La maledetta guerra e le conseguenze sui costi della nostra mobilità

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Non avrei mai pensato di dover assistere a qualcosa di simile alla violenta invasione da parte del tiranno Putin a scapito dell’Ucraina e del suo popolo: nulla ci può far lontanamente provare quello che oggi gli ucraini subiscono, nemmeno le gravi conseguenze economiche che noi tutti subiamo, sulle quali io mi concentrerò.

Quali sono gli effetti di questa tragedia per il trasporto privato? Mala tempora currunt!

Solo un anno fa 1 lt di benzina costava 1,4 € e 1 lt di gasolio 1,3 €, mentre il costo attuale è aumentato del 50%. Non va meglio per il GPL, incrementato quasi delle stesse percentuali, e per il metano: quest’ultimo vive una certa isteria, perché il prezzo varia in modo incredibile tra i distributori, spaziando da 1,5 € a 3 € per mc.

Non piangiamoci addosso e vediamo come si può tutelare almeno in parte il portafogli: condivido con voi qualche idea che fa bene sia al bilancio familiare che all’ambiente, dato che tutte queste azioni riducono le emissioni di CO2 e di sostanze inquinanti.

  • Riduciamo la velocità media di utilizzo delle vetture. Se sulle strade statali e (soprattutto) in autostrada riducessimo la velocità media di 10 km/h, il risparmio si aggirerebbe sul 10%. Il tutto tradotto in soldoni vorrebbe dire, con i prezzi attuali, circa 150 – 200 € l’anno per una percorrenza di 10.000 km.
  • NON compriamo SUV, ma vetture “tradizionali”. I SUV non solo costano di più, ma consumano anche di più a causa del maggior peso, della maggiore sezione frontale e della peggiore efficienza aerodinamica. Il risparmio di utilizzo per ciò che riguarda il costo del combustibile è simile a quello di prima, quindi in media altri 200 € risparmiati per 10.000 km.
  • Usiamo (dove possibile) i mezzi pubblici: l’utilizzo cittadino di una vettura è il più energivoro (escluse le vetture ibride e quelle totalmente elettriche, che danno il meglio proprio in questo ambito), invece un abbonamento ai mezzi pubblici è sicuramente più economico della somma del costo del carburante e di eventuali costi di parcheggio associati (e di qualche multa…).
  • Sfruttiamo il lavoro da remoto! La pandemia ha permesso (finalmente) di fare l’esperienza del lavoro da casa: laddove possibile, non torniamo alle nostre precedenti abitudini e rechiamoci in presenza solo se non se ne poteste davvero fare a meno! Se evitassimo di recarci in presenza solo 2 giorni a settimane, con una percorrenza media giornaliera ad es. di 20 km, il risparmio sarebbe di circa 200 € l’anno.
  • Controlliamo spesso la pressione delle gomme: questa azione è doverosa prima di tutto per motivi di sicurezza, ma anche perché permette di risparmiare fino a 100 € grazie alla riduzione dell’attrito di rotolamento.

Ovviamente tutti questi concetti erano validi anche prima, ma adesso hanno un impatto maggiore sul portafogli, dato che i costi dell’energia sono aumentati della metà: se qualcuno fosse in grado di mettere in pratica tutto ciò che ho scritto, il risparmio annuo per 10.000 km si avvicinerebbe a 1.000 €! Non ci credete? Vi sfido alla sola riduzione della velocità media e vedrete che quanto vi ho suggerito non esiste solo nell’Iperuranio di Platone…

Un inciso relativo alle vetture totalmente elettriche (EV) e alle plug-in (che percorrono qualche decina di km completamente in elettrico): quei suggerimenti sono tutti ugualmente validi, perché queste vetture non si muovono con la forza della mente e il costo dell’elettricità è aumentato anch’esso, lo vediamo tutti nelle bollette sensibilmente più care che paghiamo (anche senza avere una EV…).

Evidentemente queste considerazioni sono valide sic stantibus rebus: il cambio di paradigmi che gestiscono la mobilità, le smart cities e tutto ciò che ne consegue, richiedono ben altro e magari affronteremo il tema in futuro.

Per chiudere, non sappiamo quanto durerà questa situazione: la mia personale opinione è che questi aumenti non verranno riassorbiti così velocemente e dovremo convivere con questo scenario per parecchio tempo. Fermo restando che tutto ciò è ben poca cosa rispetto alla efferata violenza inflitta dal sanguinario Putin al popolo ucraino, non subiamo passivamente le conseguenze del caro energia e reagiamo subito: ci ringrazierà il portafogli e anche l’ambiente.

Gerardo Altieri

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