A Roma gli Stati Generali dell’Invecchiamento Attivo promossi da ‘HappyAgeing’

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“Garantire una longevità più sana possibile alle persone over 65 è un vantaggio non solo per il singolo cittadino, ma una spinta anche alla Silver Economy”

 Immunizzazionealimentazionemovimento, screening e corretto utilizzo dei farmaci: sono i cinque pilastri dell’invecchiamento attivo individuati a livello europeo. Su questi, e in modo particolare sui primi tre, si sono confrontati, nel corso della prima edizione degli Stati Generali dell’Invecchiamento Attivo promossi da ‘HappyAgeing’ – Alleanza Italiana per l’Invecchiamento Attivo, istituzioni, parti sociali, operatori sanitari e una nutrita platea composta soprattutto da over 65. Due gli obiettivi perseguiti in questa prima edizione. Il primo riguarda la visione stessa dell’invecchiamento, che secondo i promotori deve passare dall’ambito del problema da gestire o carico sociale a straordinaria occasione per ripensare e ridisegnare integralmente la società: l’invecchiamento come opportunità sociale, sociologica e sanitaria. Non a caso le chiavi di lettura utilizzate nel corso della giornata di lavori sono state due, quella scientifica che ha puntato al rafforzamento di tutti gli strumenti capaci di prolungare e migliorare la qualità della vita, più anni alla vita, e quella emozionale per motivare e promuovere le attività che danno senso agli anni di vita di un adulto anche a seguito della conclusione del suo percorso professionale, ‘più vita agli anni’. Garantire infatti una longevità più sana possibile alle persone over 65 è un vantaggio non solo per il singolo cittadino, ma una spinta anche alla silver economy. Questi i temi al centro dell’evento, che si è svolto oggi all’Acquario Romano della Capitale che ha avuto come obiettivo quello di raccogliere esperienze ed istanze chiare e condivise da portare all’attenzione dell’agenda politica, a partire dal tema dell’immunizzazione, che dovrà essere affrontato subito in previsione dell’autunno e dunque della definizione di un nuovo Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale (PNPV che tenga conto tanto del Covid quanto del ritorno dell’influenza e di altre patologie infettive prevenibili che colpiscono in modo particolare l’adulto-anziano).

Conversano (HappAgeing): “proteggiamo i fragili con vaccini”

“Crediamo sia fondamentale che il prossimo governo formuli politiche a favore dell’invecchiamento attivo. Più dell’80% del risorse del fondo sanitario nazionale vengono spese per curare le malattie cronico-degenerative. Noi vogliamo che la parola prevenzione entri a grande titolo nelle politiche sanitarie e in particolar modo, a seguito della pandemia, l’importanza delle vaccinazioni“, lo ha detto Michele Conversano, presidente C.T.S. ‘HappyAgeing’ a margine della prima edizione degli Stati Generali dell’Invecchiamento Attivo promossi da HappyAgeing – Alleanza Italiana per l’Invecchiamento Attivo. “Ricordiamo che ogni inverno- prosegue il presidente- già pre-covid, avevamo più di 8mila decessi nella popolazione anziana e fragile per colpa dell’influenza e delle malattie da pneumococco. Tutte malattie che possono essere evitate con i vaccini che rientrano nei livelli essenziali di assistenza ma che purtroppo in molte regioni hanno livelli di copertura molto bassi. Ora abbiamo, tra le armi a nostra disposizione- anche i vaccini contro il Fuoco di Sant’Antonio, malattia debilitante che colpisce sempre più persone soprattutto anziani. Ma pensiamo anche ai tanti giovani che ancora muoiono di tetano”. “Chiediamo allora che la politica si interessi di prevenzione e ci proponiamo, visto che abbiamo una componente scientifica, come interlocutori del prossimo Governo per perseguire politiche d’invecchiamento attivo. Inoltre bisogna evitare di spendere ampie risorse per curare le malattie cronico-degenerative e dall’altra creare salute per i nostri anziani”, ha concluso Conversano.

 

Andrea Silenzi (Direzione generale della Prevenzione Sanitaria del ministero della Salute: “il piano prevenzione vaccinale è in fase di completamento”

 “Con l’arrivo dell’autunno è importante ricordare agli anziani l’importanza della prevenzione vaccinale. Il tema Covid-19 è stato centrale e in questo autunno i vaccini saranno gli strumenti da usare per affrontare nei miglior dei modi eventuali recrudescenze della pandemia. E’ importante però ricercare, sia nell’adulto che nell’anziano, una copertura a 360 gradi con un’attenzione particolare a quella che sarà l‘ondata influenzale. Oltre i richiami della vaccinazione contro il Covid ricordiamo di vaccinarci contro l’influenza e a tutte le altre vaccinazioni raccomandate dal ministero della Salute per gli anziani”. Lo ha detto Andrea Silenzi, Direzione generale della Prevenzione Sanitaria del ministero della Salute. “Importante sarà mettere a frutto tutta l’esperienza accumulata durante la pandemia e che è stata ripresa nel nuovo ‘Piano di Prevenzione Vaccinale’ che è agli ultimi passaggi prima della sua emanazione, che dal punto di vista organizzativo ‘sfrutterà’ l’esperienza del Covid-19 per rendere più prossima la vaccinazione alle persone. Quindi verranno mantenuti i nuovi setting di vaccinazione. Sempre più importante sarà il ruolo del professionisti, i medici di medicina generale che possono prendere in carico il paziente cronico e le farmacie strategiche durante la pandemia. Ovviamente la regia è affidata ai dipartimenti di prevenzione dove risiedono le competenze naturali per una corretta prevenzione e per una lunga vita in salute”, ha concluso Silenzi.

Mariuccia Rossini (‘Silver Economy Network’ ):”Silver economy terza economia mondiale, 500miliardi spesi da ultra 65enni”

 “Garantire una longevità più sana possibile alle persone over 65 è un vantaggio non solo per il singolo cittadino, ma una spinta anche alla silver economy, definita da Treccani come “l’economia costruita sulle risorse accantonate o possedute dalla fascia di popolazione anziana che, per consistenza ed estensione, costituisce un mercato in costante espansione”. “La ‘Silver Economy’ – ha detto Mariuccia Rossinipresidente del ‘Silver Economy Network’ – è una leva importante per affrontare il tema dell’invecchiamento della popolazione che è tanto un problema quanto un’opportunità. Il 23% degli italiani- ha affermato- è ultra 65enne e nel 2050 si stima che la cifra salirà al 35%. La ‘Silver Economy’ perciò rappresenta la terza economia mondiale. Pensiamo che solo in Italia ci sono 500 miliardi di spesa sostenuta da persone ultra 65enni che hanno una capacità superiore rispetto alla media della popolazione. Anche dal punto di vista economico rappresenta un settore in grande sviluppo“.

M.C.

Fonte: Agenzia Dire

www.dire.it

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