Un mondo in bocca, parliamo delle amalgame dentarie
Nella mia pratica di Medico Funzionalista sempre più spesso mi capita di vedere pazienti con un quadro sistemico di intossicazione da metalli pesanti.
Purtroppo la sintomatologia è alquanto aspecifica e vaga, spesso “da specialista che vai diagnosi che trovi!”, senza però trovare una terapia che veramente risolva il problema.
Se a visita un paziente mi riferisce di avere tanti problemi di salute e tanti sintomi, apparentemente sconnessi fa loro, la mia prima, e spesso unica, domanda è: “In bocca ha le amalgame dentarie?” Al 99% mi risponde di sì, oppure che le ha tolte, pur non risolvendo i problemi perche l’intossicazione rimane.
Per tale motivo In questo articolo voglio parlarvi delle amalgame dentarie, le cosiddette otturazioni nere, e di quale strada percorrere insieme per guarire dalla intossicazione da loro determinata.
Le amalgame, come dice il termine stesso, sono formate da un insieme di metalli pesanti, fra i quali purtroppo vi è anche il mercurio, fortemente tossico.
Per fortuna dal 2018 sono vietate ai bambini e alle donne in gravidanza. Ma, haimè, di danni ne hanno fatti!
Inizialmente si pensava che il mercurio contenuto in esse non potesse andare in circolo, invece nel tempo si è visto che con la masticazione, con la salivazione, con i cibi caldi, il metallo si libera in micro particelle che vengono sia assorbite sia dalla mucosa orale che lungo l’apparato digerente, per poi creare problemi anche a distanza.
Ci vogliono anni prima che gli effetti da intossicazione si rendano evidenti, e sono tutti riconducibili ad una acidificazione dei tessuti ed organi.
Vediamo insieme quali sono i principali sintomi dell’intossicazione da amalgama.
Tra i sintomi generici troviamo: fatica cronica, dolori persistenti, cefalea o emicrania, gonfiore addominale, aumento dell’appetito, insonnia, irritabilità.
L’intossicazione grave da mercurio può intaccare diverse parti del nostro organismo, e qui inizia un elenco lunghissimo che mi fa ricordare il mio libro di medicina interna:
- Sistema respiratorio: asma, bronchite, tosse persistente.
- Cervello e psiche: vuoti di memoria, mancanza di concentrazione, incapacità di concentrarsi, ansia, irritabilità, attacchi di panico, sbalzi d’umore.
- Apparato riproduttivo: mancanza di libido, infertilità, problemi mestruali, impotenza.
- Apparato urinario: insufficienza renale, disturbi alla vescica.
- Sistema muscolo-scheletrico: dolori, affaticamento, gonfiori, crampi, debolezza.
- Cuore: palpitazioni, angina, dolori, pressione alta o bassa.
- Sistema endocrino: problemi alla tiroide, problemi nella secrezione dell’adrenalina.
- Bocca: gengive sanguinanti, ulcere, sapore metallico, perdita del senso del gusto, bocca urente, alito cattivo.
- Apparato uditivo: acufeni, dolori, difficoltà ad udire i suoni.
- Pelle, capelli e unghie: pelle secca, gonfiore o rossore al viso, prurito, dermatite, capelli secchi e opachi.
- Naso: sinusite cronica, senso dell’olfatto ridotto.
- Vista: sensibilità alla luce, difficoltà di messa a fuoco, occhi gonfi, ridotta visione notturna e dei colori.
- Apparato digerente: sviluppo di intolleranze, problemi addominali, sindrome del colon irritabile, bruciori, nausea, gastroenterite.
- Sistema immunitario: infezioni frequenti, insorgenza di malattie autoimmuni e cancro.
Tra le malattie che sono connesse alla tossicità del mercurio vi sono:
- Fibromialgia
- Artrite reumatoide
- Sclerosi multipla
- Malattia di Parkinson
- Alzheimer
- Morbo di Crohn
- Disturbo ADHD e Autismo
La severità dei sintomi comunque dipende da diversi fattori: in primis il numero di otturazioni, quindi da quanto tempo le si hanno, la comorbidità con altre patologie, lo stile di vita (alimentazione, fumo, alcool, etc).
La domanda nasce spontanea: “Aiuto! Cosa si può fare?”
La mia risposta nasce da anni di studio e di pratica e per necessità ve la riassumo in poche righe: prendetela come un regalo: quello che vi scrivo è un percorso di salute, per molti versi uguale per tutti, ma per molti altri sarà un percorso personalizzato, che andrà modulato nel tempo.
In primis bisogna alcalinizzarsi e disintossicarsi, assumendo un basificante e della zeolite, insieme, la sera prima di andare a dormire. Solo dopo almeno un mese di terapia si può procedere alla rimozione di una amalgama alla volta, distanziate di almeno un mese una dall’altra; il dentista dovrà utilizzare quella che si chiama “diga”: ovvero uno strumento in grado di aspirare i vapori che si generano durante la rimozione della amalgama.
Non fate come una mia paziente che per accelerare i tempi si fece togliere tre vecchie amalgame tutte insieme: ebbe cefalea, diarrea e malessere generale: tutti segni e sintomi di intossicazione da metalli pesanti, perché inevitabilmente durante la rimozione delle amalgame un po’ di metalli si ingoiano e si respirano, per questo va iniziata e continuata la disintossicazione durante tutto il periodo necessario.
Poi bisognerà valutare il livello ed il tipo di disbiosi, quasi sempre presente, perché spesso i metalli “ingoiati” predispongono ad una abnorme crescita batterica nell’intestino, quindi procedere alla disintossicazione intestinale con pre e probiotici e con integratori specifici per il tipo di disbiosi.
Dopo un paio di settimane di dieta disintossicante bisogna effettuare il test per le intolleranze alimentari e procedere con una alimentazione alcalinizzante.
Non da ultimo consiglio sempre di effettuare un ciclo di Neuralterapia, … ma di questo vi parlerò la prossima volta!
In gravidanza o durante l’allattamento, oppure in situazione di grande tossicità come durante la chemio o radioterapia o in gravi patologie sistemiche è meglio aspettare a rimuovere le amalgame, per non aumentare la tossicità, ed effettuare comunque tutta la disintossicazione.
Spero che questo articolo, sintesi di anni di studi, vi possa essere utile, perché la salute è un bene prezioso, da proteggere e da recuperare.
Dott.ssa Anna De Antoni






