Non è piaciuta a Instagram la foto di nudo in copertina che ritrae Blanco e Mahmood, niente promozione perciò per la rivista che li ospita. L’episodio è accaduto qualche giorno fa ma di eventi di questo tipo ne è piena la storia. Se pensiamo ai vangeli apocrifi non accettati e ritenuti pericolosi dalla chiesa per i contenuti che rivelano qualcosa di diverso riguardo alla vita di Gesù riportata nei Vangeli canonici. “Apòcrifo dal lat. tardo apocry̆phus, gr. ἀπόκρυϕος «occulto, segreto», der. di ἀποκρύπτω «nascondere»” (fonte: Treccani.it). Qualcosa da tenere segreto, da nascondere, da non diffondere perché fuorviante, confonde le idee rischiando di far vedere le cose come realmente sono. Un attacco al potere. Nel mondo dell’arte veli sulle nudità dipinte da Michelangelo nel “Giudizio Universale” e nel 1863 l’opera di Manet “Colazione sull’erba” fu ritenuta immorale. Nel 1852 il romanzo “La capanna dello zio Tom” di Harriet Beecher Stowe fu ritirato negli USA, da molti stati del sud perché raccontava della schiavitù del popolo nero. Negli anni ‘50 molti tagli sulle battute nei film del Principe De Curtis, in arte Totò, stessa sorte per molti registi censurati in Italia per oscenità, contenuti scomodi, vilipendio, offesa al buon costume. Molti gli argomenti e i settori sui quali l’attività censoria si è abbattuta negli anni, se pensiamo alle critiche sulle rivoluzionarie e provocatorie campagne di Oliviero Toscani o alle pubblicità dai contenuti ritenuti sessisti, che avrebbero minato la sensibilità di diverse categorie pronte a stagliarsi contro qualsiasi elemento “fuori luogo”. Si cammina sui carboni ardenti e si deve stare attenti a non bruciarsi, l’attenzione deve essere sempre al massimo se non si vuole rischiare grosso. Viviamo sul filo del rasoio con l’ombra del politicamente corretto sempre alle spalle, non offendere, restare al di fuori del coro e riuscire a trasmettere concetti senza danneggiare nessuno è diventata un’impresa non da poco. Quando poi un sistema impone delle regole si sa, bisogna rispettarle altrimenti la gogna è sempre libera. Ma allinearsi è proficuo? “Nel bene o nel male, purché se ne parli” è una regola che vince? Sembrerebbe di sì, infatti a dare più fastidio è sempre la nota (apparentemente) stonata che è anche quella di cui parlerà all’infinito facendo di necessità virtù. Oggi c’è la ricerca spietata alla notizia che può diventare titolone anche a rischio di distruggere una reputazione, anche quando la fonte può non essere certa. Mestieranti che pensano di poter giocare con la vita altrui pur di assaltare le cronache ed arrivare al successo, magari anche per quattro soldi. Il web invaso da fake news, profili fake, notizie fake giocando d’azzardo, diffondendo frottole sui casi di cronaca più tristi ed angosciosi. Senza nessuna pietà, alla ricerca della notizia appetitosa anche se bisogna inventarla, ma gli italiani in questo sono maestri. Dai vangeli ad oggi cosa è cambiato? Solo i mezzi, per il resto si continua ad alzare il polverone, a dare risalto e allo stesso modo a occultare a far sparire senza lasciare traccia.
“E io censuro! Censuro! Sono un censore autorizzato” Totò, I due marescialli
Maria Zaccagnini





