Universo 25 – che mondo vivremo?

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Partirei dalla considerazione del Santo Padre che annuncia che il mondo che stiamo conoscendo, non sia tanto all’insegna di un’epoca dei cambiamenti quanto evochi un cambiamento d’epoca.

Forse è il caso che riflettiamo in merito a questo scenario, come fosse un quadro d’insieme popolato dalle grandi contraddizioni del periodo attuale.

Questi ultimi due anni hanno sicuramente inferto un duro colpo nell’accelerazione ad una trasformazione complessiva, per effetto della pandemia da covid.19 e, adesso, a causa di questa guerra.

Rispondere alla domanda su quale mondo ci apprestiamo a vivere a me, psicologo e psicoterapeuta, suscita tutto quello che mi capita quotidianamente di rilevare.

Mi riferisco ad un incattivimento che non sembra incontrare ostacoli: le persone, braccate da segnalazioni sempre più inquietanti di catastrofi prossime future, badano maggiormente a mettere al riparo la propria pelle, ed a guardare le sventure altrui con una espressione che sembra un connubio tra il rassegnato ed il fatalistico.

Quindi l’esemplare sulla Terra che dovesse venire allo scoperto nel 2025 (quindi tra soli tre anni) me lo figuro come un soggetto sospettoso, guardingo, molto poco favorevole a ritenere attendibili le notizie in ingresso e quindi apriori disposto a dubitare di tutto.

Nel 2025 i giornalisti li vedo davvero messi male: fortemente sottoposti alla concorrenza dei blogger e privi di quelle informazioni che permettano loro di dare una prospettazione che consideri cosa ha da propinarci il prossimo futuro.

I giornalisti li percepisco sempre meno come “osservatori di una trasformazione per la quale è dato loro di annotare commenti e di prefigurare i prossimi futuri” e sempre più come sgomenti rilevatori di processi che sfuggono loro di mano.

Cosa ne sarà della cosiddetta “terza pagina”, quella per intenderci, che serviva ad un approfondimento, tale da permettere di evidenziare le ragioni di fatti che si presentano sempre più tumultuosi?

La sensazione è che tutto subirà un andamento sempre più accelerato ma al tempo stesso, privo della bussola necessaria, capace di spiegarci quale possa essere la destinazione di questa corsa.

La tecnologia che vuole essere al servizio dell’Uomo (e della Donna) per risparmiare alla persona tutte quelle incombenze domestiche necessarie per la conduzione della casa, crescerà nei dettagli e nella creazione di utensili, ma il soggetto perderà sempre più di vista il suo senso dell’esistere: risparmiare il tempo… per farne cosa?  Avvalersi di dispositivi tali da qualificare la mia esistenza…ma poi so come impiegare il tempo che ho recuperato non dovendo più sperperarlo in azioni ripetitive?

La persona sta avviandosi stancamente ma implacabilmente alla sua autodissoluzione, nel senso che sta smarrendo la sua funzione di “homo sapiens”.

Il mondo che vivremo sarà ancora un “pianeta di transizione” e questo genererà un’ansia incontrollabile da parte dei suoi abitanti che vorranno difendersi dal perdere la propria leadership, ma non potranno farci nulla ed allora scateneranno l’aggressività accumulata in guerre logoranti quanto inconcludenti ai danni dei rispettivi vicini.

Forse allora sarebbe più saggio fin da ora fermarsi per intraprendere un meeting in grado di chiarirci le idee e non precipitare in quel buco nero di cui non riusciremo facilmente a vedere il fondo!

Ernesto Albanello

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