Pollicino senza tutele. Le tracce nella rete che ci condannano alla visibilità

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Lo strumento fondamentale per la manipolazione della realtà è la manipolazione delle parole. Se puoi controllare il significato delle parole, puoi controllare le persone che devono usare le parole. (Philiph K. Dick)

Si è parlato fino allo sfinimento di vax e no-vax, fiumi di dibattiti, manifestazioni, offese pubbliche, mistificazioni. Di repressione, dittatura. In questo momento opinionisti, esperti e giornalisti disquisiscono di guerra, di Russia paragonandola con l’Italia, di terrore, di leader sanguinario.  L’attenzione si sposta, il covid non è più in prima pagina, non fa quasi più paura.  Di colpo i nostri governanti sembrano diventati tutti buoni, non si parla di restrizioni o almeno hanno assunto diversa rilevanza. Siamo confusi questo è certo, ci chiediamo se l’assetto politico italiano è migliore o meno rispetto ai vicini stati europei.   Cosa fanno gli altri? E noi, sceglieremo di fare la cosa giusta? Intanto i costi raddoppiano, benzina e gasolio sulla soglia dei 2€.  Anziani che vivono con una pensione vedono arrivare bollette da 800-900€. Precari sempre più in difficoltà.  È sempre la stessa storia, la sappiamo tutti, ne abbiamo consapevolezza, ma fino a questo punto a dire il vero, non ci eravamo mai spinti. La doccia gelida del conflitto ha tolto la luce dagli occhi del mondo proprio quando stava cominciando ad apparire un timido spiraglio.  È l’ora nello sconforto più atroce che si potesse immaginare. E noi siamo tutelati? Difficile da dire, i diritti vanno perdendosi chissà dentro quali autorevoli stanze. Siamo un popolo di gratta e vinci, lo stato si arricchisce mentre crea dipendenza. Conti in banca ispezionati, prelievi e versamenti monitorati, prenotazioni per ritiri più consistenti. Attenzione quindi, perché il Grande Fratello è sempre in ascolto e ci guarda costantemente. Ma cosa sarà di noi? Come ci allineeremo? Certo le sanzioni alla Russia andavano messe, ma a pagarne le conseguenze chi sarà? E gli imprenditori che si sono visti chiudere i conti e perdere lavoro, chi tutela loro? Cosa è giusto e cosa non lo è? Totalitarismo, monarchia, presidenzialismo, democrazia.  Quale forma di governo è la migliore? Sembra che in Italia le cose vadano male da quello che si sente in giro, è davvero così?  Siamo soggetti controllati dall’alto. Un condizionamento silenzioso e subdolo ci accerchia e arriva da ovunque: ogni movimento, azione, decisione è tracciata. Ormai è così, ci siamo arrivati piano piano ed è un percorso che passa per il web per arrivare ad un sistema apparentemente a noi alleato.  Siamo schedati irrimediabilmente ed è paradossale che in parte, lo abbiamo fatto con le nostre mani. La rete sa tutto di noi perché glielo raccontiamo ogni secondo trascorso a “navigare” attraverso ciò che scegliamo, che scriviamo. Sanno con quale partito politico ci schieriamo, quale dio preghiamo, cosa adoriamo mangiare, come ci vestiamo, qual’è il nostro colore preferito, dove andiamo in vacanza. Ma la struttura organizzativa che è alla base della vita sociale, della quale ci fidiamo, alla quale   affidiamo le nostre esistenze, sembra cominci a vacillare, la mancanza di alcuni supporti, la poca coerenza, il chiaro intento di favoritismi, inizia a far perdere consistenza alla compagine che governa e chiede fiducia al popolo. E tutto il peso chi lo regge? Gli sforzi che ci vengono chiesti quando e come verranno risanati?  Se arriverà il momento del riscatto sarà un risarcimento equo?  L’Italia è la repubblica delle banane?  Chi decide e chi no, chi detiene il potere e chi lo subisce, chi manipola e chi viene manipolato. Ma questa è la legge della natura. Il più forte mangia il più debole e conta solo il numero. La verità è che il singolo individuo perde potere e lo schieramento è favorito, la massa è manovrabile. Di fronte alla abnorme crisi mondiale che si è abbattuta sulle nostre teste tentiamo di capire, ci chiediamo perché arrovellandoci il cervello di domande. La risposta non l’abbiamo, ci affidiamo alle parole di un uomo che fu il nostro Presidente: È meglio la peggiore delle democrazie della migliore di tutte le dittature” Sandro Pertini

Maria Zaccagnini

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