“I traguardi” storie di sport e di sportivi

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La vita è un viaggio, per certi versi molto simile ad una maratona. Ognuno la percorre in base ai suoi tempi, chi consapevolmente e chi ignaro di partecipare ad una gara, ma per tutti c’è un punto di arrivo. Il traguardo più bello, tuttavia, è quando lasci dietro di te una scia di amore, passione e conoscenza condivisa, talento e gentilezza. Quando di te rimane un esempio!

Nel mio racconto “Allenarsi a vivere imparando a correre” ne parlo chiaramente, grazie ad un uomo di cultura e di sport che ha ispirato la narrazione. Il racconto è all’interno di un volume intitolato “I traguardi” che parla di sport e di sportivi, ed è il quarto di una bellissima antologia: Marche d’Autore. Per La Città Magazine ho intervistato i curatori David Miliozzi e Jonathan Arpetti:

COME NASCE L’ANTOLOGIA MARCHE D’AUTORE?

Marche d’Autore nasce da un’intuizione che abbiamo avuto nel 2019, quando le Marche erano la Regione ospite al salone internazionale del libro di Torino. Mancava un progetto strutturato ed eterogeneo che rappresentasse la pluralità espressiva del nostro territorio. Abbiamo fatto una call regionale, coinvolgendo le voci narrative più interessanti, e abbiamo subito pensato a un dialogo tra linguaggi artistici. Insieme agli scrittori e alle scrittrici, nomi emergenti e vincitori di premi nazionali, abbiamo coinvolto i più importanti artisti marchigiani, da Dante Ferretti, Enzo Cucchi, Eliseo Mattiacci, fino a Silvio Craia e Tullio Pericoli. Nonostante la loro grandezza questi Maestri si sono subito mostrati disponibili a una collaborazione e hanno contribuito a Marche d’Autore con una loro opera rappresentativa del territorio.

COME SCEGLIETE I TEMI DA TRATTARE E LE COPERTINE?

Il primo tema sono stati i Luoghi, poi nel secondo volume ci siamo concentrati sui Personaggi e nel terzo sui Nutrimenti. Le Marche sono l’unica Regione italiana femminile e plurale, qualsiasi tema, antropologico, culinario o culturale, dà stimoli eccezionali ai tanti scrittori, poeti e artisti che fanno parte della “famiglia” allargata di Marche d’Autore. Si può proprio parlare di famiglia ormai, sono nati rapporti profondi e vere amicizie, un luogo di scambio e confronto molto vivace e vivo. Per quanto riguarda la copertina ogni volta coinvolgiamo un artista marchigiano. La scelta del Tema e della copertina arrivano con grande naturalezza, magari grazie a una suggestione che ci ha emozionato durante il nostro tour di presentazioni in giro per le Marche. Per il quarto volume, i Traguardi sportivi, abbiamo coinvolto il poliedrico artista Nazzareno Rocchetti, che ci ha donato l’immagine di una sua scultura esposta a Camerino.

“I TRAGUARDI” È IL QUARTO VOLUME APPENA PUBBLICATO, UN TEMA IMPORTANTE CHE SI ESTENDE DALLO SPORT ALLA VITA IN GENERALE; SPESSO ATTRAVERSO LO SPORT SI PUNTA A RAGGIUNGERE ANCHE E SOPRATTUTTO UN TRAGUARDO PERSONALE. COSA È EMERSO DAI RACCONTI E DALLE POESIE SCELTE?

Marche d’autore, I Traguardi. Questo il tema dell’ultimo volume. Un tema a cui teniamo particolarmente. Ultimamente le Marche sono state protagoniste di imprese sportive storiche. È tempo di ascoltare la voce dei nostri atleti, olimpici e paralimpici, dei nostri arbitri, degli allenatori. In prima persona, oppure variazioni sul tema raccontate dagli scrittori di Marche d’Autore. Storie di Traguardi a 360 gradi, come dici bene tu. Non a caso il libro comincia con il primo grande Traguardo umano, la nascita.

L’ANTOLOGIA MARCHE D’AUTORE PUO’ ESSERE ASSIMILATA AD UNA SQUADRA E VOI AD ALLENATORI O TECNICI SPORTIVI?

Bella questa similitudine. Siamo certamente una grande squadra, o come dicevamo prima una grande famiglia. Noi abbiamo semplicemente intuito la bellezza di questo progetto e ci abbiamo creduto da subito, lavorando e impegnandoci per farlo crescere, giorno dopo giorno. Se vogliamo andare avanti con la metafora sportiva, siamo due allenatori molto fortunati, perché Marche d’Autore è una squadra di top player.

Dopo aver ringraziato David e Jonathan, mi sono fermata a sfogliare questo libro così elegante, da cui trasuda l’anima degli uomini e delle donne che, dello sport, hanno fatto uno stile di vita. Vi lascio un breve stralcio del mio racconto dedicato a Gabriele Cavezzi: “uno storico importante e ovviamente uno sportivo, è stato, IL – tecnico sportivo. Ha allenato grandi campioni, generazioni di ragazzi a cui ha insegnato uno stile di vita sano e giusto, quello che si impara attraverso la tenacia e il sacrificio, la volontà e la passione. Nulla ci viene regalato, se non il talento, ma quello non basta se sei uno che non si applica, uno che demorde, che si arrende alla prima sconfitta, che non si rialza, che non sopporta la fatica. La fatica, ecco, a quella ci si abitua, adagio adagio, attraverso un giusto allenamento sia fisico che mentale…”.

Alessandra De Angelis

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