Il film sulla famiglia Gucci ha fatto molto parlare di sé. Non tanto per il film, ma per tutto quello che c’è dietro. La pellicola, infatti, vuole ripercorrere i momenti più importanti della vicenda legata all’omicidio di Maurizio Gucci. Per questa ragione Patrizia Reggiani, sua moglie, viene condannata a 29 anni di reclusione, poi ridotti a 26 in appello. Storia vera. Patrizia Reggiani verrà poi scarcerata per buona condotta. Il film, insomma, va a toccare un argomento a dir poco scottante, ma che forse non è neanche centrale rispetto a quello che Gucci rappresenta per migliori di utenti nel mondo e per tutta la sua storia. La casa di moda con sede a Firenze, nel 2019, conta oltre 480 negozi, 17.157 dipendenti e oltre 9 miliardi di Euro di vendite. La storia di Gucci inizia molto prima della vicenda di Maurizio e di Patrizia. Il trailer del film, senza farvi spoiler sul resto, è a dir poco suggestivo. Anche il film lo è. Sul grande schermo compaiono titoli enormi con parole forti come “soldi”, “omicidio”, “ambizione”, “ispirato a una storia vera”. La storia, quindi, punta tutto sul fatto di cronaca. E lo fa benissimo. Se invece il vostro obiettivo è quello di vedere un film che possa in qualche modo aprirvi una finestra sul mondo della moda e su ciò che c’è dietro un vestito, beh, allora è il caso che riguardiate “Il diavolo vesta Prada”. Il monologo di Meryl Streep all’inizio del film è da brividi, e dice quasi tutto.
Su “House of Gucci” il consiglio, dopo aver visto il film, è quello di scoprire qualcosa in più della storia di una delle firme più famose al mondo. L’altro consiglio, poi, è quello di concentrarvi sulla recitazione impeccabile dei suoi interpreti. Un cast che, prima della realizzazione del film, è stato più volte modificato. E anche la regia, scrive il “Cinemaniaco”, non doveva essere di Ridley Scott ma di Martin Scorsese. Un film che ha subìto non poche modifiche, insomma, prima della sua realizzazione. Rimane comunque un progetto grandioso in termini produttivi, attoriali, di fotografia. Non ci si può aspettare altrimenti da un grandissimo regista del cinema contemporaneo: Ridley Scott è l’autore di Blade Runner, Alien, Il Gladiatore. Parliamo di uno dei più grandi maestri sulla creazione di mondi “alternativi”.
Lady Gaga nel film è semplicemente unica. Artista a tutto tondo, la cantante statunitense stupisce ancora dopo la splendida performance di “A star is born”.
Il set di “House of Gucci” è, per moltissime scene, l’Italia. Un set blindatissimo, dove attori come Al Pacino hanno dato una straordinaria prova di “umanità” ai colleghi minori, spesso scelti nel nostro Paese come ruoli secondari, o comparse parlanti. L’attore di “Heat” e “Quel pomeriggio di un giorno da cani” ha dato una grande prova di professionalità e umiltà, secondo le testimonianze che abbiamo raccolto. È una bellissima cosa. Spesso il divismo porta grandi sportivi o artisti ad assumere atteggiamenti inidonei alla loro posizione. Il film inoltre riesce a rappresentare appieno le meravigliose e sempre diverse location del nostro Paese. Che dire, poi, degli incredibili costumi di scena? Un altro spunto interessante, su cui vi invito a riflettere durante la visione del film. E con questa chiudo, al fine di non farvi spoiler. Fateci sapere cosa ne pensate e quale è stato, a vostro avviso, il “miglior attore” nel cast!
Marco Cassini





