L’indifferenza che sta uccidendo la nostra Società

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Oggigiorno in una Società sempre più individualista e accentrata le persone sembrano essere diventate anaffettive, oltre ad aver perso il controllo dei valori. E succede quindi che nella civilissima Parigi, dove regnano fin dalla notte dei tempi i valori di liberté, égalité, fraternité, un uomo resti accasciato a terra per oltre nove ore in pieno centro e nessuno si curi minimamente di soccorrerlo, né tantomeno di chiedergli come stia. Uno scandalo d’indifferenza e di cinismo senza uguali. Una vittima uccisa non solo dal freddo delle rigide temperature invernali, ma dall’ipocrisia e dal gelo del cuore di tutti i passanti. E allora viene naturale chiederci: noi cosa avremmo fatto? Ci saremmo comportanti diversamente? Avremmo dato una mano a quest’uomo? Se è vero che il coronavirus ha inasprito ancora più i rapporti personali, in barba di chi pensava che la pandemia ci avrebbe migliorato, (c’è da chiedersi in che modo poi), siamo talmente tanto abituati a pensare solo ai nostri interessi e problemi che siamo divenuti letteralmente ciechi nei confronti del prossimo. Non riusciamo più a vedere oltre un metro da noi stessi. Renè Robert, questo era il nome della vittima di 85 anni, era un fotografo e sicuramente si sarebbe salvato se qualcuno gli avesse teso una mano. L’artista è caduto a terra a causa di un malore, forse una vertigine, ma a stroncarlo è stata l’ipotermia, il fatto di non aver avuto un ricovero al caldo e al sicuro dove potersi riprendere. Nessuno dei tanti passanti ha avuto un solo secondo del suo prezioso tempo per fermarsi, per chiamare i soccorsi. Ironia della sorte si è avvicinato all’uomo morente un senzatetto per vedere in che condizioni stesse il fotografo e per chiamare finalmente i soccorsi. Ma ormai era troppo tardi, non c’era più nulla da fare. Il cuore di Robert aveva cessato di battere da tempo a causa dell’ipotermia. Nessuno si è prodigato per l’anziano fotografo. Un suo caro amico, Michel Mompontet, ha raccontato il triste accaduto sui social, facendo esplodere la polemica e dicendo: “Prima di dare lezioni o accusare qualcuno, ho bisogno di affrontare una piccola domanda che mi mette a disagio: sono sicuro al 100 per cento che mi sarei fermato se mi fossi trovato di fronte a un uomo a terra? Non ho mai voltato le spalle a un senzatetto sdraiato su una porta?». Robert, quella sera, stava rientrando da una cena a casa di amici mentre è stato colpito dal malore. Ma noi siamo proprio certi di essere migliori di quei passanti che non hanno battuto ciglio di fronte a questa tragedia, siamo sicuri che ci saremmo fermati? O per noi sarebbe stato normale proseguire il nostro cammino, presi dai nostri mille impegni, e lasciare morire agonizzante questo povero uomo per strada? E’ arrivato il momento di chiedersi come si possa essere giunti a tutto ciò, di farsi un profondo esame di coscienza e di meditare. Siamo delle persone con un cuore che batte, con dei valori, emozioni, affetti, sensazioni, relazioni. Cerchiamo di tirare fuori la parte più vera di noi, anche se è difficile, bisogna tentare di provarci. 

Elena Parmegiani

 

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