Si dice che l’abito non fa il monaco. Ma è proprio così? La prima impressione che gli altri si fanno su di noi è sicuramente influenzata anche dal look con il quale ci proponiamo. E se guardiamo agli uomini e donne di potere, come usano loro stessi la moda? Cosa vogliono comunicare e soprattutto che messaggio vogliono divulgare con le mise che indossano? Come affermava il critico francese Roland Barthes “il vestito è il momento in cui il corpo diventa significativo”. Gli abiti hanno il potere di influenzare in modo determinante persone e situazioni. Per lo stilista marchigiano Vittorio Camaiani “la moda è il dire qualcosa prima della parola”. La moda riesce a comunicare subito nell’immediato chi siamo noi agli altri, il nostro ruolo nella Società. I look hanno il merito di costruire il nostro personaggio. Come non pensare alle giacche che infondono carisma e sicurezza indossate da Obama o da Trump? O la divisa scelta da Silvio Berlusconi, il famoso doppiopetto blu scuro di Caraceni che infonde sicurezza? Emmanuel Macron sceglie invece di sigillarsi dentro abiti aderenti ma non troppo, perfetti per esaltare la sua figura snella e atletica, simbolo fisico di una nazione dinamica e giovane. In contrapposizione al look di Mark Zuckerberg composto da jeans e felpa che vuole infondere l’immagine di gioventù e spensieratezza. E come dimenticare invece il golf blu di Sergio Marchionne, per lui quasi una sorta di coperta di Linus? Riguardo l’universo femminile dopo i tailleur-divisa di Margaret Thatcher, anticipati dai cappottini confetto di Elisabetta II, per le donne nei ruoli di potere è stato possibile riappropriarsi del loro rapporto con la femminilità. Alcune donne in politica hanno ceduto al fascino di uno stile un po’ più glamour e meno istituzionale, senza però perdere la loro autorevolezza. Come non pensare a Kamala Harris e alle sue sneakers Converse o ai suoi total look bianchi? Il segretario americano ha avuto il merito di sdoganare una mise più informale senza che ciò comportasse una mancanza di autorevolezza. Michelle Obama ha avuto invece il merito di abolire i colori pastello e i tailleur formali della Casa Bianca virando su mise dai colori brillanti e decisi. E che dire dei tacchi dodici di Maria Elena Boschi o degli abiti fascianti di Daniela Santanchè? L’aspetto esteriore è a tutti gli effetti uno strumento di comunicazione grazie al quale si può avere un ritorno in termini di reputazione, riconoscibilità e fidelizzazione. Affinché funzioni, però, è necessario stabilire bene il messaggio che vogliamo trasmettere e, insieme, conoscere il modo migliore per sfruttare i mezzi che possono veicolarlo. Non sempre è facile riuscire a capire cosa ci sta meglio e come fare a divulgare gli elementi positivi del nostro carattere attraverso il nostro aspetto esteriore, ma sicuramente vale la pena provare.
Elena Parmegiani





