Sos per il cinema italiano travolto dal mare del cambiamento

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A che punto sta l’economia del cinema? 

Se è vero che produciamo moltissima roba, è altrettanto vero che l’obiettivo finale non è più la sala ma lo streaming di massa. 

Il cinema, nel suo senso più puro, sta passando uno dei momenti più tragici di sempre. Soprattutto in Italia. 

I dati Cinetel ci dicono che dal 1° al 31 maggio 2022, si sono incassati 25,7 milioni di euro, corrispondenti ad un – 46,6 % rispetto al 2019. I biglietti venduti sono stati soltanto 3,65 milioni, ovvero – 50,7 % sul 2019.

Dal 1° gennaio 2022 si sono incassati 126,6 milioni di euro, corrispondenti ad – 14,9 % sul 2020, – 56,5 % sul 2019. Sono stati venduti 18,49 milioni di biglietti, corrispondenti ad un – 18,9 % sul 2020 ed a un – 59,1 % sul 2019.

La situazione è semplicemente disastrosa.

La quota di mercato dei film italiani (incluse le coproduzioni) è messa così: siamo al 17,6 %, a fronte del 51,6 % dei film “made in Usa”, al 22,9 % dei film del Regno Unito. 

E in Europa come stanno le cose? 

Secondo i dati dell’European Audiovisual Observatory (Eao) – che, per i primi 4 mesi dell’anno (da gennaio ad aprile 2022) al – 61 % dell’Italia (sempre rispetto all’anno di riferimento pre-Covid, ovvero il 2019) corrisponde un – 50 % della Germania, un – 38 % della Francia, un – 36 % della Spagna ed un – 19 % del Regno Unito…

A livello di consuntivo annuo, sempre secondo Cinetel, nel 2021 il cinema italiano ha incassato 169,3 milioni di euro e 24,8 milioni di presenze. Entrambi i dati sono calati rispetto al 2020. La differenza rispetto al 2019, prima quindi della pandemia, è di oltre il 70 % sia per i ricavi sia per le presenze.

Gli italiani si sono dimenticati del grande schermo. Su quello di uno smartphone, invece, siamo in grado di passare anche notti insonni. In media gli italiani passano 1 ora e 46 minuti al giorno sui social.

I dati ci mostrano che abbiamo un debole per i titoli Made in U.S.A., ma questo fenomeno va avanti ormai da moltissimo tempo, e che i titoli italiani non scalfiscono il nostro cuore più di tanto. 

Andando a dare un’occhiata ai libri più letti a Maggio 2022, in cima alle classifiche spunta “il caso Alaska Sanders” di Joël Dicker, seguito da Saviano, Eric Doom e Carofiglio. 

Abbiamo dunque ben due autori italiani nella Top 5. 

Certo, l’industria cinematografica differisce moltissimo da quella editoriale. Ma è interessante notare come alcuni autori italiani abbiano decisamente rapito il cuore dei lettori nel Bel Paese. Roberto Saviano ha pubblicato un romanzo su Giovanni Falcone. Un simbolo di un’Italia che poteva essere ma che ancora non è. Un simbolo di ciò che potevamo diventare e ciò che ancora non siamo. Un simbolo della lotta alla mafia. 

Una storia che ancora ci scotta da morire, perché è una ferita ancora troppo, troppo aperta. 

Saviano ha sempre rischiato grosso, nella sua vita. E non con la camorra. Ma con le idee! Così come Sorrentino, Matteo Garrone… Registi, questi ultimi, in grado di toccare certe corde del cuore.

Forse, aldilà dell’oggettiva crisi globale dei film in sala,  quel che gli italiani vorrebbero vedere sono nuove idee. 

Un nuovo modo di sperimentare. Un nuovo modo di raccontare. 

Altrimenti, per quale motivo dovremmo pagare un ticket che ha lo stesso costo di un abbonamento su Netflix per un mese? 

Il cinema affonda perché gli usi e i costumi stanno cambiando. È vero. Ma è vero anche che ci sta mancando il coraggio di immettere nuovi autori in grado di riportare il pubblico in sala attraverso idee coraggiose e nuovi linguaggi. 

Il cinema sta affondando non nei numeri, ma nella sua creatività, spesso spazzata via da serie televisive di altissimo livello. 

Il cinema sta affondando perché non è più al centro della cultura popolare, con i suoi prezzi super maggiorati. 

Il cinema sta affondando e se non facciamo qualcosa per salvarlo, il mare del cambiamento lo travolgerà. 

Ora. 

Ora o mai più.

 Marco Cassini

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