Sono insegnante di ruolo nella scuola primaria da venticinque anni; ho iniziato che ero molto giovane realizzando così ben presto il mio sogno di bambina, quello di diventare maestra di scuola elementare, come si chiamava allora. Adesso dopo tutto questo tempo penso ancora che la maestra sia il lavoro che voglio fare, sebbene sia impegnativo e richieda di essere sempre aggiornata e al passo con i tempi. Ma è tanto grande la gioia quando incontro i miei ex alunni che mi riconoscono e si fermano a parlare e mi fa sorridere che spesso mi danno del lei. Ho tanti ricordi legati ai miei alunni, in particolare mi viene in mente un episodio di qualche anno fa, una lettera di una bambina di quinta che mi scrisse “Maestra ti inviterò alla mia laurea”. Adesso lei non è ancora in età da università ma mi piacerebbe tra qualche anno ricevere quell’invito. Chissà, io attendo, fiduciosa.
Maestra, quanto sono importanti nel ciclo di studi della scuola Primaria la presenza di progetti che permettono ai bambini di essere elementi attivi del proprio percorso di crescita?
Credo che abbiano un grande valore educativo e formativo perché gli alunni si confrontano con i compagni su argomenti di interesse comune, si informano prima per esprimere dopo il proprio punto di vista prendendo in considerazione quello dell’altro; cosa che non è semplice né scontata ma che è importante che i bambini imparino a fare fin da piccoli affinché diventi il loro modo di rapportarsi con gli altri da adulti. Sono le cosiddette “life skills” ovvero le competenze per la vita che hanno a che fare con la gestione delle emozioni, con le abilità comunicative, lo sviluppo del senso critico e l’affinamento del problem solving da adottare nella vita di tutti i giorni.
Promuovere la conoscenza di un percorso scolastico e delle sue progettualità, quanto è importante per la valorizzazione dell’attività didattica?
Penso che far conoscere e condividere le “buone pratiche” che la scuola attua durante l’intero ciclo di istruzione abbia una grande valenza perché la scuola non è una realtà distinta dal contesto in cui opera; è giusto che ci sia attenzione per tutto il percorso non solo conoscitivo, ma anche emotivo e sociale che essa sviluppa attraverso le tante attività di tipo progettuale che realizza a partire dalla scuola dell’infanzia fino al liceo. Il ruolo formativo che essa ha, cioè quello di fornire ai bambini e ai ragazzi gli strumenti per crescere culturalmente e socialmente, per esercitare il proprio diritto alla libertà di pensiero e all’indipendenza, in questo modo, può essere ancora di più apprezzato e valorizzato.
Scuola ed Editoria. Un Magazine a diffusione Nazionale che rimane però attento ai valori del territorio in cui nasce la propria storia, che valore ha tutto questo?
Che il Magazine sia rimasto legato alle sue origini lo dimostra il fatto che abbia scelto di raccontare l’esperienza di una scuola del proprio territorio, interessandosi ad un progetto nato da un’idea condivisa tra maestre durante la regolare attività di programmazione. Pur avendo lo sguardo proteso al futuro verso obiettivi più ambiziosi, non dimentica il passato e questo secondo me ha un notevole valore perché riconosce ed esalta la realtà da cui tutto è partito. Ricordo la prima edizione cartacea de La Città che riportava le notizie della realtà teramana e oggi, in una veste fortemente rinnovata, La Città Magazine descrive uno spaccato della città di Teramo attraverso uno dei suoi istituti scolastici. Questo merita un plauso.





