Intervista Magnifico Rettore Università di Teramo Prof. Dino Mastrocola

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Il Progetto La Città Magazine Primary School rappresenta un progetto unico nel panorama scolastico nazionale che pone l’attenzione al racconto ed alla documentazione del percorso didattico di alcune classi della scuola primaria prendendo spunto da un tema al momento attuale come la guerra. Un progetto innovativo che racconta il percorso di crescita e le sensibilità degli alunni che, guidati dal corpo docente, hanno rappresentato con i propri lavori la loro sensibilità ed il loro curioso e limpido punto di vista. Un modo per dare loro voce e spazio critico e creativo.

Magnifico Rettore questo Progetto racconta il percorso di crescita e se vogliamo di vita di giovani alunni della scuola primaria partendo da un tema al momento molto attuale come quello della guerra. Quanto è importante documentare e promuovere il lavoro che viene svolto in questa percorso di crescita così importante anche in termini valoriali?

Innanzitutto devo dire che mi sembra di grande interesse tentare di riflettere su un intero percorso didattico, un ciclo della scuola primaria, a partire da un tema di attualità come la guerra. Un tema così complesso e importante consente di riflettere sulla natura umana, sull’importanza della pace, sui precedenti storici, richiamando argomenti e insegnamenti che hanno caratterizzato un intero percorso formativo. Documentare e promuovere un lavoro di cinque anni significa consolidare la propria crescita. Inoltre costruire contenuti giornalistici, seguiti da autori esperti, può essere per i bambini un’occasione preziosa per riflettere, definire meglio i propri pensieri, costruire la propria identità, discutere con gli altri.

Cosa pensa del rapporto tra scuola ed editoria in contesti così innovativi volti alla promozione del valore della divulgazione del lavoro che viene svolto nel ciclo della scuola primaria?

Il rapporto tra editoria e scuola in un progetto di questo tipo mi sembra assolutamente virtuoso perché l’editoria si mette in gioco e offre l’opportunità alla scuola di diffondere e divulgare il proprio lavoro, consolidando il percorso di crescita umano e culturale dei bambini. Sarebbe importante estendere questa iniziativa anche alle scuole medie e alle scuole superiori perché si tratta di un lavoro utilissimo anche nell’ottica di eventuali approfondimenti universitari.

Questo primo Progetto pensa possa avere anche un interesse sociologico magari utile anche ad un accostamento con le attività di ricerca dell’Università?

Certo, perché in fondo si tratta di un laboratorio di scrittura e di produzione di idee, con tecniche di insegnamento e di apprendimento che possono essere molto innovative, e quindi di interesse per la ricerca universitaria. Noi nel nostro Ateneo cerchiamo sempre di riflettere e di tenerci aggiornati sulle nuove tecniche della didattica, e un progetto come la Città Magazine Primary School può diventare un osservatorio molto interessante anche dal punto di vista sociologico.

Un Magazine a diffusione nazionale che rimane  attento ai valori del territorio in cui fonda la propria storia che valore ha tutto questo?

L’attenzione per il proprio territorio è lodevole, così come è apprezzabilissimo lo sforzo di unire editoria, scuola, giornalismo. In modalità diverse è quello che deve fare l’Università: avere uno sguardo nazionale e un respiro internazionale, sempre mantenendo una presa sul proprio territorio attraverso collaborazioni, progetti, iniziative culturali e imprenditoriali.

Quale elemento positivo ed innovativo evidenzia nel Progetto promosso da La Città Magazine e dall’ICS Savini – San Giuseppe- San Giorgio”?

Mi sembra particolarmente innovativa l’idea di partire da un tema, in questo caso la guerra, per far riflettere i bambini di una classe quinta sul proprio percorso di studi della scuola primaria, richiamando nozioni, facendo collegamenti, discutendo, scrivendo. Non è semplice pensare un progetto del genere per dei bambini, e questo rende l’iniziativa particolarmente originale e interessante.

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