Il coraggio delle scelte importanti per scacciare la paura

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Corsi e ricorsi storici. 

 

Nel 1973, la crisi energetica a seguito della crisi arabo-israeliana provocò un brusco aumento dei prezzi del petrolio e giustificò la corsa all’energia nucleare. 

Negli Anni 80, invece, a causa di diversi incidenti nelle centrali nucleari – il più scioccante fu quello di Chernobyl, nell’aprile 1986 – ci fu un’inversione di rotta. In questo clima di paura, si tennero i referendum abrogativi del 8 e 9 novembre del 1987 relativi al nucleare, che ebbero un’affluenza di circa il 65% e una larga fetta dei votanti (intorno all’80%) contraria all’energia nucleare. La paura generata dal disastro di Chernobyl, unita a campagne non efficaci relative alla comunicazione delle energie alternative, hanno portato a uno stato di cose che – ancora oggi – vede l’Italia sottostare ai mercati esteri, spesso senza poter incidere sui prezzi. Colmo della beffa per gli italiani: l’aumento – nell’ultimo trimestre del 2021 – degli utili dell’Eni (53%, pari a 3,8 miliardi di euro) grazie al balzo dei prezzi del gas, con le famiglie a dover assorbire gran parte dei rincari, in parte mitigati dalle manovre del Governo Draghi. 

Cosa ci insegna tutto questo? Che fare scelte impauriti – o, peggio, in preda al panico – è fortemente sconsigliato in tutti i campi. Sapendo che il passato non si può cambiare e che spesso tocca sopportare situazioni esterne sulle quali non possiamo incidere, possiamo lavorare sul presente e sul futuro, cambiando gli occhi con i quali guardiamo il mondo. L’informazione e lo studio ci permettono di fare scelte ponderate circa un problema, senza necessariamente allinearci al pensiero della maggioranza. Nel mio ruolo di life coach, sottolineo sempre come sia importante rinnovare gli occhi che osservano, cioè noi stessi, senza dare potere a situazioni esterne in cui non possiamo incidere. Per dirla con Carl Gustav Jung: «Non c’è presa di coscienza senza sofferenza.  In tutto il mondo la gente arriva ai limiti dell’assurdo per evitare di confrontarsi con la propria anima. Non si raggiunge l’illuminazione immaginando figure di luce, ma portando alla coscienza l’oscurità interiore. Chi guarda fuori sogna, chi guarda dentro si sveglia». Per questo il mio invito è a lavorare per valorizzare tre cose fondamentali: i nostri talenti; le nostre passioni; il lavoro che ci piace davvero. Perché solo chi fa il proprio lavoro con amore e passione può generare l’abbondanza che merita davvero. 

Nel mio primo libro, “Vivere con l’accento”, un capitolo intero è dedicato alla riscoperta dei propri talenti e di quanto farlo sia essenziale. Vent’anni di esperienza nella gestione, selezione e formazione delle risorse umane mi hanno aperto uno scenario chiaro su come le persone facciano moltissima fatica a scegliere un lavoro che le renda felici, perché non comprendono che lavorare con passione e amore porterà sempre abbondanza e gioia nelle nostre vite e in quelle di chi ci circonda. Come si dice: ama il tuo lavoro e non lavorerai un giorno in tutta la tua vita.

Manuela Galliè

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