Food Ball

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Le politiche alimentari in Italia, per il momento, non esistono ο non esistono se intese come articolazione ordinata e coerente di interventi istituzionali e di governance che puntano a rendere accessibile un cibo sano, pulito e giusto, ponendosi “al core” di varie politiche settoriali agricole, turistiche, commerciali, urbanistiche, sanitarie, ambientali, educative, trasporti e logistica, sociali,..ο Né il cibo è considerato una priorità nelle agende politiche di nessun livello istituzionale ο la “cultura politica” e dei media dominante confonde la politica alimentare con l’enogastronomia, l’agroalimentare, l”urban farming”e gli orti collettivi, la nutrizione. Lo studio dell’alimentazione secondo una prospettiva sociologica si può trovare già in epoche classiche grazie ad alcune riflessioni tra cibo e società, ma solo negli ultimi anni la ricerca ha visto sorgere i più importanti contributi sul tema. Dagli anni ‘60 del Novecento, infatti, sono sorte molte ricerche sul consumo alimentare, che hanno posto il loro focus sulle diseguaglianze, sui disturbi, sui processi produttivi e sui rituali legati al tema dell’alimentazione. In primo luogo, tra i classici del pensiero sociologico, nessun autore nello specifico ha prodotto saggi sul cibo come fonte di realtà condivisa o come fatto sociale. Questo, principalmente, è dovuto alla circostanza che vede l’alimentazione essere studio sociale solamente una volta acquistata la sovranità metodologica e la consapevolezza epistemica cioè quando si possono considerare superate le condizioni di sussistenza fisiologica. Nello specifico, deve avvenire il passaggio del cibo da requisito essenziale per la sopravvivenza a oggetto di distinzione e stratificazione sociale. Nello specifico, deve avvenire il passaggio del cibo da requisito essenziale per la sopravvivenza a oggetto di distinzione e stratificazione sociale.

 Sta per andare in onda un nuovo sistema dedicato al mondo del calcio unito al cibo. Si chiamerà ‘Foodball’ e racconterà le storie sportive attraverso l’universo della cucina made in Italy. 

Si tratta di un prodotto sinergico, una ricetta in cui ingredienti principali sono cultura, business, qualità e benessere. L’iniziativa in quanto ha permesso ai ragazzi di mettere in gioco le proprie competenze al di là dei libri, di prendere coscienza delle realtà del territorio e di crescere nel proprio senso di cittadinanza attiva e appartenenza si attiverà per esempio il gioco del calcio attraverso il cibo e del cibo attraverso il calcio. Si tratta di raccontare i luoghi partendo dalle origini, attraversando alcuni dei punti più caratteristici e assaporando quello che ha da offrire l’immenso patrimonio dei prodotti tipici italiani. I campioni del calcio ricordano gli esordi e le emozioni legate alla propria carriera, ma anche i gusti e i sapori che li hanno accompagnati e le specialità scoperte nei posti dove hanno giocato.

Questo incentiverà ad aprire al turista questo mondo facendogli cogliere le tante sfumature che rendono unici e talvolta irripetibili i cibi dei diversi territori, può voler dire fargli vivere un’esperienza indimenticabile, una specie di “viaggio del gioco in contemporanea nel viaggio del cibo”.

Dunque, Il food ball consiste in una maggiore interazione fra il mondo produttivo e i cittadini consumatori per accrescere la consapevolezza dell’impatto che i diversi sistemi di produzione agricola possono avere sull’ambiente, prendendo in considerazione non solo le pratiche agronomiche, ma soprattutto il ruolo svolto dall’utilizzo di risorse naturali da parte dell’intera filiera agroalimentare   dalla produzione al consumo. Il cambiamento di paradigma di cui si sente parlare, quindi, per raggiungere una maggiore sostenibilità significa ripensare e ridisegnare i sistemi agroalimentari, orientandoli verso il diritto al cibo, la valorizzazione della territorialità e la protezione degli agroecosistemi dal degrado. La consapevolezza alimentare dei consumatori è il primo passo verso un cambio di paradigma che porta le persone a percepire se stessi non più come semplici consumatori volti a soddisfare dei bisogni personali, ma come dei cittadini che consumano cibo, associando all’acquisto di cibo una dimensione etica e sociale a garanzia di tutti gli attori della filiera. Inoltre il settore agricolo e agroalimentare offre ottime opportunità sia a chi cerca una occupazione stagionale sia a chi vuol crescere in un ambito che sta vivendo una rinnovata fase di sviluppo.

La collaborazione fra imprese dell’agroalimentare e del turismo per l’offerta di un prodotto turistico esperienziale tra gioco e cibo potrebbe quindi rappresentare una grande opportunità di crescita per ambedue i settori. L’educazione alla Salute, come l’opportunità di apprendimento per conoscere meglio la salute e per sviluppare capacità che contribuiscono a preservarla. Il food ball rende vivo il  settore  agroalimentare italiano che rappresenta parte  della nostra identità e della nostra cultura e per questo è fondamentale che esso vada tutelato, valorizzato e condiviso e dunque lo scopo di  abituare i futuri consumatori a comportamenti di consumo consapevoli e più sostenibili e tende a rafforzare un  impatto sociale positivo

Maria Ragionieri

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