Buon vento!

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Diario di bordo di una giornata intensa

Un viaggio in mare ha sempre il colore dell’avventura, e chi frequenta la gente di mare sa che i loro racconti sono ricchi di pathos e di colpi di scena, ma anche di momenti di convivialità davanti a del buon pesce, rispettando quel che insegna un antico proverbio: “Il pesce nasce in acqua e muore con il vino”, per cui vale sempre la pena trascorrere le serate insieme agli amanti del mare!

Chi è amante della vela, sa cosa significa navigare sferzati dal vento, portati dalle onde in un saliscendi che solo i veterani sopportano senza batter ciglio, mentre il sole estivo infuoca la pelle e la salsedine s’insinua tra i capelli!

Ma quello che contraddistingue uno skipper DOC è il fatto di sentirsi sempre in regata e di dover controllare continuamente la performance della propria imbarcazione, altrimenti non c’è storia da aggiungere all’archivio dei racconti per le serate con gli amici!

Chi va navigando così, sa che l’equipaggio deve essere gratificato, soprattutto se composto da un unico elemento e per giunta non dotato di grandi capacità nautiche, com’è appunto il mio caso! 

Se lo skipper veleggia per sfidare il vento e le onde, il mozzo, cioè la sottoscritta, ha altri scopi: abbronzarsi, godersi i colori e i profumi del mare e del cielo, fotografare i luoghi magici che s’incontrano navigando sotto costa, o immortalare, per esempio, gli incontri divertenti con i delfini, che amano esibirsi in eleganti tuffi intorno alla barca a vela, per nulla disturbati dalla presenza degli umani, anzi!

L’estate scorsa abbiamo trascorso le vacanze sulla nostra barca, un Elan 350, confortevole per viverci, ma soprattutto veloce per soddisfare i gusti del marito velista: partendo da Pescara, pensavamo di fermarci come prima tappa a Marina Sveva, il porto turistico vicino Montenero di Bisaccia, e con il vento favorevole di quel giorno di fine luglio, proveniente da nord, contavamo di arrivare a destinazione abbastanza velocemente. 

Poi, come spesso accade, il vento cambiò direzione, da nord che era all’inizio, si mise a spirare da nord-est, poi divenne levante e infine scirocco: così la comoda passeggiata in mare, immaginata alla partenza, si trasformò in un’avventura, almeno per il mozzo, cioè sempre la sottoscritta, che vide sfumare la possibilità di godersi il relax, sdraiata al sole, per cercare almeno di rimanere seduta, mentre la barca s’inclinava, stringendo il vento di bolina stretta.

Per gli amanti della navigazione a vela, per i veri puristi andare di bolina è divertente, ma non tutti i componenti dell’equipaggio gradiscono doversi aggrappare a destra e a manca, per non finire stesi sul fondo per via dell’inclinazione della barca!

Per esempio, io appartengo a questa categoria, ma ovviamente non ho voce in capitolo!

Una volta giunti al faro di Punta Penna, in prossimità di Vasto, in anticipo rispetto al previsto, grazie al vento che soffiava ben bene, mio marito mi chiese: “Che ne dici di proseguire la navigazione fino a Termoli?”

Il faro ha il suo fascino, non si può negare: vederlo dal mare dà un senso di sicurezza, almeno a me, perché mi fa sentire come osservata da un occhio benevolo e attento. 

“Penso che arriveremo comunque prima che faccia buio” mi assicurò subito, perché sa che all’imbrunire voglio essere all’ormeggio, felicemente approdata alla meta, “Però, almeno abbiamo tante possibilità di scelta tra ristoranti, facilmente raggiungibili dalla Marina di San Pietro, il porticciolo di Termoli, che è proprio vicinissimo al centro città, quindi possiamo arrivarci in dieci minuti! Ti va? Se decidiamo per Termoli, devo un po’ correggere la rotta, perciò…decidiamo!”.

“Allora, prua al vento verso Termoli!” risposi convinta.

Siete mai stati a Termoli?

E’ una località deliziosa e la gente è cordiale e ospitale: il porto turistico è stato rinnovato ed è molto accogliente con la sua aria vacanziera.

Le scale che partono in prossimità del porto arrivano nel cuore del centro storico, e via via che si sale, si può ammirare il panorama del mare e i colori del tramonto, che brillano sull’acqua.

Tutta la cittadina ha l’impronta della dominazione Sveva, che ne fortificò le mura, per evitare gli assalti dal mare e ha lasciato il Castello Svevo come simbolo di Termoli.

Proprio di fronte all’ingresso del borgo antico, sulla piazzetta si trova il “nostro” Ristorante preferito: è lì che andiamo per il nostro mitico brodetto di pesce, che non è solo un buon piatto, ma è un rito, quasi un’esperienza mistico-gastronomica, irrinunciabile, soprattutto dopo aver trascorso in mare la giornata. 

Come concludere una giornata così intensa? Cullati in barca dallo sciabordio delle onde e avvolti dalla quiete sotto il cielo stellato!

Buon vento a tutti!

Paola Giorgi

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