazione dell’uso delle bottiglie di plastica (molto meglio usare sacche e serbatoi di acqua dolce), lo smaltimento corretto negli appositi mastelli siti negli ambiti portuali. Tutte queste buone pratiche possono aiutarci ad esser sostenibili sempre anche nella meravigliosa ma forse un po’ scomoda vita a bordo di una barca, meglio se a vela sospinta dal vento e dalle correnti del mare che tanto amiamo.

Avv. Antonio Bufalari