Il recupero dell’autenticità per ascoltare con il cuore

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Se penso alla bellezza, mi tornano alla mente queste pagine tratte dal mio libro “Un altro giorno ancora… con te” Ed. Mondo Muovo.

“LA GRANDE BELLEZZA:

C’è un film che mi fa pensare a te: “La grande bellezza” di Paolo Sorrentino.

E tu Nicola, come il protagonista, Jep Gambardella, uomo senza età, ancora affascinate nonostante gli anni trascorsi, eri ad una svolta della tua vita. Alla ricerca della autenticità al di là delle maschere e della malinconia, ti muovevi in uno scenario nudo e crudo di una realtà priva di autenticità, con tante maschere, poca poesia, tanta mondanità effimera.

Eri alla ricerca della grande bellezza, ma per trovarla dovevi spogliarti dalle maschere, dalle proiezioni, dal superfluo, da tutto quello che per tanto tempo aveva riempito le tue giornate. Comprendesti che dovevi ritrovare i sentimenti autentici, vestirti dell’essenziale, fino ad arrivare ad una sorta di illuminazione finale, iniziando l’unica ricerca possibile: quella di te stesso, per ritrovarti e ritrovare “La grande bellezza”.

L’hai avuta, ed io con te.

L’ultimo anno di vita lo abbiamo vissuto in questa bellezza ritrovata. Vivendoci un rapporto essenziale, pulito, semplice, ma al tempo stesso di uno spessore ineguagliabile, ritrovando i valori veri della vita: i ritmi lenti, il cibo sano, la compagnia vera degli amici buoni, l’essenzialità dell’amore che basta a se stesso.

È stato un tempo di viaggi, in cui dedicarci alla lentezza, in cui parlare e parlare ancora, ascoltandoci con il cuore in mano, quando ormai le recriminazioni non servivano più a nulla. Viaggi con valige sempre più vuote di vestiti.

Sono stati viaggi su e giù nel tempo e nella nostra Italia.”

 Ed ancora:

“IL MATRIMONIO:

Non si possono pensare le cose cui troppo a lungo si è pensato, come la bellezza che ad un certo punto muore di bellezza.

Aveva tutto, ma c’era qualcosa che mancava. Si era stufato della bellezza, perché la bellezza non ripaga più.

Qual è l’alchemico di questa storia? Come nella Grecia antica del 1200 a.c. nelle nozze di Cadmio e Armonia, l’alchemico è raggiungere l’armonia. La bellezza non basta più. C’è bisogno dell’armonia. L’armonia è collocare ogni cosa al suo posto, è la continuità della bellezza, è la trasformazione di quel caos psichedelico di mille colori, esaltazione della bellezza, in un cosmo ordinato. Ora ha l’armonia. Ora è veramente compiuto.

Concludo con questa poesia:

Hanno gli esteti dei fili accorciati, a cui all’imbrunire riannodano i fati.

Ora hai riannodato tutti i fati della tua vita,

ma anche della nostra: gli amici di sempre.”

Anna De Antoni