Dall’11 febbraio al 1° marzo la Reggia Reale di Monza ospiterà “Antonio Ligabue. L’uomo e l’artista”. Si tratta di novanta opere, tra dipinti, sculture, incisioni e disegni.
La mostra è curata da Sandro Parmiggiani ed è prodotta da ViDi in collaborazione con il comune di Monza. Troverete capolavori come “Caccia grossa”, “Circo”, “Crocifissione”… È un viaggio, insomma, nel cuore e nell’anima di uno degli artisti più importanti dello scorso secolo! I suoi sono ritratti notevolissimi, dove lo sfondo appare quasi ininfluente. Gli animali sono sempre raffigurati “quasi” nell’atto di compiere un’azione nei confronti della preda. E poi ci sono i volti. “Questi autoritratti”, racconta Sandro Parmiggiani, “dicono tutta la sofferenza dell’artista. Ne sentiamo quasi il muto grido nel silenzio della natura e nella sordità delle persone che lo circondano. Quando perduta è ogni speranza, ormai fattasi cenere, il volto non può che avere questo colore scuro, fangoso, questa sorta di pietrificazione dei tratti che il dolore ha recato con sé e vi ha impresso”. Su MonzaToday.it ci sono ulteriori dettagli di questa bellissima iniziativa, per chi riuscisse a raggiungere la location! Ligabue ha il grandissimo dono di raccontare “una storia” attraverso i suoi ritratti. I suoi sembrano quasi dei “fermo immagine” proprio nel momento più catartico, il momento esatto in cui sta per succedere qualcosa! E anche i suoi ritratti sono pieni di questo senso dell’azione. Ci vien quasi da pensare “qualcosa qui sta per succedere”. E questa è la base dello storytelling: quando qualcosa sta per accadere, qualunque cosa, il pubblico viene rapito da una curiosità quasi ancestrale. Ma è anche la vita di Ligabue a raccontarci un mondo, a quasi 57 anni dalla sua morte: una vita a dir poco travagliata, colorata di crisi nervose, comportamenti violenti, il lavoro da manovale in riva al Po… Ligabue è un artista che insegna alle giovani generazioni come anche con un destino avverso, si possono realizzare cose indimenticabili.
Notiamo poi, e lo abbiamo detto, che l’iniziativa parte proprio da Monza. Non da Firenze, o Roma. È il segnale fortissimo di una piccola ma importante città alle porte di Milano, che vuole rappresentare un punto di riferimento anche in termini culturali. È “verso Monza”, che i nuovi milanesi del nuovo secolo si stanno spostando alla ricerca di un ambiente verde, più raccolto, sempre connesso, ma che comunque riesce a offrire tutto ciò che serve. Non molti sanno che c’è in atto anche un progetto per collegare la nuova metropolitana di Milano a Monza. Stiamo dunque assistendo a quello che alcuni avevano predetto qualche anno fa: l’uomo moderno sta cercando di riprendere contatti con la natura e le sue bellezze, senza però tralasciare l’aspetto della socialità, della “polis”. Non poteva esserci un artista migliore di Ligabue, ad accompagnare la vostra gita in Lombardia per vedere “L’uomo e l’artista” a Monza. Se poi volete saperne qualcosa di più dell’artista, potreste dare un’occhiata a “Volevo nascondermi”, film intensissimo di Giorgio Diritti. Protagonista del film è Elio Germano, che ha vinto l’Orso d’argento come miglior attore al Festival di Berlino nel 2020 e il David Di Donatello come miglior attore protagonista nel 2021. Fa riflettere che un film così importante per la critica, abbia incassato soltanto 90.000 Euro al botteghino. È una riflessione che abbiamo fatto più volte con i nostri articoli. Non è detto che un grande film riesca a trovare l’accoglienza che merita, di questi tempi. Complice anche la pandemia, che ha letteralmente messo in ginocchio un intero settore.
Complice, forse, un cambio culturale in atto ormai già da molto tempo. Il film rimane comunque un notevole racconto sulla vita di uno dei più grandi artisti italiani di sempre.
Marco Cassini





