Intervista maesta Paola Ricci

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Buongiorno a tutti! Sono la maestra di Storia e Geografia della classe 5D della scuola primaria San Giuseppe. Il mio percorso con loro è iniziato solo quest’anno, ho avuto poco tempo per conoscerli, ma da subito è emerso il loro spirito vivace e soprattutto la loro creatività dirompente e la loro curiosità verso qualsiasi aspetto sia del territorio che della storia, dalla più antica alla più attuale. Ho 27 anni e per me è solo il terzo anno di insegnamento e sono ancora acerba per quanto riguarda il lavoro sul campo, ma spero di aver fatto un buon lavoro sui miei alunni e voglio che sappiano che tutte le ramanzine che hanno preso erano a fin di bene, segno di un affetto enorme nei loro confronti ed una voglia di farli crescere al meglio delle loro potenzialità.

Maestra, l’esperienza di questo progetto che lega il ciclo di studi della Primaria alla divulgazione e valorizzazione di questo percorso come lo valuta?

Sicuramente in modo positivo. Un progetto che nasce dalla semplicità di una proposta fatta in classe da un insegnante e che diventa un progetto a diffusione nazionale ha un che di fantastico. In primis perché è il culmine di un progetto curricolare di cinque anni che io, da new entry, non conosco nei minimi dettagli, anche se so per certo che il lavoro svolto nella classe è stato di grande impatto per i bambini. In secondo luogo, perché hanno messo tutti loro stessi in questi articoli di giornale: a partire dalla selezione degli argomenti più interessanti per loro, dalla capacità di giudizio di quelli che avrebbero potuto interessare anche altri all’esterno del loro micromondo che è la classe, fino alla stesura di un vero e proprio articolo di giornale, impiegando tutte le risorse accumulate in questo ciclo di studi. La cooperazione, la scrittura, la creatività, la capacità di sintesi, la schematizzazione, il ragionamento logico alla base delle loro idee e del modo di strutturare il testo…tutto è stato possibile grazie al percorso di apprendimento della scuola Primaria.

Che valore ha l’interconnessione tra i progetti realizzati in questi cinque anni, così importanti per i bambini, e la loro documentazione e comunicazione all’interno di un progetto editoriale così innovativo?

Sicuramente non si può non sottolineare l’importanza che la continuità didattica ha all’interno di un percorso formativo per i bambini lungo ed impegnativo come quello della scuola Primaria. Ogni volta che si affronta un argomento nuovo ci si prepara in modo da non buttare lì le informazioni, pensando semplicemente che i bambini le lascino cadere nelle loro menti e le apprendano, ma c’è un lavoro di impegno da parte delle insegnanti che devono trovare sempre il modo di rendere comprensibile quello che i bambini stanno per affrontare. La conclusione di un discorso precedente, l’introduzione di uno nuovo, i collegamenti effettuati, anche in un’ottica interdisciplinare, sono elementi fondamentali di un percorso di insegnamento-apprendimento. Vede, mentre la continuità didattica è fondamentale, una continuità nelle metodologie di insegnamento è invece un tabù. Ed è qui che nascono i vari progetti: dal più semplice cartellone, al più complesso coinvolgimento della territorialità e quotidianità, ogni progetto è diverso, finalizzato alla ricerca ed allo sviluppo di uno stile di apprendimento unico per ogni singolo alunno.
Questo progetto non sarà fissato su un semplice foglio di quaderno, a quadretti o a righe che sia, ma sarà fissato su delle pagine di un giornale vero, di un magazine, sarà un qualcosa che tutta Italia potrà vedere. È questo che lo rende speciale per i bambini ed innovativo per tutte le realtà coinvolte.

Come valuta l’attenzione di un Magazine a diffusione Nazionale verso i valori del territorio in cui nasce la propria storia nell’ambito di questo progetto?

Si parla spesso dell’interesse da parte della scuola verso il proprio territorio e la realtà che la circonda. Molto più raro, anche se non assente, è l’interesse del territorio verso la realtà scolastica, soprattutto di una piccola città come Teramo. In questo progetto è successo questo: i bambini si sono interessati a quello che succede intorno a loro, nella loro città, nella propria nazione, nel proprio mondo; il territorio ha a sua volta mostrato interesse per il loro impegno, per la loro curiosità. C’è una reciprocità tra una scuola, una piccola classe ed un Magazine nato nella stessa realtà che valorizza l’operato di tutti i coinvolti. A livello didattico, progetti innovativi come questo, o come anche il progetto “Raccontiamo Teramo”, sono fondamentali: legano i bambini alla propria storia e viceversa, sviluppando anche un senso civico ed un interesse che un libro aperto sulla scrivania non può avere. Per non parlare di come gli alunni possano sentirsi valorizzati dall’interesse di una realtà più grande nei confronti dei loro lavori e del loro percorso e da una diffusione che porterà la loro storia su tutto il territorio nazionale. Sarebbe bello se potesse nascere una collaborazione che potrà arricchire, culturalmente parlando, tutti. “La rubrica dei bambini”! Chissà…