Oggi scrivendo questo articolo, mi sono assunto una responsabilità maggiore rispetto ad altre volte, dove magari ho parlato lo stesso di bellezza, ma senza dichiararlo. Ognuno di noi, è venuto al Mondo, desiderando fortemente questa esperienza terrena, che sembra interminabile per tutto il periodo nel quale non le si riesce a dare un senso, e ‘inacchiappabile’ quando ci si inizia a divertire sul serio.
Ma prima, è tempo di conoscere questo scritto:
” Riconosciamoci, Deità,
riconosciamo che abbiamo creato noi questo gioco, grandioso, spettacolare ed unico. E riconoscete, senza ombra di dubbio, che ogni cosa che vorrete esperire ancora è da Voi desiderato ed attirato dentro la vostra realtà.
In quanto Dei e Dee siete potenti Creatori. In quanto tali avete la possibilità di creare la vostra realtà. Giorno dopo giorno. Ora dopo ora. Minuto dopo minuto. Ad ogni secondo potete scegliere. Ogni secondo di questo tempo lineare gioca a vostro favore.
E’ tempo che lo riconosciate. E’ tempo che capiate che nulla all’infuori di ciò che desiderate si verifica.
Siate vigili sui vostri desideri, ed apriteli, aprite i potenziali nei vostri desideri. Aprite tutto questo mentre respirate.
Respirate profondamente come ognuno di voi sa fare per ricordo originale. Se non decidete per voi stessi, Creatori, chi per Voi può decidere?
Siete artefici delle vostre vite, vita per vita, momento per momento, in un momento di Unicità che è non è afferrabile dalla mente umana. Siate orgogliosi di questa vostra esperienza.
Siete amatissimi. “
Karuna
Non so se avete letto tra le righe, un passaggio fondamentale: ebbene, voi siete i genitori dei vostri genitori, leggete bene, Dei; e c’è a cappello di tutto una parola magica: gioco.
La volontà di ogni vita, dove per vita si intende qualsiasi cosa si manifesti, non può che essere intrinseca alla vita stessa, e quindi non potrà mai essere quella genitrice, ma quella generatrice: che voi la diciate o meno, quell’idea è già nella vostra testa, è vero o no? Lasciate stare tutti gli indottrinamenti che ci hanno portato alla 3a guerra mondiale, pensate all’unica attività a cui dovremmo dedicarci in toto, all’Amore, a 360 gradi, ma visto che il nostro tema è l’empatia, non posso che farvi questo esempio.
Voi domattina vi alzate e pensate, ora prendo il tram, sale Maria Grazia, una ragazza bellissima e io me ne innamoro, succede così? O succede invece che Maria Grazia sale, se poi voi le volete dire che vi siete innamorati è un problema vostro, ma di fatto, se sentite qualcosa appena la vedete, è perché quell’Amore già c’è. E voi pensate che quell’amore sia di o per Maria Grazia, pure questa soddisfazione volete darle? Ma neanche per sogno. Quell’Amore rimane comunque nutrimento vostro, ognuno si nutre di ciò che genera da se, anche quando decide di condividere un’esperienza, in questo caso dell’Amore, che è la sola cosa che dovremmo condividere per aumentare la nostra capacità di codificare e quindi di continuare a generare, ma in maniera autonoma: se Maria Grazia non vi guarda non c’è problema, alla fermata dopo sale Rebecca, ma a voi non deve comunque interessare: voi siete un sistema autonomo ed indipendente, e siate sicuri che questa è la sola maniera di essere empatici: l’empatia si crea da se, come una scultura, come le sculture di Jago: conoscete? Mi auguro di sì perché c’è una mostra fino a luglio 2022 a Palazzo Bonaparte a Roma, Piazza Venezia, e vi dovreste proprio fare il regalo di andarla a vedere. Vengono chiamate le creazioni di Jago, ma mica penserete che sono di Jago: Jago è il genitore di ognuna di quelle opere, non il generatore; prima di appartenere a terzi ognuna di quelle sculture appartiene anzitutto a se, come noi, ed è questa l’unica via per mantenere questo gioco eterno, in cui cercare di sentire più che di capire, per non essere di nessun altro all’infuori di se, potendo così essere di tutti. Ma vale la pena di non passarsela nel migliore dei modi? Veniamo da soli e così ce ne andiamo: neppure le corna che ci siamo guadagnati ci possiamo portare.
Giuseppe Percoco





