Pazienza? Sì, grazie!

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Cosa significa aver pazienza? Spesso il tema è associato al biblico Giobbe, uomo giusto e fedele, provato da terribili difficoltà che accetta di buon grado, fino a quando non si ribella all’idea, corrispondente alla mentalità antica, che tutto il male gli derivi dal suo peccato. Allora, chiede spiegazioni a Dio, citandolo in giudizio, perché testimoni che il suo dolore è innocente! Alla fine, Giobbe, arrendendosi al mistero del progetto divino, riceve il centuplo di ricompensa per tutti i guai subiti: un lieto fine che anticipa la risposta ultima che i credenti aspettano nel futuro ultraterreno e che trovano annunciata dalla straordinaria testimonianza di Gesù sull’Amore più forte della morte! La Passione di Gesù, infatti, esprime il vero senso della pazienza: amore per un valore!

La pazienza non è, perciò, distaccata indifferenza agli eventi, in attesa inerte di qualcosa, o quieta rassegnazione davanti a fatti incresciosi, tanto meno sofferenza subita senza reagire, per evitare altre spiacevoli conseguenze: è un ideale proiettato verso la realizzazione futura, è preparazione di un progetto, attraverso la riflessione, la programmazione e anche la meditazione, l’introspezione, che per i credenti significa costruire con disciplina il dialogo con il Creatore.  

Credo, perciò, si possa collegare la pazienza al coraggio dell’impegno, e mi vengono in mente i grandi personaggi che hanno lasciato un’impronta nella storia.

Gli scienziati del passato, per esempio, senza le tecnologie disponibili oggi, hanno dovuto sicuramente essere audaci visionari nella ricerca, e poi ricorrere all’esercizio della pazienza, per convincere dell’efficacia delle loro scoperte, come è accaduto a Edward Jenner, il padre dei vaccini, accusato all’epoca di voler diffondere il vaiolo, che invece grazie a lui è stato sconfitto!  

 Gli innovatori ante litteram da Socrate in poi hanno avuto sempre vita difficile, e solo la forza d’animo legata alle proprie convinzioni ha permesso loro di accettare con pazienza il corso degli eventi, anche a costo di pagare con la vita, rifiutando la violenza come strumento di opposizione, ma offrendo la verità, che una volta scoperta si afferma da sè, e lascia andare nell’oblio i pregiudizi infondati. Gli artefici del progresso della civiltà sono i veri interpreti della pazienza che costruisce e non si arrende mai, come nel caso emblematico di Gutenberg, denigrato dai suoi contemporanei, perché secondo loro la sua invenzione della stampa indeboliva la memoria, fino al XV secolo veicolo principale di cultura!

Quanta pazienza è stata spesa dai grandi esploratori di ieri e di oggi, per arrivare al successo con le loro intuizioni! Proprio di questi giorni, è un’altra notizia incredibile: l’alpinista spagnola Beatriz Flamini è rimasta nelle viscere della terra, alla profondità di 70 metri per 500 giorni, per lo studio sugli effetti dell’isolamento.

La pazienza, infine, è la cifra degli insegnanti, che anche rischiando di apparire dei sognatori, scommettono sui cambiamenti nel tempo dei giovani irriducibili alle regole: ognuno ne conosce, perciò, è vero che la pazienza fa miracoli! 

Paola Giorgi