La miopia politica è una forma di criminalità asintomatica?

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Che ne dite di ammassare 7/8 milioni di persone in una zona ristretta, cementare tutto in orizzontale in verticale, convogliare rifiuti e feci verso fiumi e mari, riempire le strade di veicoli che emettono sostanze tossiche, eliminando alberi e acqua?

In effetti non è una cattiva idea se vuoi far vivere male le persone, costringerle a respirare veleno e a correre tutto il giorno per comprare anche l’acqua e un po’ di frutta, che prima si trovano camminando in natura.

Ehhhh… ma vuoi mettere che figo l’aperitivo in centro?!

C’è poco da fare, ci siamo abituati a non pensare, a dar per scontato che non ci siano altre possibilità oltre quelle che conosciamo e che continuiamo a mettere in atto nonostante i risultati siano a dir poco fallimentari.

La domanda è: se stiamo così bene nelle città, perché non vediamo l’ora di andare in vacanza in paradisi naturali in montagna o al mare?

Forse perché siamo fatti per vivere in pace, cooperando per il bene comune, a contatto con la natura e non per sopravvivere, scannandoci l’uno con l’altro, in perenne competizione in mezzo al cemento?

La domanda è, ovviamente, retorica, ma nonostante siano chiari sia il problema che la soluzione, chi governa le città, le regioni e gli stati, continua a replicare sempre lo stesso schema, sempre con gli stessi risultati: investimenti a breve termine, città sempre più intasate e manutenzioni scarse se non impossibili (vedi Roma).

Se la politica tornasse ad avere una visione di lungo termine, basata sul benessere della collettività e non sull’arricchimento di una ristretta oligarchia, allora assisteremmo a una progressiva e determinata inversione di tendenza che ci porterebbe all’eliminazione dei sistemi economici neoliberisti in favore di un ritorno all’economia reale e alla centralità delle persone.

Facile da dire ma molto difficile da mettere in atto a causa dell’impoverimento culturale delle masse, educate in scuole con programmi strutturati per addestrare i ragazzi ad uniformarsi senza battere ciglio e non certo per avere una propria personalità e mostrare il proprio dissenso quando si renda necessario.

Anche in questo caso, i veri nemici restano l’ignoranza e l’acquiescenza determinata dalla paura di avere ritorsioni nel mostrare dissenso, mettendo le persone nella posizione di sentirsi inermi e senza strumenti davanti alle istituzioni trincerate dietro le frustranti e invalicabili burocrazie.

Per fortuna c’è una consistente massa di persone consapevoli e capaci che si stanno ribellando a questo sistema, non cercando di abbatterlo ma creandone uno nuovo, attraverso la decentralizzazione dei sistemi economici e decisionali, rendendo sempre meno necessari i grandi sistemi centralizzati, i quali stanno scricchiolando ogni giorno di più.

Ci vorrà un po’ di tempo, ma stiamo andando verso un mondo in cui le meschinità delle oligarchie politiche ed economiche saranno la causa stessa della loro caduta.

Nel frattempo, ci sono alcune cose da fare per prepararsi a vivere nel nuovo mondo:

1_ studiare i sistemi decentralizzati

2_ imparare a conoscere i propri diritti e a farli valere

3_ organizzarsi in piccole comunità connesse e autosufficienti.

A qualcuno sembrerà assurdo ma tutte queste cose stanno già accadendo e ci sono milioni di persone nel mondo che agiscono secondo questo schema, di cui, ovviamente, i media mainstream non parlano ma in rete è facilissimo conoscerle e contattarle.

Se questo articolo vi sembra assurdo, immagino siate tra quelli che credono ancora che il posto più sicuro dove tenere i propri risparmi sia una banca e che le crypto valute siano come i soldi del Monopoli; se è così, siete in serio pericolo.

Ezio Angelozzi 

Formatore e business coach

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