Il make up e l’hairstylist durante la guerra
In tempo di guerra come ci si truccava e come ci si sistemava i capelli? Le donne ricercavano ancora una femminilità ed una cura di sé o erano in balia degli eventi? L’universo femminile anche durante il conflitto ci teneva ad avere un’immagine curata ed alla moda. Certamente negli anni Quaranta c’erano enormi difficoltà, in primis quella di reperire materie prime e gli imballaggi per confezionarle. C’erano inoltre diversi ostacoli nelle produzioni industriali, era difficile trovare prodotti per la bellezza, per cui il mondo della cosmesi risentiva della situazione generale del periodo. Le donne, nonostante tutto volevano sedurre e mostrarsi al meglio, anche per ‘reagire’ alle circostanze, ma purtroppo non avevano a disposizione prodotti che fossero all’altezza delle loro necessità. La qualità di questi era molto scarsa, c’era pochissima varietà di colori, le texture erano secche e si sgretolavano e il mercato del rossetto, che fino a quel momento era stato il simbolo principale della bellezza femminile, ne risentì più di tutti. Il periodo segnato dalla Prima e dalla Seconda guerra mondiale, offre un ampio ventaglio di look che rappresentano degli esempi tra i più eleganti del Novecento. Tra i doveri della donna negli anni Quaranta c’è quello di realizzare comunque un make up anni Quaranta per contrastare le atrocità del conflitto, a volte utilizzando anche surrogati più facili da reperire, come il succo di rapa al posto del rossetto, che comunque ha un’importanza fondamentale per sostenere il morale. Le donne sono incoraggiate il più possibile nello sfoggiarlo, infatti in America non viene razionato eccessivamente dopo le proteste delle donne che non vogliono assolutamente rinunciarvi. Negli anni Quaranta semplicità e essenzialità possono essere comunque le parole chiave per definire i look femminili, che vedevano l’uso principale di cipria e rossetto su un viso incorniciato da sopracciglia più naturali e folte che al massimo venivano ritoccate e riempite con un tocco leggero di matita per scurirle un po’. Per il giorno le palpebre erano truccate con un ombretto molto leggero e chiaro. La sera si osava un po’ di più con sfumature e ombretti più scuri per dare più profondità agli occhi. Non si ricorreva all’eyeliner e lo sguardo così rimaneva più naturale. Le labbra erano invece rosse scarlatte. Infine i capelli erano lunghi e con morbide onde, spesso si portavano legati con delle acconciature. Tra i colori più in voga troviamo il nero o il biondo cenere, il castano caramello e il rosso ramato. Le acconciature, a quel tempo, erano considerate vere e proprie opere d’arte, essere in ordine era fondamentale, considerando appunto la parsimonia con cui ci si poteva prendere cura di se stesse. La voglia di femminilità, nonostante tutto, era viva più che mai. I brand beauty più amati dell’epoca erano Max Factor e Helena Rubinstein, anche i primi a proporre stick per il make-up pratici da usare e trasportare. L’icona di questo periodo è senza dubbio Rita Hayworth, soprannominata l’atomica per le sue curve procaci, con fulvi capelli lunghi ed ondulati, che rappresenta una femminilità seducente e sensuale. La diva divenne famosa grazie alla riviste pubblicate in America durante la guerra, che omaggiavano l’esuberanza e la sensualità delle pin-up dell’epoca.
Elena Parmegiani





