La Scuola dell’Es

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Ripercorro i sentieri incontaminati e selvaggi di quel genio della Psicolisi che fu Arturo Conte e ne propongo il pensiero sulla Scuola, tratto da appunti delle sue lezioni universitarie.

Nella nostra epoca, il processo di demitizzazione lacera gli ideali, cancellandoli come inutili e pericolosi. Esperienze come l’Anacoretismo, il Misticismo e l’Ascetismo vengono considerate alla stessa stregua di malattie psichiatriche. Se qualcuno dovesse perorare la causa del Silenzio o della Solitudine, verrebbe semplicemente bollato come malato di mente.

La Fantasia, madre del Mito, è stata condannata a morte dalla logica, quella logica (logos), che oggi impera in tutti i campi del sapere. La demitizzazione ha inizio nel momento in cui la Mitopoiesi si trasforma in mitologia, quando un’esperienza del Silenzio si trasforma in forma istituzionale.

La Scuola, nello specifico, si presenta come un insieme di formule promiscue, in assenza di una chiara definizione della stessa.

La Scuola oggi indica:

  1. i processi di apprendimento, con le varie differenziazioni;
  2. l’edificio in cui si svolgono questi processi.

Ricordando che la parola ha dentro di sé un significato inconscio ammutolito, riportiamo a galla la frattura che c’è tra il significato corrente di scuola e quello originario.

Scuola deriva dal greco Skholé, che indicava l’assenza di tempo libera dalle occupazioni, cioè il riposo, la tranquillità, il tempo libero. Ne deriva Skholion, che indicava il luogo del riposo e il verbo Skholazo, che significava “aver tempo per … (soprattutto filosofia e poesia)”; Skholaios significava “senza fretta”.

La parola corrispondente latina è Otium, che designava il tempo del riposo, della tranquillità e della pace e viene etimologicamente riferito al greco Aùsios, quale esperienza che rompe le catene degli obblighi e delle cure quotidiane.

Il senso di Skholé era singolare e interno, mentre scuola ha un significato plurale ed estrinseco. Attraverso la Skholé l’uomo ritrova “un’area intemporale e alogica, un interludio di quella esperienza originaria, che, con la cultura, si frantuma nelle classificazioni di età, sesso, razza, livelli di intelligenza” (Arturo Conte, Logica e Follia nello Sport, pag. 99).

Nella Skholé il contatto con l’interna terra straniera e, quindi, col divino, si rendeva manifesto. Materia, dal latino materies, era un termine della lingua rustica, che indicava la sostanza dura dell’albero, il legno, opposto alle foglie. Dietro ciò si intravedono le immagini del tronco duro e morto (materia) e delle foglie morbide e vive (Spirito). La Musica, la Religione, la Poesia, la Filosofia, che hanno un’Origine spirituale, diventano materie, proprio con la loro discesa nella scuola. La Funzione primaria della scuola è, oggi, quella di materializzare lo Spirito: “in essa si attua l’abbattimento dell’albero della Fantasia” (Arturo Conte, Logica e follia nello Sport, pag. 104). Riscopriamo la Fantasia e il tempo creativo nella scuola.

Remo Periginelli

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