“Nulla di vero può dirsi dell’invisibile, che non valga anche per la nostra esperienza concreta.” Igor Sibaldi
Un sogno, un ricordo, un dejavu, un attimo catturato nel tempo. Le opere di Monica Abbondanzia diventano viaggi fluttuanti in un altrove carico di colori che a tratti sfiorano la tela e a tratti la caricano di materia con tocchi più densi, lasciano che l’osservatore vi si immerga per poi riemergere come un tuffo in un mare di emozioni. I canoni della bellezza, per lo più femminile, nel figurativo vengono sottolineati appena accennati, ma regalano nell’insieme, l’idea esatta del suo sentimento, riuscendo a fermare proprio quello, con forte espressività rappresentativa. Tonalità sapientemente accostate regalano l’insieme in scene di vita, passata e presente, impossibile non rimanerne catturati. Ciò che Monica ci regala è un’esperienza visiva intensa che non si limita allo sguardo ma va oltre gli occhi, percorre i canali giusti per raggiungere l’intensità vibrante, percezione di un’emozione assopita.
Ha esposto a “BIBART Biennale Internazionale D’Arte di Bari e Area Metropolitana”, 1^ Classificato sez. Figurativo per “Hapulia Contemporary Art Prize 2020”, espone in permanenza presso le gallerie internazionali Carrè D’Artistes di LE Touquet e Saint Etienne. Il suo nome è presente su prestigiosi cataloghi, ha ricevuto premi illustri come il “Premio Brera” nel 2022, selezionata al 49° premio Sulmona 2022, partecipa al “French art Progect Copelouzos Family art Museum” di Atene (Grecia), tiene corsi di pittura.
Monica, lei è una donna piena di risorse e sorprende il suo modo di mostrarsi lontana da uno stereotipo che è quello dell’artista chiuso nel proprio mondo e poco propenso al contatto esterno. Da dove arriva questa energia prorompente che abbatte gli schemi?
La mia energia credo venga essenzialmente dall’amore per la pittura e per le persone che mi circondano. Credo fortemente nelle sinergie umane e artistiche, traggo grande forza ed ispirazione da esse, e ciò mi dona la linfa vitale per creare.
Come è giunta fin qui?
Sono approdata alla pittura di opere su tela dopo un variegato percorso che ha sempre avuto come focus la pittura. Ho una formazione artistica che mi ha permesso in prima battuta di decorare ed affrescare palazzi antichi, edifici privati per molti anni. Poi è giunto il momento di non dipingere più per commissione ma per me stessa.
A quel punto credo di aver cominciato a fare davvero arte.
La sua è un’arte che scava nel profondo, come ci riesce? Qual è il moto interiore, personale e intimo, che lega l’emozione con l’azione?
Vi è dentro di me l’esigenza, l’urgenza di raccontare, di declinare le emozioni, scomporle come un caleidoscopio, trarne spunti di riflessione per poi tramutarle in opere pittoriche. La ricerca pittorica viene quindi orientata oltre la rappresentazione della figura umana che non si limita alla mera immagine fisica del soggetto dipinto, pur sviluppata con attenzione verso l’espressività del corpo e il dettaglio anatomico e fisionomico, ma insiste anche e soprattutto su quella psicologica, elaborando uno scavo intimistico volto a portarne alla luce le caratteristiche interiori: sogni, sentimenti, tensioni, emozioni, celate inquietudini.
La letteratura, le poesie sono spesso catalizzatori stessi delle opere.
Quindi il gesto pittorico diventa veloce, essenziale, a volte accennato ed ampio per catturare a pieno l’emozione del momento.
L’attimo sublime della creazione è una nascita. La scena descritta resta in gestazione per un tempo indefinito, crescendo all’interno come una creatura che poi viene alla luce. Quanta emozione regala questo momento ad un artista e che significato ha?
L’emozione di per sé è indescrivibile, ma se tentassi di spiegarla la descriverei come un’elevazione. Ogni creazione nutre, a volte consola, altre volte mi invita alla riflessione, ed in alcuni casi mi inquieta. Questo accade perché l’opera prende forma autonomamente e bisogna solo seguirla per far sì che racconti il proprio sentimento, la propria emozione, e al mio sguardo rimane il compito di interpretarla, assumendo
un significato introspettivo molto importante.
L’arte figurativa rappresenta il massimo della sua espressione artistica, le modelle vivono nel quadro, rese vere dai colori che le esaltano nella bellezza e nella dinamicità. La stessa che ritroviamo nei paesaggi vibranti di luce e colore. Passare dal figurativo al paesaggistico è stata un’esigenza o semplicemente ha esplorato nuovi orizzonti?
Credo entrambe le cose. Spesso nei miei dipinti il soggetto è accompagnato da paesaggi astratti, accenni di paesaggi che contestualizzano l’opera.
Spontaneamente ciò che era sul fondo ha preso il sopravvento sul soggetto in primo piano. Vero è che esistono riflessioni ed emozioni che non possono, a parer mio prendere una forma umana, ma riescono ad estrinsecarsi attraverso qualcosa di più astratto e fluido, ecco che ho introdotto il mare per la sua suggestione e inafferrabilità.
La luce nelle sue opere conferisce valore all’eleganza del movimento regalando immagini di sublime espressività. Come la trasferisce sul dipinto?
Bella domanda! La luce è vita, trasparenze, colori contrastati, variazioni di tono, e quando è particolarmente intensa non ci permette di vedere nitidamente, dobbiamo socchiudere gli occhi per mettere a fuoco. Tenendo presenti questi fattori nell’atto pittorico si riesce a dare effetti luministici che rendono il dipinto vivo in un mondo del tutto chimerico.
Sulla copertina del magazine di questo mese una sua opera dedicata al tema “Gentleman Vs Beastman”, quanto è importante la gentilezza oggi e quanto è difficile muoversi all’interno di una società sempre meno garbata e sempre più concentrata su se stessa?
La famosa citazione che recita” la bellezza salverà il mondo” credo sia appropriata per rispondere a questa domanda. Mi permetterei di aggiungere anche la gentilezza. La bellezza e la gentilezza racchiudono un’infinità di sfaccettature, capaci davvero di elevare una società sempre egocentrica. Spesso chi ha queste bellissime qualità viene oppure si sente sopraffatto, usato o strumentalizzato. Nella mia personale esperienza ho compreso che valori così importanti devono rappresentare un orgoglio per sé stessi. L’arte, sotto questo aspetto, ha un ruolo molto importante.
Come definirebbe la sua arte?
Tecnicamente la mia arte è un figurativo gestuale, volta ad instancabile indagine e scoperta di particolari effetti cromatici e luministici, alla ricerca di atmosfere lontane dalla banalità descrittiva di una semplice rappresentazione quotidiana, cercando la virtù intensamente rivelatrice dell’atto pittorico, capace di elevare il “qui ed ora”, fissandolo in un gesto o in uno sguardo, nella narrazione in chiave poetica ed intimistica.
Desidera lasciare un messaggio a chi si avvicina all’universo artistico portando la testimonianza dei suoi primi passi?
Il messaggio che mi sento di condividere è quello di dipinge per sé stessi, dipingendo ciò che si ama, come si ama farlo. Ci saranno sempre campioni di pessimismo, ecco da questi allontanatevi.
Quando un’opera d’arte può definirsi tale?
Quando Emoziona con la lettera E maiuscola. Quando è esteticamente bella anche se tratta di temi difficili, quando un’opera è riconoscibile. In sintesi, credo siano le cose più importanti.
Chi è Monica Abbondanzia nella vita privata? Ha altre passioni? Cosa ama fare quando non dipinge?
Sono una donna che adora la sua famiglia e la considera la cosa più preziosa. Ho la passione per gli animali, cani in particolare. e quando non dipingo tutto il resto ruota intorno a queste due cose appena citate.
Come entrando in scena, Monica Abbondanzia a volte riveste il ruolo del regista, altre del protagonista, altre ancora dello spettatore. Guardandola dipingere traspare il suo catapultarsi dentro le figure, con tutto il pathos che ne consegue. Pennelli, spatole, colate di colore danno forma alla rappresentazione scenica che sale dal fondo dell’anima, spunta sulla trama della tela e diventa reale. Fotogrammi evanescenti ma concreti che per un attimo portano la mente in luoghi dove ognuno troverà il proprio sogno, la personale emozione, la strada che va verso il “sentire” del corpo, e di occhi che trafiggono ogni volta con la dolce intensità che questa straordinaria artista riesce a regalare, accogliendo con il suo grande sorriso.
“Ci sono pittori che trasformano il sole in una macchia gialla, ma ci sono altri che con l’aiuto della loro arte e della loro intelligenza, trasformano una macchia gialla nel sole.”
Pablo Picasso
Maria Zaccagnini





