Intervista a Franchino Er Criminale

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La rivincita del “brutto ma buono”

In Italia non esistono solo locali patinati e “instagrammabili”. La nostra penisola è infatti ricca di posti poco conosciuti al pubblico, tesori nascosti dove assaggiare piatti e specialità gastronomiche di alta qualità. Lo sa bene Franchino Er Criminale (nome d’arte di Alessandro Bologna): youtuber con oltre 200mila iscritti che con il suo modo di fare schietto e diretto sta conquistando il web grazie ai suoi format “criminali” dedicati al cibo di strada e non. Forni, rosticcerie, pasticcerie, kebabbari, pizzerie: in ogni suo video Franchino Er Criminale, grazie anche alle segnalazioni degli utenti, sceglie un quartiere della Capitale (e non solo!) e assaggia i prodotti di alcuni locali selezionati, assegnando poi un voto.

Un locale seguitissimo su Instagram propone prodotti mediocri o “di labboratorio” (come dice lui stesso)? Allora si becca un bel quattro o “cinque meno, pieno!”. Ma non ci sono solo votacci, anzi. La qualità dei prodotti, la bontà dei piatti e il duro lavoro vengono sempre premiati da Franchino. Grazie ai suoi video è riuscito a far scoprire vere e proprie eccellenze nascoste della cucina, andando oltre l’apparenza e la notorietà (a volte immeritata). A lui non interessano le opinioni dei “foodbloggari”. Franchino Er Criminale va dritto al sodo e dice sempre quello che pensa, con l’obiettivo di diffondere la cultura del cibo di strada di qualità. Dai suoi video infatti è nata una mappa di Roma dei locali da lui recensiti, per aiutare il pubblico a scegliere dove mangiare bene e “non prendere la sola”. 

Gli ingredienti del successo di Franchino Er Criminale? Un linguaggio senza filtri, l’ironia, la spontaneità, la grande umiltà e sincerità hanno conquistato il pubblico. “Bravo Franchino, con questo video hai fatto vedere che è il cibo che deve parlare. Tu non hai bisogno di far parlare di te, rimani la stessa persona genuina che hai sempre dimostrato. Lasciamo parlare e sparlare gli altri” si legge tra i tantissimi commenti di sostegno nel suo canale Youtube. Franchino è un uomo di borgata. Rappresenta a tutti gli effetti la rivincita del “brutto ma buono”.

Nei suoi ultimi video “Marchette criminali”, Franchino sta portando avanti una battaglia contro il “Food Porn” e la lobby dei food blogger che vengono pagati dai ristoranti in cambio di recensioni positive. L’influencer marketing è una forma di promozione molto usata nel settore della ristorazione ma porta con sé alcuni rischi per i consumatori. Infatti, questi potrebbero non rendersi conto di trovarsi davanti ad una pubblicità e pensare che il post sia frutto di una scelta personale dell’influencer. Ciò si traduce in una pubblicità occulta e quindi contraria al dovere di trasparenza imposto sia dal Codice di Autodisciplina Pubblicitaria che dal Codice del Consumo. Celebrity e influencer per rendere riconoscibile la natura promozionale dei contenuti postati sui social media devono inserire in modo ben distinguibile entro i primi tre hashtag (#) una delle seguenti diciture: #Pubblicità o #Advertising, #Sponsorizzato o #Sponsored, #adv. Purtroppo però, come ha portato a galla anche Franchino, molti fanno i furbi e le inserzioni in questione vengono fatte passare per recensioni reali. 

Siamo riusciti a fare quattro chiacchiere con Franchino che vogliamo ringraziare per essere stato fin da subito disponibile a concederci questa intervista. Per La Città Magazine si racconta, parlando di sé e di quello che c’è dietro ai suoi video. 

Chi è Franchino ER criminale e chi c’è dietro il personaggio?

Franchino Er Criminale è un personaggio di fantasia creato all’inizio da Cicalone e poi portato avanti dal sottoscritto. È un personaggio irriverente, sboccato, coatto, dai modi di fare bruschi, diretto. Dietro al personaggio c’è sicuramente un’altra persona, l’opposto nei modi e nell’educazione. Sicuramente Franchino serve alla persona che sta dietro il personaggio, ovvero Alessandro, a liberarsi di alcuni vincoli e canoni sociali per poter dire in maniera, molte volte inappropriata, quello che veramente pensa. 

La tua mission è quella di andare oltre l’apparenza e la notorietà dei locali, far scoprire anche luoghi poco conosciuti ma di qualità. Perché lo fai? Da dove nasce il tuo lavoro?

Il mio lavoro nasce dall’esigenza delle persone comuni, normali, come il sottoscritto, che sono sempre in giro e devono mangiare una cosa al volo e si chiedono: per la pausa pranzo, dove mangio, dove mi fermo? Sono un corriere e ho dieci minuti per mangiare un tramezzino, un kebab, un pezzo di pizza o un supplì…dove mi fermo? Il bello del format è che ovviamente segue le segnalazioni delle persone e quindi si vanno a scoprire posti imboscati, molte volte senza insegna, che non conosce nessuno perché sono locali di quartiere. Posti di persone che hanno avviato attività con poco budget e quindi si sono presi la classica serranda, il classico locale in affitto di 50mq che non è in centro, anzi spesso è in periferia. La forza del format sta proprio negli utenti del canale Youtube che abitano vicino questi posti e li segnalano… “oh ragazzi, qua sotto c’è una pizzeria che proprio varrebbe la pena visitare”

Contro food blogger e marchette, metti sempre al primo posto la sincerità nei tuoi video. Ma secondo te è davvero possibile cambiare il sistema?

Secondo me sì, è possibile cambiare il sistema, nella maniera più assoluta. Io sono sicuro e credo sia evidente agli occhi di tutti che il sistema sta cambiando; più andiamo avanti e più i video, i reel, i contenuti patinati, “marchettati” e “leccati” non saranno visti perché secondo me viviamo in un’epoca dove per 20 anni siamo stati imbottiti di bugie e le persone si sono un po’ rotte le scatole. Le persone vogliono vedere la realtà, la verità, la sincerità. Quindi il sistema sta cambiando secondo me; non è merito mio ma è merito dell’evoluzione dei tempi. 

Gli utenti si fanno molto spesso ingannare da profili Instagram patinati e perfetti, seguendo e frequentando locali solo perché molto seguiti o di moda e non perché di qualità. Come può “il brutto” (ma buono) vincere in questi casi sul “bello”? Hai qualche consiglio per non farsi fregare?

Non ci sono consigli per non farsi fregare. Tutti abbiamo una predisposizione di credere o di dare una possibilità nel credere; è per questo che appunto ci sono leggi che regolamentano determinate cose, come la pubblicità che deve essere vera, non ingannevole (proprio per questi motivi), e non deve essere occulta. La pubblicità va dichiarata altrimenti l’utenza va in confusione. Una volta che questa cosa, già regolamentata, viene poi attuata è più facile per l’utente capire quando si è di fronte ad una vera recensione. In quanto recensione ci può stare che chi la fa ha gusti diversi e dice che magari una cosa non buona a lui piace. Dall’altro lato c’è poi la mera pubblicità, quindi il dire necessariamente che un locale è buono, bello e figo solo perché vengono percepiti dei soldi, ma questo accade non solo nel cibo. Sicuramente il mio consiglio per non farsi fregare è stimolare, crescere, custodire, sviluppare un senso critico. Quindi non tutto quello che vediamo è vero. Non tutto quello che ci viene propinato è buono. È necessario approfondire con determinate ricerche, quindi per i locali e per il cibo andare a vedere ad esempio recensioni su Google o altri siti; cercare di capire anche alla vista se effettivamente quel cibo è realmente buono e di qualità oppure no. 

Per conoscere meglio Franchino Er Criminale vi consigliamo di fare un salto sul suo canale Youtube. Non ve ne pentirete!

Piera Pastore

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