Forza della natura e dono della vita, il prezioso liquido che salva

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“Vorrei esser come l’acqua che si lascia andare

Che scivola su tutto, che si fa assorbire

Che supera ogni ostacolo finché non raggiunge il mare

E lì si ferma a meditare

Per scegliere se esser ghiaccio o vapore

Se fermarsi o se ricominciare” 

La canzone dell’acqua – Eugenio Finardi 

Da bambina mi piaceva stare sotto la pioggia, quando ne scendeva molta io e le mie sorelle costruivamo piccole barchette con la carta dei giornali e, sulla soglia di casa, le lasciavamo andare nei rivoli che si formavano davanti a noi, sembravano tante piccole imbarcazioni trasportate dalla corrente provocata da un insieme di gocce scese dalle nuvole, tutte insieme formavano minuscoli fiumi. Erano così impetuosi i temporali di agosto, venivano giù con forza, noncuranti dei nostri giochi, ci piaceva restare a guardare le imbarcazioni di carta stampata scivolare via, trasportavano i nostri sogni e pagine d’inchiostro piene di notizie, lontano, chissà dove.  “L’acqua è un composto chimico di formula molecolare H₂O, in cui i due atomi di idrogeno sono legati all’atomo di ossigeno con legame covalente polare.” (fonte Wikipedia)

La definizione appare assai strana, per noi l’acqua è acqua. Scende dalle fontane e disseta, accarezza il volto al risveglio, ritempra i corpi provati dallo sforzo e dalla fatica, diventa fiume e si riversa nel mare, irriga i campi e ristora le terre, liscia le pietre e scava ovunque passi con tenacia e costanza, insiste, penetra, crea. 

È l’elemento che dona la vita, che aiuta a crescere, che consola. L’acqua non è soltanto un’alleata ma un’insegnante, indica la via, le sue parole sono suoni che ognuno di noi comprende, parliamo la sua lingua. Insegna l’arte dell’inclusione, nei fondali milioni di specie diverse di pesci, alghe, vegetazione coesistono in armonia. È ospitale, navi, vele, imbarcazioni la solcano e quanti esseri umani vi si tuffano, nuotano, ci sguazzano dentro.  L’acqua è vitale, ogni mattina ci consegna alla vita dopo averci rigenerato con il suo liquido risanatore, noi siamo acqua che di acqua si nutre. Cosa mai potremmo essere senza? A cosa andiamo incontro se della nostra sostanza veniamo privati? Capire che siamo noi i primi a dover portare rispetto è punto fondamentale dal quale non possiamo prescindere, preservare l’essenza originale è fondamento della nostra vita. L’acqua non ha forma, prende forma. Non chiede nulla in cambio, dona senza aspettarsi niente, è amore e nutrimento, leggera o pesante, capace o inerme, l’acqua indica la strada, riflette la luce. Nostro specchio, ci riconosciamo in lei, ci attraversa, ci culla e lascia andare. È uno spettacolo, in natura crea panorami indimenticabili che diventano scenari e scoperte, terapia per i mali dell’anima, guaritrice e sacra. Osservarla sgorgare da una roccia, scorrere sul letto dei fiumi, ondeggiare nel mare è la cura che salva. E allora custodiamola nel migliore dei modi, diamo il massimo per far sì che non si perda, che resti con noi sempre, che non ci lasci mai. Facciamo in modo di non dover più vedere zolle di terreno secche, piante arse al sole per sua mancanza, zone aride che diventano deserti interminabili senza più vegetazione. Preservare il pianeta significa anche razionare le risorse, avere rispetto e memoria. Lo scenario odierno è orribile, sembra che ogni cosa ci venga tolta un po’ per volta, senza diritto di replica, la vita sta diventando complicata. Uno dei punti dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile si propone di aumentare l’efficienza idrica attraverso azioni che contrastino la scarsità d’acqua diminuendo, in maniera significativa, il numero di persone che soffrono per carenza di tale risorsa. Quali saranno le azioni che, entro il 2030 porteranno benefici auspicando un miglioramento dello stato attuale è spiegato nel programma dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite   con i 17 Goals per uno sviluppo sostenibile a valenza globale. 

A noi non resta che danzare aspettando che venga giù il diluvio, sperando che salvi il salvabile e che acqua santa scenda dal cielo per proteggere il pianeta in cui viviamo, sperando che nessuno se ne lavi le mani.

Il bene più sommo è come l’acqua. L’acqua dona la vita a innumerevoli cose, e ciò non le costa sforzo alcuno. Scorre in luoghi che gli uomini rifiutano: l’acqua, perciò, è come il Tao.

(Lao Tzu)

Maria Zaccagnini 

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