Il denaro non nasce con l’essere umano, come tante altre cose che oggi crediamo nocive il denaro venne inventato, creato per aiutare praticamente l’essere umano.
All’inizio vigeva la legge del baratto, a seconda dell’oggetto che non si possedeva ma che si desiderava si scambiavano beni che si possedevano in eccedenza. Esempio, due sacchi di grano per una pecora.
Facile vero? Il discorso si fa interessante se pensiamo che con l’invenzione della tecnologia per l’estrazione e la fusione dei metalli i beni scambiati divennero misti: beni di prima necessità legati alla sussistenza, come animali e cereali, e beni utili solo per il loro valore intrinseco, metalli avorio, ambra vetro lavorato. Tutti materiali o oggetti finiti che componevano beni di prestigio, da accumulare ed esibire.
Ciò che abbiamo appena riassunto in poche righe dobbiamo immaginarlo spalmato in millenni di storia, dal VI millennio a.C. circa fino agli ultimi secoli prima della nascita di Cristo. Un’evoluzione lenta e funzionale alla crescita demografica e alla complessità delle società nascenti.
Ma il denaro? Nasce, come tutte le invenzioni, per una necessità specifica e, a pensarci, forse anche banale.
Il soldo serviva per pagare i soldati. E già, nasce proprio così, per stipendiare l’esercito. Immaginate con me, siamo nel III sec. a.C. e dobbiamo pagare delle truppe romane stanziate sull’Adriatico, potremmo farlo con pecore, formaggio o grano? Sarebbe difficilissimo per loro portarsi a spasso tutti questi beni. Pagare i loro servizi con una moneta, un soldo, un oggetto piccolo e relativamente meno ingombrante di pecore e grano ma che per valore equivalga alle suddette.
Forse lo abbiamo dimenticato ma fino a pochi decenni fa anche in Italia la moneta aveva un valore in oro. Si stampava tanta moneta a seconda di quanto possedimento aureo aveva una nazione. Una corrispondenza fissa che permetteva alla moneta di non svalutarsi o perdere completamente valore.
Tutto questo oggi è cambiato, il denaro non è più un mezzo di baratto più evoluto ma un bene di per sé.
Anche questo era prevedibile. Furono prima Hegel e poi Marx a spiegare come un fenomeno, al variare della sua quantità cambia anche il suo valore. Un venticello fresco che spira piano non cambia nulla del paesaggio, un uragano lo distrugge. Vi sembra scontato? Se lo è come siamo arrivati a far variare così tanto il nostro “paesaggio” dal denaro, tanto da non possederlo più per il suo potere di acquisto ma semplicemente per il fine stesso di possederlo?
Dott.ssa Andrea Di Giovanni





