Adidas E Puma: quando la rivalità tra fratelli raggiunge i vertici del mercato

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Che le famiglie non siano tutte perfette è risaputo. Che i fratelli litighino tra di loro è un dato di fatto, ma quando diventano tra loro rivali, beh quello è spiacevole. Purtroppo, però, accade. Soprattutto quando di mezzo ci sono ideologie opposte. È il caso dei fratelli Dassler, i padri di Adidas e Puma. La loro storia è ormai conosciuta da tutti e una mano in tal senso l’ha data anche il film uscito nel 2016 “Adidas vs Puma-Due fratelli in guerra”, di Oliver Dommenget.

Cosa spinge due fratelli a litigale al punto tale da togliersi il saluto e dividere una città intera? Le motivazioni possono essere tante. Genitori poco presenti, rivalità amorosa, ideologia politica. Sui fratelli Dassler circolano tante leggende, alcune più accreditate, altre meno. Ma pare proprio che a dividerli sia stato l’amore per la stessa donna e l’appartenenza o meno a determinati partiti politici.

Ma partiamo dal principio.

Siamo a Herzogenaurach, cittadina tedesca della Baviera. La Germania sta cercando di rinascere dalle ceneri della Prima Guerra Mondiale. I fratelli Dassler sono reduci dal primo conflitto. Adolf è il sognatore, il visionario, il creativo. Rudolf è il venditore, quello più propenso a tessere relazioni sociali. Li accomuna la passione per l’atletica ed il calcio. E proprio in virtù di questa passione, Adolf capisce di avere delle buone scarpe quando si pratica uno sport. Nella lavanderia della madre inizia a realizzare i primi modelli e trova nei fratelli Zehlein, produttori di tacchetti per le suole delle calzature sportive dove lavorava il padre Christoph, i primi finanziatori.

Nel 1924, insieme al fratello Rudolf, fonda la Gebrüder Dassler Schuhfabrik, la fabbrica di scarpe sportive. Dieci anni sono una delle principali imprese della Germania, con una produzione di 200mila paia di scarpe all’anno.

Ma è con le Olimpiadi di Berlino del 1936 che i fratelli Dassler ottengono il primo riconoscimento: Adolf, contro la volontà del fratello, convince l’atleta statunitense Jesse Owens ad usare le sue scarpe per correre i 100 metri e vince quattro medaglie d’oro al cospetto di Adolf  Hitler.

Scoppia la guerra e su ordine di Hitler, che non dimentica delle scarpe tedesche fatte indossare da un afroamericano e non da un ariano, la fabbrica Dassler viene convertita in un’officina per fabbricare armi. Rudolf, dichiaratamente nazista, viene richiamato al fronte e mandato in Polonia, ma viene intercettato dagli alleati mentre tenta di entrare in Germania e mandato in un campo di prigionia.

A guerra finita, i fratelli sono definitivamente nemici. Da questo momento in poi la realtà si mischia con la leggenda. Si dice che i due litigano per una donna che, poi, sposa Adolf. Si dice che Rudolf sia stato catturato dagli americani perché tradito proprio dal fratello, in quanto estremamente vicino ad Hitler. Si dice che gli americani, una volta scoperto che nella fabbrica erano state prodotte armi, volessero distruggerla e che a salvarla è stata proprio la moglie di Adolf, mostrando la foto di Owens con le loro scarpe ai piedi. Si dice, quindi, che a salvare la fabbrica sia stato Owens, che Rudolf non voleva.

I fratelli, ora, sono più lontani che mai.

Nel 1947 i due si separano e con loro anche i dipendenti, creando una frattura reale nell’intera città: quelli che lavorano nel commerciale seguono Rudolf che fonda “Ruda”, diminutivo del suo nome, poi diventato “Puma”, quelli che si occupano del design seguono Adolf che a sua volta fona “Adidas”, che deriva dalla combinazione del diminutivo “Adi” e delle iniziali del cognome.

La città è divisa da un fiume che separa geograficamente le due fabbriche: da una parte Puma, dall’altra Adidas. Chi lavora in Puma non può indossare Adidas. Chi lavora in Adidas non può indossare Puma.

Il primo importante confronto tra i due fratelli dopo la separazione avviene nel 1954, in occasione dei Mondiali. La squadra tedesca si rivolge ad entrambi i fratelli chiedendo di fornire le scarpe e fare da sponsor. Rudolf rifiuta, Adolf accetta. La Germania vince i mondiali.

La rivalità viene trasmessa anche ai figli: Armin, figlio di Rudolf, fa indossare le scarpe Puma ad un ragazzo brasiliano chiamato Pelé alla Coppa del Mondo di Messico 70. Nel 1973 il figlio di Adolf, Horst, fonda la “Arena”, azienda specializzata in abbigliamento per il nuoto.

La rivalità dei fratelli finisce solo con la loro morte negli anni ’70. Rudolf Dassler muore il 6 settembre 1976. Quattro anni dopo lo segue Adolf Dassler, e la sua tomba viene posta il più lontano possibile da quella del fratello.

Nel 2009 nella città di Herzogenaurach, ancora oggi sede delle due aziende, si è tenuta la partita della riconciliazione: i dipendenti di Puma e Adidas hanno messo fine alle ostilità giocando insieme una partita di calcio.

Oggi entrambi i marchi vantano di un enorme successo.

Artisti come Madonna e Brad Pitt hanno dato una nuova immagine al marchio Puma, ora di proprietà della multinazionale francese PPR. 

Adidas ha comprato Reebok e conta su stelle come Zidane o Beckham e Messi stesso; mentre il suo rivale su Usain Bolt o Mario Balotelli.

Roberta Conforte

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