Vorremmo tutti vivere bene e a lungo, ma qual è il segreto della longevità?
Il segreto è che il 75% dipende da noi: nutrizione, stile di vita e resilienza psico fisica allo stress. In parole scientifiche qui ci leggo: epigenetica.
Il rimanente 25% dipende dal patrimonio cromosomico ereditato dai nostri genitori.
Quindi sta a noi scegliere di vivere bene, a lungo e in salute: non ci sono più scuse. Certo ci sono sempre le eccezioni, però generalmente un corretto stile di vita aiuta.
L’invecchiamento è un processo fisiologico, l’importante è invecchiare in salute!
Purtroppo patologie oncologiche, autoimmuni, degenerative, per non parlare delle malattie cardiovascolari, del diabete e della obesità, nell’ultimo decennio hanno visto un aumento esponenziale anche fra i più giovani. Tutto questo, sembra un paradosso, ma è coinciso con l’aumento del benessere.
Ai primi posti, quale causa di invecchiamento, ritroviamo l’“Inflammaging”: ovvero l’infiammazione cronica di basso gradi (è quell’amico subdolo che si finge tale, ma che sotto sotto ci toglie energia e salute!). L’infiammazione cronica comporta: produzione di radicali liberi, ovvero stress ossidativo con riduzione della ossigenazione cellulare, formazione di AGE, glicazione (ovvero quando le proteine vengono ricoperte dallo zucchero), alterazioni cromosomiche, degenerazione dei mitocondri, con conseguente riduzione di ossigeno ed energia per le cellule. Insomma, l’inflammaging è un vero casino, senza che noi ce ne accorgiamo ci toglie energia e ossigeno, ci fa sentire stanchi, gonfi e, paradossalmente, ci crea l’alibi per mangiare sempre peggio e fare meno sport; nel giro di poco tempo ci ritroviamo sul divano, con la panzetta e con vari snack.
L’equilibrio del Sistema Neuro-psico-endrocrino-immunitario (PNEI) è alla base dell’equilibrio fra sistema nervoso, immunitario, endocrino e psichico. È un cerchio magico e la salute sta al centro.
Oggi ci è dato di sapere come mangiare sano e come rimanere in salute.
A volte i miei pazienti mi dicono che mangiare sano comporterebbe una spesa maggiore, che il biologico non è per tutti, che spesso il cibo spazzatura rappresenta una scelta facile ed economica per saziarsi.
Be’, non è così, nella economia domestica si può facilmente cambiare il modo di fare la spesa e di cucinare, si può scegliere di fare la spesa a km zero, senza per forza comprare biologico, si possono eliminare merendine, succhi, bibite gassate, snack, caramelle, si può decidere di tornare a cucinare. Si può fare la dieta del mini digiuno, riducendo le calorie. Si può fare tanto, mantenendo lo stesso importo della spesa, se non addirittura risparmiando. Una fetta di pane e olio, o di pane e pomodoro è più sana e costa di meno di una pizzetta. Un bicchiere di acqua con il limone, la liquirizia, il cioccolato in polvere, etc, costa molto di meno di una bibita. Una frutta di stagione è meno costosa e più sana di una frutta di serra. La riduzione dello zucchero a favore del miele non comporta una grande differenza economica; idem la scelta di un pane integrale versus un pane industriale; la riduzione del sale comporta comprare meno sale e migliorare la percezione del sapore del cibo. Fare il pane, la pizza e i biscotti in casa comporta una riduzione notevole della spesa: in questo modo si possono scegliere ingredienti sani, risparmiando e guadagnandoci in salute.
Il cibo è un bene primario, ma il cibo sano è un lusso che molti non vogliono concedersi, almeno se parliamo di un paese industrializzato come il nostro. Diversa è la situazione in altri Paesi del mondo.
In conclusione, credo che ognuno di noi ha il dovere morale di preservare la propria salute, di trasmettere questo valore ai giovani, con l’esempio e la conoscenza, ed ognuno, nel proprio piccolo può e deve fare qualcosa, in merito alle proprie conoscenze e possibilità. Magari rinunciando a qualcos’altro, perché un buon cibo determina una buona salute, ed è il miglior vestito che noi possiamo indossare, in tutti i sensi.
Dott.ssa Anna De Antoni





