Le nuove strade per una distribuzione più equa della ricchezza

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1300, un’epoca tremenda! Per tutto il secolo si alternano fasi di pandemie di peste, a volte più forti a volte meno diffuse ma sicuramente terribili. L’Europa si svuota, non si riesce a ripopolarla, nemmeno tra gli intervalli di diffusione, nemmeno prendendo in considerazione la diminuzione della virulenza della malattia, un disastro!

Tutto subì un arresto, ad esempio i trasporti: le navi dovevano rimanere 40 giorni in porto prima di essere svuotate dal loro carico (quarantena). E se il materiale era deperibile? Scaricarlo poteva significare portare il contagio in città.

Ma cosa fanno per evitare questo? Non sanno bene quale sia la causa dei contagi ma prendono delle misure cautelari. Si rimuovono le immondizie (a Firenze si crea un ufficio di sanità), si controlla che chi entri in palazzi pubblici non sia malato. E poi si pregava Dio, chi era devoto. Si ascoltava il parere dei medici…tutto questo però non servì a molto. 

Si moriva tantissimo e soprattutto morivano i bambini. Bisognava occuparsi di come guarire! Molti medici e scienziati, ma soprattutto molti improvvisati curatori, si misero a parlare di corpo umano e delle diverse teorie. Certo anche i medici medievali con la loro scienza rudimentale, tutta fatta di equilibri di umori e liquidi, anche se pagati profumatamente, non riuscirono a risolvere il problema. Ma il problema non erano solo i “veri” medici. Anche tantissime donne e uomini autonominatisi esperti, ovviamente del tutto ignoranti e senza alcuna dottrina medica, si cimentavano nelle cure senza alcun risultato.

Ma davvero da queste pandemie non si trassero vantaggi?

Cosa succedeva in passato. Be’ l’alta mortalità di certo è un discorso non facile, ma, finito il periodo pandemico, il lavoro serviva ancora, e le persone rimaste erano molte meno! Prima della peste le piazze erano piene di disoccupati, invece ora? Quelli ancora vivi e disposti a lavorare vogliono essere pagati di più! Certo anche la concorrenza si è dimezzata ma tutto ha un costo maggiore, soprattutto la manodopera. Un vantaggio? I soldi sono rimasti gli stessi. C’è la stessa quantità di moneta circolante che c’era prima delle pandemie.

I padroni pagano meglio, e cosa fanno con questi soldi gli operai? Mangiano tutti bene o meglio. Poi se rimane qualche spicciolo? Vai anche all’osteria! E chi produce vino ha gli affari che vanno a gonfie vele!

Ma se avanza ancora qualcosa? Si mangia carne! O si compra finalmente un vestito buono!

L’economia gira e si ha una redistribuzione della moneta.

Cosa è successo e succede oggi? I problemi della pandemia sono stati affrontati con metodi molto simili, ovviamente meno rudimentali, ma sempre analoghi. Maschere e mascherine, quarantene, operazione di disinfezione dei posti pubblici, sono solo alcune delle misure conosciute. Anche la grande quantità di improvvisati virologi non ci sorprende, quando un problema affligge l’intera società a parlarne è l’intera società, è cambiato davvero molto poco.

La questione economica però non sembra ad oggi prendere la stessa piega del passato. I salari non sono aumentati ma i beni (dal caffè alla bolletta della luce) si. 

È macabro ricordare che la quantità di morti durante la peste giocò un ruolo fondamentale per chi rimase in vita. I morti furono talmente tanti che la redistribuzione della ricchezza aiutò i pochi rimasti. 

Ovviamente e per fortuna la quantità di morti avuti in Europa, sebbene altissima, non è paragonabile con quelle delle pandemie trecentesche.

Cosa significa tutto questo? Che gli effetti avuti erano e sono prevedibili. Se non del tutto ma comunque in larga parte. I trasporti dovranno riprendere e pretenderanno più soldi. I beni primari come i carburanti e la luce aumentano ed aumenteranno, così anche le tasse. Ciò che rimarrà invariato (se non scenderà) saranno i salari. La ricchezza sarà redistribuita ancora meno equamente.

C’è un modo per invertire questa tendenza? Sicuramente la rinuncia all’accumulo di ricchezza. Il riportare il discorso monetario a soldi tangibili e non virtuali (tendenza purtroppo non invertibile). Questi e molti altri temi dovrebbero essere discussi e ridimensionati. 

Stiamo andando verso un baratro ma, ne sono certa, dopo il punto di non ritorno si ritornerà, come sempre. L’uomo e la storia giocano le loro carte continuamente. La storia andrà avanti e l’uomo si adatterà a ritrattare le sue scelte.

“Ogni grande cambiamento è preceduto dal caos” -Deepak Chopra-

Dott.ssa Andrea Di Giovanni

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