Dopo le promesse elettorali, rimarranno solo i problemi

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Voglio essere molto franco, buongiorno Lettori, e vorrei essere anche estremamente crudo, immediato, incisivo.

Vorrei essere insomma con questo trafiletto, un qualcuno che se ne infischia di quella sovrastruttura sociale chiamata Gentilezza, ma che spesso, troppe volte, si veste di una stomachevole ipocrisia, che ha contribuito ad impiantarci con mani e piedi, nella libera prigione in cui siamo, felici.
E allora, ve la dico così: per l’ennesima volta,  nella storia politica di questo Paese vi stanno facendo credere che ci sia un modo, una strada – chi vi dice sia da destra, chi da sinistra – per arrivare a meno tasse, a redditi più alti, a maggiori diritti e tanto altro.

E quindi ancora pare non sia chiara la presenza di gente senza scrupoli, che vuole arrivare – e di fatto ci sta riuscendo, sempre più ferocemente, sempre più liberamente – ai vostri soldi, ai vostri diritti, alle vostre libertà, e alla fine è capace di non andarsene fino a quando non sente il vostro applauso, che puntualmente viene fatto, come su Ryanair; e lo stanno facendo proprio come piace a voi: c’è chi arriva da destra, e c’è chi arriva da sinistra.

E nessuno, ma dico nessuno, nel 2022, che sia in grado di scegliere, nel proprio piccolo, la strada di un dissenso leale ed affine alla propria etica e non più a quello di una bandiera che non è mai esistita fondamentalmente; una vibrazione che permetta di generare un’indipendenza, anche economica, con qualcosa di diverso. Quindici giorni dopo le elezioni – che vada una sinistra, che di sinistra non ha mai avuto nulla, se non l’intolleranza tipica di un piccolo mondo senza visione nel quale vige il ‘tutto quello che dico vale per te ma non per me’, orgogliosamente  tramandato, o che vada la destra: l’espressione di un’ignoranza che ha permesso – con un’apertura, che neanche la migliore sinistra (paradossalmente) – di trovarsi, di fatto, semianalfabeti per non scrivere delinquenti, che non solo stanno mangiando da 25 anni in quella stalla che ormai più che parlamentare è di parrocchia, ma che ad oggi vengono addirittura acclamati come ‘Leaders’, tanta è la lungimiranza che gli viene riconosciuta dopo essere stati mandati in Europa – bene, dicevo: quindici giorni dopo le elezioni, che vada stretto il gomito di destra o quello di sinistra, dal polsino bianco dei vostri eroi, spunteranno bigliettini con scritto: razionamento acqua e gas ( già iniziata l’opera di convincimento mediatica che vi riporta ad una visione romantica della Famiglia attorno al fuoco che valeva sia per luce che per gas, omettendo un fatto: manca l’elemento principale, la Famiglia, non tanto perché abbiano distrutto un’economia: hanno raso al suolo dei valori civici, civili e sociali, premesse fondamentali dell’esistenza e della sopravvivenza di una Famiglia Sana in una Società che ne tuteli l’esistenza)  ed aumento del 600% del servizio fornito; 4a e neanche a dirlo 5a dose e tutte quelle che verranno, obbligatorie; passaporto sanitario; introduzione (riscuoteranno) tassa emissione di CO2 individuale e limiti sugli spostamenti; prolungamento dello ‘stato di emergenza’ (perché ve lo ricordate che ci siamo entrati 3 anni fa e dovevamo starci 6 mesi e rischiamo di tornarci presto!); riforma, LEGGETE BENE, dell’articolo 42: modi di acquisto ed esproprio di quella che sarà ricordata come proprietà privata. Ecco i vostri eroi, dal 26 settembre, che volto avranno: fategli l’applauso ed invitateli nelle vostre comunità, fieri di averli. Ad occhio e croce penso che soggetti del genere non nutrano una grande stima nei confronti della collettività (vi ricordate i colletti da sistemare nelle scuole?; quelli: tutti con lo stesso, e così torna; l’affidamento ed il tradimento, gli unici passaggi in cui si è certi della non presenza divina, a causa di una ricerca dell’io e non del sé; leggete qualcosa a proposito, in ogni ‘scambio’, rischiate, di perdere parti importanti di voi, pensando invece di guadagnarle: la difesa legittima di non volere sempre uno scambio, potrebbe essere ad esempio una prima conquista).

Giuseppe Percoco

 

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