ERASMUS+, risorse preziose per il futuro della cura e dell’assistenza agli anziani

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All’insegna dello slogan “arricchire la vita, aprire la mente”, si apre il prossimo periodo 2021-2027 di fervente attività di Erasmus+, prosecuzione dell’ormai trentennale esperienza tutta europea del progetto Erasmus. 28,4 miliardi di euro per sette anni di risorse da destinare in parte alla mobilità dei giovani in Europa e nel Mondo (70% del budget) e in parte ai progetti di cooperazione (il restante 30%). Un programma rinnovato in buona parte, con una serie di rilevanti novità nei vari settori di pertinenza (istruzione, formazione professionale, gioventù e sport), tutte orientate nella direzione di una potente esperienza di apprendimento in grado di aprire opportunità di sviluppo per tutti.

Erasmus+ non sarà più, quindi, solo sinonimo di mobilità internazionale degli studenti, scambi interculturali, esperienze formative e stage all’estero, ma si presenta fin da subito con un ventaglio di proposte più ampio e variegato e con un profilo più definito di strumento centrale di accesso a risorse stanziate su direttrici di interesse cruciale per l’Unione Europea. Queste importanti novità relative all’Erasmus+ hanno attratto nuovi soggetti, già attivi nel terziario sociale, attenti alle dinamiche “del mondo che verrà”, tanto quanto alla necessità di intercettare risorse adeguate e sostanziose per trasformare qualsiasi “vision” in uno nuovo stato desiderabile concreto. Tra coloro che hanno intrapreso questo percorso, una menzione particolare va alla società italiana Ilmiolavoro S.r.l. che, in qualità di capofila di un team internazionale di aziende e fondazioni impegnate nel settore dell’health care, delle tecnologie digitali e della telemedicina, della formazione professionale online e del recruitment di personale di cura (i cosiddetti Care Workers), ha attivato un progetto di cooperazione sul piano Erasmus+, in ambito “formazione professionale”, di assoluto pregio ed interesse. 

Il target del progetto “HO.USING. CA.RE. – USING REframed Skills in Senior HOusing CAre” è rappresentato da quei lavoratori attivi nell’assistenza gli anziani che costituiscono la maggior parte della forza lavoro long term care (70%), con requisiti di accesso al lavoro molto bassi, spesso con limitate competenze ICT e nell’uso di applicazioni tecnologiche, con la metà di essi che lavora a domicilio. In sostanza, quello che il progetto di formazione professionale si prefigge è di colmare il gap di conoscenze e competenze che le Care Workers (al femminile, in quanto prevalentemente si tratta di donne) attualmente presentano, soprattutto alla luce della “digitalizzazione” dell’elder healthcare. Accanto a Ilmiolavoro srl, troviamo: un partner italiano specializzato nella gestione di centri di riabilitazione tradizionali ma altrettanto impegnato nella nuova frontiera della “teleriabilitazione”, Italia Salute srl; due fondazioni spagnole impegnate nella cura e nell’assistenza agli anziani e nello sviluppo delle cosiddette tecnologie sociali, la Fundacion Ageing Social Lab e la Fundacion Tecnologias Sociales (quest’ultima costituita da Croce Rossa Spagna e Vodafone); la più importante “scuola” di formazione professionale danese, pioniera della lifelong learning a distanza e su piattaforme online, la SOSU OSTJYLLAND; due realtà irlandesi di assoluto rilievo attive in progetti di educazione e innovazione e in esperienze di sviluppo di Comunità Locali integrate (pubblico/privato), Momentum Marketing Services Ltd e Roscommon Integrated Development Co. Ltd.

HO.USING. CA.RE., però, non sarà solo formazione professionale online, mirata a potenziare le conoscenze digitali e tecnologiche delle Care Workers del futuro. È prevista anche una fase di trasformazione esperienziale, delle conoscenze in competenze, concrete e spendibili, a partire da un “laboratorio” tutto italiano, sito a Colleparco di Teramo: la Fabbrica del Benessere. Progetto pilota della “Associazione Housing Care Impresa Sociale”, e realizzato dall’impresa Atena Costruzioni S.p.A., ci troviamo di fronte ad un vero e proprio “villaggio”, con oltre 100 unità abitative, servizi specifici, sociali e sanitari, aree comuni per la socialità e la condivisione tra i residenti, capace di mettere a sistema il valore (e “i valori”) di una piccola comunità umana ai benefici di un sistema di assistenza, H24 e a 360 gradi, tecnologicamente e professionalmente all’avanguardia assoluta.

 

Sandy Littleshoos