Lo specchio distorto della vanità, una falsa forma di bellezza

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Meravigliati ogni giorno e non invecchierai mai.”

Viviamo appiattiti da modelli da rispettare, convinti che sia l’unica cosa importante, un passaporto da esibire per oltrepassare le dogane della nostra bizzarra civiltà. 

Il bello, distorto dai comportamenti e dal modo in cui lo identifichiamo, è diventato ormai indispensabile per apparire e non per essere. I mezzi utilizzati sono molti, strategie a portata di mano utili per diventare quello che non siamo ma che altri vogliono vedere. Strumenti utili che aiutano a rendere bella la visione ma che ne impoveriscono la trama. Un modo di adeguarsi a tutto il resto, confinando le essenze in angoli nascosti per far emergere parti effimere, facendo credere di essere qualcuno che invece è solo una copia. Quanto ci piace fingere di essere o di non essere? Assumendo un aspetto che è di gran lunga lontano dalla sua vera natura, una persona sceglie di nascondersi arrendendosi ad un sistema che non lascia dubbi, nasce dall’ intento di uniformazione. Tutta questa corsa all’essere adulati spegne l’impeto, innato dentro di noi, atterrisce l’idea che si può essere affascinanti proprio per la spiccata personalità, che si può essere belli anche se i canoni della bellezza non ci hanno graziati donandoci un aspetto perfetto. Sembra che qualcosa ci stia sfuggendo di mano, è l’amor proprio che se ne va e non c’è nessuno che lo sta inseguendo. A volte si tratta anche di mode, come quella del corsivo, dei video su Tick-Tock o dei Reel, esempi di come si asseconda la tendenza ad essere sempre sul pezzo. Usanze che vivono brevi attimi, scivolano via facendo posto a nuovi intrattenimenti, se non li utilizzi non sei giusto. Sirene che tagliano fuori, emarginano chi ha qualche chilo in più o non può permettersi un tenore di vita medio alto. Se non sei cool non sei nessuno, bisogna che ti vesta in un certo modo, che frequenti locali giusti, che bazzichi con gente giusta, naturalmente vestito nel modo giusto perché tutto sia top, adoro. Diciamocelo, viviamo in un mondo che ci separa e quel che è più grave è il fatto che dagli adulti non arriva un buon esempio. E allora ci si perde, e le nostre anime diventano sempre più distanti da noi, il fulcro da dove sgorgano le passioni si è rimpicciolito insieme al valore che attribuiamo a noi stessi. In quale direzione stiamo andando? Cosa conta davvero per noi? La vera bellezza non risiede nel futile, nel superficiale, nell’effimero, è dentro ogni cosa che ci gira intorno di cui non ci accorgiamo nemmeno. La si trova nell’incanto di un cielo al tramonto carico di sfumature, nella luce del sole che sorge all’alba, nei fiori che sbocciano e sugli alberi che ci danno i frutti, nella voce del mare, nel silenzio della montagna, nell’odore della pioggia, nello stupore delle nuvole. La meraviglia è quella che abbiamo dentro e ci fa sorprendere, ci rende curiosi, ci fa desiderare, amare, piangere e ridere, attendere e sperare. Se pensiamo di aver raggiunto la bellezza della vita attraverso scalate al successo stiamo percorrendo una strada diversa, non quella sbagliata, ma nemmeno quella giusta. Quale sia la via ideale nessuno può dirlo, per scoprire cosa c’è più in alto, dove tutto può succedere, il punto esatto della luce, quello dove i desideri si realizzano, dove ritroviamo il nostro vero volto, ciò che realmente siamo. Forse esiste, è un percorso anche facile ma che la mente complica quello che ci porta fino a noi, che libera e innalza, la strada che muove ogni bellezza e che chiama per essere libera l’abbiamo chiusa dentro schemi ben precisi, romperli vorrebbe dire essere diversi, allontanarsi, distinguersi e questo non piace a molti. Tornare all’antico, esaltare la semplicità, sganciandosi da tutto il resto per non dover per forza piacere a qualcuno, questa sì che sarebbe una veritiera forma di bellezza. 

Quante voci tutte uguali, mai nessuna fuori dal coro.”

Maria Zaccagnini

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