Stay foolish!

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Rilancio Steve Jobs per parlare di chi ha un’idea che sembra folle, ma che comunque non molla, di chi cade e si rialza più forte di prima.

Il mondo ha raggiunto l’attuale livello di conoscenze scientifiche e tecnologiche principalmente grazie a chi non ha accettato pedissequamente il mainstream, ma ha messo in discussione concetti universalmente accettati dalla comunità, ma che in realtà erano un collo di bottiglia per traguardi ambiziosi, oppure erano del tutto errati.

Galileo Galilei mise in discussione il sistema tolemaico e fu accecato per questo affronto, ma ha dato l’avvio dello studio moderno dell’astronomia; Einstein disse che tutto era relativo, incluso il tempo, che rallenta all’avvicinarsi della velocità della luce, dando il via agli studi sulla relatività (sia ristretta che assoluta).

Arrivando ai nostri giorni e disquisendo del mio argomento preferito, l’automotive, due personaggi che hanno dimostrato come la tenacia possa portare a risultarti sorprendenti (pur in condizioni al contorno completamente diverse) sono Sergio Marchionne ed Elon Musk.

Partiamo dal primo: a metà del 2004, quando la Fiat versava in una condizione finanziaria disastrosa, Marchionne venne nominato amministratore delegato del gruppo. Il nostro, pur vantando un CV estremamente ricco di successi ed essendo già membro del CdA di Fiat da più di un anno, nei fatti non aveva nessuna esperienza operativa nel campo dell’automotive e ciò fece tremare i polsi agli analisti di borsa. La caparbietà dell’abruzzese invertì il trend dei risultati finanziari di una società data quasi per spacciata (i credit default swap dell’epoca erano a livelli estremamente preoccupanti), ha minimizzato i tagli del personale produttivo e ne ha fatto un gruppo intercontinentale (è sua l’acquisizione della Chrysler per 1 dollaro!) che, successivamente alla sua prematura dipartita terrena, si è potuto sedere in posizione di forza paritaria al tavolo delle trattative con PSA e dare vita alla Stellantis: gli azionisti ex Fiat sentitamente ringraziano per il concambio ricevuto e per i vari bonus di conguaglio…

Passiamo a quel gran visionario di Elon Musk: il sudafricano naturalizzato statunitense già a 31 anni vantava la vendita della sua prima grossa azienda di successo, cioè PayPal. La creazione e la vendita di questo importantissimo player dei pagamenti digitali gli frutta 1,5 miliardi di $ (come direbbero i poeti romaneschi: “…du’ spicci…”). Dopo un paio d’anni investe in Tesla, una società che produceva veicoli elettrici e pannelli solari: ci sono voluti 4 anni prima che iniziassero le vendite della prima vettura degna di questo nome, cioè la Roadster, della quale però ne sono stati venduti solo 2500 pezzi in 4 anni. Con questi risultati praticamente chiunque si sarebbe tirato indietro, leccandosi le ferite delle perdite finanziarie subite, invece Musk non demorde e nel 2012 lancia la prima vettura interamente progettata dalla Tesla (la Roadster era su base Lotus Elise) e tuttora in vendita, la Model S. Da quel dì ne è passata di acqua sotto i ponti e nel solo 2022 Musk ha venduto 1,3 milioni di vetture con un utile netto di oltre 12 miliardi di $. Nel frattempo si è anche comprato Twitter, sennò s’annoiava…

Due esempi di persone assolutamente non comuni, ma che dovrebbero essere la bussola per la nostra vita: tutti noi, nelle more della ragionevolezza e in linea con le nostre attitudini, dovremmo darci dei traguardi ambiziosi da raggiungere, senza temere l’insuccesso. E’ vero, non tutti abbiamo le stesse capacità e potenzialità dei due personaggi citati, ma non dobbiamo nemmeno subire passivamente lo scorrere del tempo della nostra vita terrena.

All’università c’era un compagno di studi chiamato “l’ottimista” perché per lui qualunque esame era impossibile da superare: a me risulta che nell’anno della mia laurea sono stato in compagnia di altri 13.000 connazionali pazzi incoscienti che, in barba agli equilibri gravitazionali e alle sacre leggi promulgate dalla dea bendata, sono riusciti a superare tutti gli esami di ingegneria e a discutere la tesi. Fortunately I’ve been foolish!

Certo, dobbiamo sempre farci accompagnare da un minimo di buonsenso, così che non ci si trasformi in tanti emuli di Icaro, ma astrarsi dalla lotta senza nemmeno provare a gareggiare ci trasformerebbe in tanti figli di mater ignota: siccome tutti vogliamo bene alla mamma, sarebbe meglio rimboccarsi le maniche e costruirci la propria strada, guidati dalle nostre sane aspirazioni.

Come ho scritto in varie occasioni, preferisco una vita con dei rimorsi ad una vita piena di rimpianti, e voi?

Gerardo Altieri