Mondo nuovo

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L’ essere umano ha diluito il tempo, procrastinando la morte, ma non quella del pianeta, la nostra casa, una casa che tuttavia non ci contiene più, una casa che scricchiola, piena di fantasmi.

Il problema del sovraffollamento, infatti, è divenuto più pericoloso di un meteorite che potrebbe annientarci, o della fame che uccide lentamente, tanto che nella seconda metà del novecento, un etologo statunitense scrisse un articolo molto interessante, intitolato “Densità di popolazione e patologia sociale”, che riguardava la sintesi di certi suoi esperimenti su alcune colonie di topi: “Universo 25”. Egli ci dimostra che in un ambiente sano, quello costruito appositamente per l’esperimento, dove non può che esserci benessere, cibo in abbondanza e assenza di predatori, la morte diminuisce e la specie prolifera, causando la perdita dello spazio vitale e la riduzione dei ruoli liberi da ricoprire; ecco dunque arrivare il collasso sociale con lotte e scontri, addirittura cannibalismo. Non possiamo dilatare il pianeta e non siamo in grado di creare continuamente, all’infinito, nuovi ruoli, non qui, non sulla terra. Quindi? Cosa accadrà all’uomo se la scienza farà in modo di tutelarci dalla fame ma non dal sovraffollamento? Si estinguerà come i dinosauri o come i ratti di Calhoun? Aldous Huxley discendente di illustri scienziati e autore di distopie, immagina la soluzione. La vede in un totalitarismo molto simile a quelli del passato (corsi e ricorsi storici), contaminato, tuttavia, dall’evoluzione della scienza, così che nel suo “Mondo nuovo” sarà fondamentale il controllo delle nascite, ottenuto da un indottrinamento psicologico e per via eugenetica, ossia tramite la nascita in laboratorio, eliminando gravidanze e parti. La manipolazione genetica degli embrioni realizza una suddivisione in classi ma, attenzione, con Huxley, il collasso sociale previsto da “Universo 25” non può accadere, infatti, grazie al condizionamento psico fisico che opprime istinti, passioni e sentimenti, ogni classe sa di avere un ruolo e solo quello, non conosce la competizione, non ha istinti egoistici o desideri, ed è felice. L’indottrinamento psicologico non avviene nelle piazze per mezzo di un dittatore ma, grazie alla scienza applicata, si insinua nelle menti di tutti, durante il sonno. E se non bastasse, esiste il Soma, una droga che sostituisce la religione eliminando croci e lacrime. Ma una felicità illusoria non uccide ugualmente? La penuria affettiva creata intenzionalmente nel “Nuovo mondo” per evitare disordini, guerre e cannibalismi vari – deturpando la libertà, annientando le menti per un bene supremo -, che prezzo ha? Nella distopia di Huxley il selvaggio John, recuperato da una riserva al di fuori del Mondo nuovo, cresciuto leggendo Shakespeare, preferisce soffrire, preferisce tornare alla croce e alle lacrime. 

All’ottundimento dei sensi che portano all’ordine e alla stabilità, e dunque ad una felicità illusoria, preferisce morire vivendo. Io non so cosa sceglierei, e tu?

Alessandra De Angelis

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