Crescere smart, crescere liberi, crescere sani

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Il progresso è inevitabile, è paragonabile ad un’infiltrazione di acqua che batte ogni giorno nello stesso punto sino ad aprirsi una nuova strada, strada che poi, inevitabilmente, verrà percorsa da tutti.

Indossare uno smart watch, che dialoga con il nostro cellulare ed invia i nostri segnali vitali mentre facciamo una camminata, entrare in casa e aprire una porta automaticamente grazie a un rilevatore della nostra presenza, trovare una macchina parcheggiata chissà dove con una semplice app sono diventate operazioni quotidiane alla portata di tutti e di tutte le tasche, abbiamo solo l’imbarazzo della scelta.

In ogni momento storico in cui l’innovazione ha proposto un forte stravolgimento della quotidianità, sconvolgendo completamente le certezze acquisite, ci siamo divisi sempre in due grandi gruppi ideologici (quasi politici): conservatori e riformisti, l’uno opposto all’altro!

Le conseguenze, a mio avviso, in questo caso sono molto pericolose: il rischio è quello di subire un progresso tecnologico senza capirne gli obiettivi, senza valutarne i processi evolutivi che impegnano drasticamente le nostre energie e percezioni della realtà e che non faranno altro che renderci schiavi e dipendenti di una “vita intelligente” pensata da altri, senza il nostro contributo.

Abbiamo bisogno, giustamente, di dare un significato ad ogni oggetto “smart” che ci viene proposto, vogliamo trovare un vantaggio istantaneo ed efficace, ma non siamo abituati a gestire questo flusso di informazioni (continuo e in crescita esponenziale) finalizzandolo ad un obiettivo comune, sociale e certamente anche economico.

Dobbiamo considerare che il processo evolutivo in cui siamo immersi si trova solo nelle sue fasi inziali, è come se fosse una start-up non ancora organizzata, ma con un grande potenziale che dobbiamo gestire, facendo nostri gli obiettivi prescindendo dalle soluzioni contingenti (“l’essere” e non solo “l’avere”).

Poter aprire una porta solo con il suono della nostra voce, poter scegliere quale luce accendere al nostro passaggio o quale colore usare mentre ascoltiamo una determinata canzone è sicuramente piacevole, soprattutto se il sistema funziona correttamente, ma non credo che l’obiettivo sia solo questo.

L’obiettivo di una Smart Life o vita intelligente è, a mio avviso, relativo al tempo impiegato per fare una determinata azione, significa recuperare del tempo che in modo intelligente dovremmo usare a nostro vantaggio, per il nostro sviluppo intellettuale, per la nostra formazione, per il confronto.

Una vita smart dovrebbe elevare ed evidenziare le nostre emozioni, aumentare la percezione delle cose che ci circondano e misurarle attraverso le molteplici e veloci informazioni di cui, volendo, possiamo usufruire, attraverso un confronto cosciente ed intelligente arrivare ad essere liberi e non schiavi.

La strada da fare è ancora molto lunga e forse la nostra generazione ne vivrà solo una parte, forse non arriveremo ad essere veramente liberi, ma abbiamo il compito di aprire la strada e di valutare la via migliore, essere coscienti che accelerare il tempo grazie ad un dispositivo IOT, Smart o a un sistema di intelligenza artificiale non significa fare più cose, ma forse farle meglio ed avere più tempo per pensare e quindi essere liberi, essere umani!

Francesco Guerrieri

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