BIO BACCO & CO

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 La sostenibilità è al centro di numerosi dibattiti di tipo ambientale ma anche etici e sociali.

“Lo sviluppo sostenibile è quello sviluppo che consente alla generazione presente di soddisfare i propri bisogni senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri”

Il termine di sostenibilità è stato adoperato per la prima volta nel 1972, in occasione della Conferenza di Stoccolma, durante la quale si focalizzò l’attenzione sul salvaguardare le risorse naturali affinché si potessero migliorare le condizioni di vita.

Effettuare una totale transizione a un paese biologico comporterebbe per l’Italia notevoli benefici in ambito ambientale, alimentare e salutare che non devono mai essere sottovalutati. È fondamentale evidenziare che attualmente non esiste nessun paese al mondo che si sia dichiarato paese biologico e conseguentemente l’Italia sarebbe il primo paese al mondo bio, diventando il paese leader a livello mondiale nel mondo agroalimentare. In quasi trent’anni il Salone Internazionale del biologico e del naturale è cresciuto fino a diventare il re degli appuntamenti italiani dedicati alla cultura biologica e naturale e che in quest’ultima edizione si è dedicato   alla  filiera produttiva del biologico e del naturale  a livello internazionale  e  dedicandosi tra le altre cose al contributo dell’intelligenza artificiale all’agricoltura a fronte della crisi idrica perché è su quei temi che si gioca il futuro del nostro pianeta dunque, una vetrina ideale per dare visibilità a prodotti che non sono solo naturali e biologici, ma anche free from la quota di export agroalimentare italiana è cresciuta con alte percentuali rispetto al 2008 e  quindi ha fruttato il riconoscimento del bio Made in Italy sui mercati internazionali      unendo qualità della tradizione a sostenibilità e sfruttando le opportunità offerte dall’internazionalizzazione che  si dimostra sempre più rilevante per l’economia italiana.

Uno dei settori più importanti per l’Italia è il settore agroalimentare, questo settore è composto da un insieme di attività che comprendono la produzione, la trasformazione e la distribuzione di bene alimentari; ha, quindi, una filiera produttiva estesa e diversificata dell’agricoltura biologica e di tutti i suoi vantaggi, la sostenibilità, infatti, implica un benessere che cura la qualità della vita e si incentra sull’obiettivo principale che è quello di mantenere costante il rapporto ambientale, economico e sociale per assicurare le migliori condizioni di vita alle persone. Il Made in Italy agroalimentare si identifica in tutti quei prodotti legati all’Italia che fanno parte della dieta mediterranea. “Made in” indica la provenienza del prodotto da un imprenditore che dovrà essere veritiera e conforme alla legge. Il logo biologico è un’etichetta che viene messa sul prodotto per fornirgli l’identità biologica. Esso, infatti, definisce quando un prodotto è biologico ed è realizzato all’interno dell’Unione Europea. L’etichetta è un ottimo modo per agevolare il consumatore a distinguere i prodotti europei di tipo biologico, ha il compito di garantire all’utilizzatore, che il bene è stato realizzando applicando la regolamentazione europea sull’agricoltura biologica. Il logo biologico è utilizzato solo ed esclusivamente su tutti quei prodotti che sono stati certificati come biologico da un organismo autorizzato. Quel prodotto, infatti, avrà soddisfatto tutte le condizioni riguardanti la produzione, il trattamento, il trasporto e l’immagazzinamento. I prodotti che hanno il logo biologico contengono al loro interno almeno il 95% di ingredienti biologici e per il restante 5% dovranno rispettare rigorose condizioni.

Negli anni seguenti, si sono migliorati gli standard per la produzione e sono state introdotte le certificazioni in modo tale da fortificare la fiducia del cliente. In questa fase, è stato dimostrato che i prodotti biologici hanno migliorato la salute. In questo periodo, c’è stato un forte incremento sia per i terreni biologici ma anche per gli alimenti biologici. Infine, grazie all’introduzione della certificazione e dei sistemi di controllo, si è arrivati ad un incremento di sviluppo nei mercati internazionale. Come già detto, la fase del biologico 1.0 è stata importante in quanto è stato riconosciuto il fatto che le persone possano alimentarsi in maniera corretta e allo stesso tempo possono aiutare l’ambiente.

 Il biologico è una tematica emergente, data la crescita del mercato e il suo peso nell’economia mondiale, e questo viene testimoniato dalla proliferazione di studi e ricerche sul consumo dei prodotti alimentari biologici. Dalla letteratura emerge un numero rilevante di studi sul mercato alimentare biologico che mirano ad esplorare vari aspetti e dinamiche delle attitudini e dei comportamenti di acquisto dei consumatori. La rilevanza dell’agricoltura biologica negli studi dei ricercatori di tutto il mondo si deve alla forte crescita di questo mercato, registrata soprattutto a partire dal nuovo millennio. 

L’interesse per i prodotti alimentari biologici da parte dei consumatori può essere considerato anche la conseguenza dei numerosi scandali alimentari che hanno investito i prodotti convenzionali. I consumatori hanno iniziato a porsi delle domande sui metodi di produzione, sull’origine dei prodotti, sul contenuto e sulla naturalezza degli alimenti. I consumatori attribuiscono molta rilevanza nelle loro scelte alimentari alla sicurezza degli alimenti, al valore nutrizionale e in particolare al non utilizzo di sostanze chimiche nel processo di coltivazione e trasformazione del prodotto. Si mettono sempre più a confronto gli effetti sull’ambiente, sull’energia e sull’economia generati dal sistema di agricoltura convenzionale con quelli del biologico sottolineando i vantaggi che la comunità può trarre da questo tipo di produzione più   sostenibile. Con il passare del tempo il mercato alimentare biologico stesso ha subito dei mutamenti. Se in passato il biologico era tipico di piccoli produttori contadini, con una forte vocazione green, oggi anche le grandi imprese dell’industria alimentare e le insegne della grande distribuzione organizzata hanno introdotto delle linee biologiche. Si è passati da una presenza dei prodotti alimentari biologici quasi esclusiva dei negozi specializzati biologici ad una sempre maggiore presenza nei negozi al dettaglio non specializzati; uno scaffale “verde” è sempre presente. In considerazione della grande attenzione che i consumatori attribuiscono alla naturalezza e all’ambiente molte aziende, anche non biologiche, enfatizzano nel claim del prodotto il carattere “naturale”. Questa pratica spesso genera confusione nei consumatori e incrementa lo scetticismo anche verso i prodotti biologici. I consumatori cercano di colmare le loro incertezze attraverso una lettura attenta delle etichette dei prodotti, valutando gli ingredienti e i valori nutrizionali. Le persone cercano rassicurazione attraverso i loghi applicati nella confezione del prodotto e in tal senso svolgono un ruolo fondamentale il logo di certificazione biologica e il brand del produttori.

Diventare un paese biologico è un modo per aiutare l’ambiente perché non c’è spreco di materie prime, perché rispetta la biodiversità e ha un impatto positivo sull’ambiente. La scelta relativa ad un prodotto biologico porta, anche, numerosi vantaggi salutari ma anche etici e ambientali. Il vantaggio principale è, dunque, la salvaguardi dell’ambiente. Infatti, una coltivazione biologica sfrutta la fertilità del terreno senza l’utilizzo di una coltivazione aggressiva. Grazie a questa coltivazione viene garantito un equilibrio naturale del terreno in quanto rispetta i ritmi delle stagioni, c’è una rotazione delle colture e c’è una minore infiltrazione dei nitrati nelle acque. Grazie ad una produzione biologica, abbiamo un minore impatto sul pianeta. A differenza di una agricoltura convenzionale, l’agricoltura biologica sceglie e preferisce un sistema che sia conforme con i ritmi naturali del suolo ma anche con il ciclo di vita delle piante stesse. Si scelgono, quindi, nuove tecniche in modo tale da preservare l’ecosistema. Oltre a preservare l’ecosistema, l’agricoltura biologica preserva la biodiversità. Essa è un elemento necessario per la sopravvivenza delle specie. Nell’agricoltura biologica, gli agricoltori custodiscono la biodiversità a livello genetico, di specie e di ecosistema. A livello genetico ovvero che l’agricoltura bio incoraggia l’uso delle sementi tradizionali. A livello di specie ovvero che la diversità delle specie vegetali ottimizza la produzione agricola. Infine, a livello di ecosistema nel senso che la conservazione dei terreni agricoli creano un ambiente ideale per gli animali.

Grazie ai cibi biologici, che non contengono pesticidi e sostanze nocive, è possibile ottenere un beneficio diretto sulla propria salute e contribuire al proprio benessere attraverso una vita più sana . Si deve però considerare che a volte la propensione a spendere di più per i prodotti biologici dimostrata dai giovani non si traduce in consumo a causa del loro basso potere di acquisto. Infatti i giovani con un alto livello di istruzione potrebbero non avere ancora un livello di reddito tale da sostenere la spesa del biologico. L’attitudine positiva verso il biologico e la disponibilità a pagare un premium  price che   decresce con l’età. L’immagine dei prodotti biologici diventa la raffigurazione dell’immagine di sé stessi. La motivazione a presentare, attraverso i prodotti, l’immagine di sé cresce quando il comportamento di acquisto è socialmente desiderabile, cioè quando contribuisce al benessere della società, come l’acquisto degli alimenti biologici. Questo fattore psicologico ha un forte impatto sulla decisione di acquisto del consumatore. Si rileva che, quando il prodotto biologico non viene percepito come eco-friendly, il consumatore se sceglie di acquistare il biologico lo fa per i benefici sulla salute, mentre sceglie il prodotto green per motivi altruistici relativi alla tutela dell’ambiente.

Un ulteriore aspetto positivo dell’agricoltura biologica è la riduzione dell’inquinamento grazie al non utilizzo di sostanze chimiche che inquinano l’ambiente. La regolamentazione sulla coltivazione biologica non consente l’utilizzo di tali sostanze per la protezione sia dell’acqua ma anche del suolo. Oltre ha vantaggi come la salvaguardia dell’ambiente e il benessere degli animali, ci sono benefici anche dal punto di vista del sapore. Infatti, i prodotti biologici hanno un gusto migliore rispetto a prodotti tradizionali in quanto hanno un sapore più intenso essendo prodotti freschi. Essi, inoltre, presentano una migliore presenza di sostanze nutritive. In primo luogo, gli alimenti biologici sono importanti per i bambini  in quanto privi di sostanze nocive. In secondo luogo, gli alimenti biologici non contengono neurotossine, esse sono delle sostanze che contengono dei residui di pesticidi, i quali sono dannosi per il nostro cervello.

Tra i motivi favorevoli all’acquisto si registra una grande rilevanza delle preoccupazioni sulla salute, della sostenibilità ambientale, del benessere degli animali, della naturalezza dei prodotti, del sostegno all’economia locale. Le principali barriere sono invece il prezzo, la disponibilità limitata dei prodotti, e la mancanza di fiducia negli schemi di certificazione.

Molteplici sarebbero i vantaggi che l’Italia avrebbe se si dichiarasse paese bio; i benefici possono essere in ambito ambientale, alimentare, e salutare. È fondamentale sottolineare, come già detto, che diventare un paese bio comporterebbe una riduzione dell’inquinamento, un aumento della biodiversità e un miglioramento del terreno, quest’ultimo a beneficio del mondo animale. Inoltre, si migliora la qualità dei beni prodotti rispetto a quelli prodotti con agricoltura industriale. Infine, ma non per minore importanza, produrre esclusivamente prodotti biologici significa anche avere un significativo impatto positivo sulla qualità di vita dell’essere umano in quanto avremmo a mangiare prodotti più curati e meno dannosi.

Le complesse relazioni tra biodiversità e nutrizione, con particolare riguardo a due fenomeni: da un lato la crescente e inarrestabile perdita di biodiversità a tutti i livelli, specifico, ecosistemico, agrario e dall’altro il paradosso alimentare per il quale crescono in tutto il mondo sottonutrizione ed obesità che rappresentano i due principali problemi legati al cibo. L’agricoltura moderna ha reso la produzione di cibo indipendente dai limiti degli ecosistemi locali attraverso l’uso di input prelevati altrove. L’uso di fertilizzanti di sintesi ha favorito l’introduzione di specie e varietà non autoctone, ad alta resa ma altamente dipendenti da questi input, come pure l’introduzione di razze ibride per le quali non si ricorre più al foraggio prodotto localmente ma a fonti nutrizionali completamente estranee, non solo ai luoghi di allevamento ma anche alla stessa fisiologia animale. L’esaurirsi dei combustibili fossili, la perdita di biodiversità e di agrodiversità, i cambiamenti climatici e la degradazione di vaste aree, come anche la diminuita disponibilità di acqua e l’aumento di inquinanti nei corpi idrici e in atmosfera, rappresentano tutti fattori di crisi e di instabilità per gli attuali processi di produzione e di consumo. La complessità e la molteplicità di aspetti coinvolti suggeriscono di avere un approccio olistico nell’analisi del sistema agroalimentare, cercando in tal modo di costruire un percorso logico ed operativo in grado di evidenziare le connessioni tra la biodiversità e la nutrizione umana; in particolare si vuole capire se una perdita di biodiversità e di agrodiversità può influire negativamente sulla disponibilità alimentare, sia in termini quantitativi, sottonutrizione e sia in termini qualitativi, carenze nutrizionali ed obesità. Il nesso ecologico che intercorre tra sistema alimentare e ambiente è molto stretto poiché l’agricoltura svolge il duplice ruolo di produzione in termini quantitativi, assicurando la disponibilità alimentare, e di salvaguardia della biodiversità, quest’ultima fonte sia della qualità e varietà dei cibi e sia della qualità e della varietà delle produzioni agricole, nonché dei servizi ecosistemici di supporto e di regolazione senza i quali molte risorse che alimentano il sistema produttivo stesso, come ad esempio acqua e suolo, non sarebbero disponibili . Il cibo stesso può essere visto come un servizio ecosistemico poiché è disponibile in natura e la sua produzione può essere aumentata attraverso la corretta gestione degli ecosistemi locali e dei cicli naturali.

L’implicazione di questa perdita di biodiversità sulla fornitura globale di cibo non è stata ancora completamente compresa né misurata dal punto di vista nutrizionale sebbene molte risorse naturali siano rinnovabili, tuttavia gli ecosistemi primari difficilmente riescono a ripristinare la loro complessa struttura una volta che siano stati disturbati. Se i disturbi diretti, disboscamenti, conversioni d’uso, sovrasfruttamento, possono in certa misura essere evitati, altri disturbi indiretti, come quelli legati al cambiamento climatico, sono del tutto fuori controllo e possono pesantemente compromettere la struttura originaria di un ecosistema. E’ il caso, ad esempio, degli ecosistemi di alta quota che potrebbero nei prossimi decenni scomparire a causa delle temperature medie troppo elevate.

L’Italia, anche se non è un paese biologico ha tutte le caratteriste per essere comunque un paese leader in questo ambito; infatti, è il secondo paese al mondo dell’esportazione di prodotti biologici e terzo paese per l’estensione biologica prodotta sui terreni agricoli. Essere un paese leader per l’Italia comporta anche vantaggi positivi del marketing ma anche nel turismo.

Maria Ragionieri