Riflessioni smart da un tavolo di piazza Navona

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Sai cosa? 

Potrei andare a lavoro correndo, no? 

Potrei fermarmi al super market e comprare un pranzo da consumare una volta arrivato a lavoro. 

Potrei andare con uno zainetto high tech in grado di sparire dietro la mia schiena per le sue dimensioni, e nello stesso tempo avere al suo interno tutto l’occorrente per cambiarmi in un secondo! E taaac. 

Sarebbe smart, no? 

E poi, e poi… Sai cosa? 

Potrei scaricare una app in grado di dirmi se ci sono belle ragazze in giro, così posso subito trovarmi una nuova fiamma! Potrei portarla in una bellissima villa resort con piscina e sauna, tanto con la app prenoto in un secondo. Sarebbe smart, non credi?

E poi, e poi… Sai cosa stavo pensando? 

Pensavo che mi ordino la spesa a casa, perché sono stufo di andare al supermercato! E poi l’acqua pesa così tanto! Come dici? L’acqua del rubinetto è buona? Ma no, non berla, quella l’hanno inquinata da un pezzo. Come dici? La carne proveniente dagli allevamenti intensivi non è buona? Ma non ci pensare! Bisogna essere un po’ smart, se no addio! Cosa te ne frega di sapere da dove viene la carne che mangi, su! Ti spari litri di coca cola e poi rompi le palle con la carne?

Stavo pensando, poi… Che potrei comprare l’ultimo modello di smartphone, sai quello pieghevole? E beh, si, quello posso mettermelo davvero dappertutto, non pesa niente, e posso fare delle foto memorabili da mettere su Instagram. Come dici? Non hai Instagram? No, ciccio, non ci siamo: sei fuori dal mondo. Non sei smart per niente! 

Fai come me: acquisto online. Faccio spesa online. Scelgo donne e uomini online. Posto foto di paesaggi meravigliosi online! La mia vita è più veloce di un missile. Come dici? Meglio non parlare di missili in questo periodo? Ma dai, non essere pesante: la guerra mica è qui, vicino a noi! Mica bombardano qui, quelli… Come dici? Anche quelli sono essere umani? Ma ovviamente si! Sono esseri umani. Cioè, non prendermi per persona materiale. 

Cioè: tu lo sai quanto ho sofferto io in passato. 

Lo sai, si? Bene. Allora non confondere con il mio essere smart con l’essere superficiale. Io non sono superficiale, hai capito? 

Mica sono come quella stupida di Fabrizia. Una tipa per niente smart. Pensa che ogni fine settimana mi proponeva delle gite improponibili nelle colline abruzzesi. Si, colline assurde, dove non c’è niente! Ma niente! Neanche un posticino dove potersi fare uno spritz o una birretta. Niente! Fabrizia non faceva che dirmi che camminare in mezzo alla natura la rilassava. A me invece faceva un po’ schifo perché avevo paura degli animali strani… Cioè: un conto è vederle sui social certe cose, un altro è viverle. Che stupida, Fabrizia. Tu pensa: ha deciso di prendersi un pezzo di terra per curare un suo giardino, allevare degli animali, coltivare i suoi ortaggi. Perché secondo lei la grande distribuzione è il male e dice che da quando mangia “meglio” la sua pelle ne ha giovato. Cioè: ma tu capisci con chi stavo? Pazzesco. Eppure su Facebook non sembrava così.  Ora pare che abbia smesso di lavorare qui a Roma per prendersi una casetta in campagna. Dice che in questo periodo storico non legge più nessuno e per questa ragione lei ha limitato l’uso dei social networks per concentrarsi di più sulla buona lettura. Dice che tutti passano in media tre ore al giorno sui social e non va bene. Per niente smart. Pazzesco. Cioè: si è licenziata, capisci? Ha mollato un lavoro fisso, la stupida! Ma ti rendi conto? E per fare cosa poi? Per fare una vita in campagna che non gli darà niente di niente! Per fare una vita fuori dai social. 

Cosa mi dici? 

No…. non ci credo. 

È in finale al premio strega con un suo romanzo? 

I giornali dicono che si tratta di uno dei romanzi più belli degli ultimi anni?

Fabrizia… Ha scritto un romanzo?

Ah… Ehm. No… 

Non lo sapevo. 

No… Io… Non sapevo. 

Marco Cassini

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