Diversamente uguali, la trasgressione e la coerenza della regina del pop

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Madonna Louise Veronica Ciccone, il prossimo agosto, compirà la bellezza di 64 anni. Una vita costellata di successi clamorosi che l’hanno portata ad essere una diva planetaria e, soprattutto, poliedrica come poche altre. Cantautrice provocatoria e trasgressiva, attrice (con alti e bassi), produttrice discografica e cinematografica, è riuscita a mantenersi fedele al suo spirito anticonformista che le ha permesso, agli albori della sua carriera, di fare strada nel difficile mondo del business musicale statunitense. Sin dai primi anni ottanta, infatti, la Material Girl italo-americana, di origini abruzzesi, si è imposta all’attenzione del pubblico anche per il suo coraggio nell’esporsi alle critiche, legate ai suoi testi così come ai suoi “videoclip”, con un piglio e una grinta unici. Video e canzoni di rottura con una tradizione musicale precedente, più “soft” nei concetti e nelle parole, che avevano trattato di amore e di rapporti sentimentali, capaci di affascinare i suoi fans almeno quanto di provocare i suoi detrattori. Da Like a Virgin a Papa don’t preach, passando per l’iconico Vogue o l’esplicito Erotica, Madonna è riuscita a spingere ogni volta il limite un passo più in là, sdoganando atteggiamenti e comportamenti, fino ad un momento prima inimmaginabili in un video clip o in uno spettacolo musicale.

Proprio nei concerti live, infatti, Madonna trovava quel filo diretto con il pubblico e quella sintonia e complicità che la facevano sembrare un “gigante” sul palco, nonostante la sua statura poco ragguardevole. Carisma indiscutibile e determinazione incontenibile, l’hanno caratterizzata in tutto il suo percorso di carriera, facendole guadagnare meritatamente il titolo di “Queen of the Pop”. Inutile, qui, andare oltre nel ripercorrere un curriculum che potrebbe occupare uno spazio sconfinato, anche perché, per stessa ammissione di Madonna, più che i 7 Grammy Awards, i 50 Billboard Music Awards o il Golden Globe come migliore attrice in un film commedia musicale per Evita, resta nel suo cuore come indimenticabile e toccante il premio ricevuto il 4 maggio del 2019 al New York Hilton Midtown, in occasione dei GLAAD Media Awards.

Si tratta di una cerimonia sempre più seguita e prestigiosa nella quale vengono assegnati e consegnati una serie di premi a quelle personalità che si sono distinte per il loro contributo, diretto o indiretto, alla causa LGBTQIA+. A Madonna Louise Veronica Ciccone, la giuria ha assegnato l’Advocate for Change Award (letteralmente “Premio Sostenitore del Cambiamento”) riconoscendole un ruolo di pioniera delle istanze del mondo LGBTQIA+ e, da sempre, in prima linea per i diritti dei gay. Il “titolo” stesso del premio risulta ampiamente esaustivo rispetto alla motivazione. Madonna ha “lavorato” costantemente e continuamente per il cambiamento, assumendone perfino le sembianze con frequenti trasformazioni (esteriori, stilistiche e musicali) che ogni volta l’hanno riproposta diversa eppure uguale al cospetto dei milioni e milioni di fans sparsi in tutto il globo.

Madonna ha ricevuto questo premio con particolare pathos, ricordando e ripercorrendo alcuni fondamentali momenti della sua vita, poi divenuti cruciali anche per la sua carriera, caratterizzati da incontri con un’umanità “diversa” e capace di spingerla a sentirsi “giusta” nella sua difficoltà a conformarsi, ad essere uguale agli altri. Ha abbracciato, quindi, le cause di coloro che reclamavano pari dignità e pari diritti, con una continuità intellettuale assoluta, interpretando e celebrando la diversità e la necessità del cambiamento, come dei valori senza i quali una società contemporanea non può armonizzarsi né evolvere pienamente.

Nemo

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