Anima e pensiero creativo, l’alleanza per la coscienza del sé

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“L’uomo energico, l’uomo di successo, è colui che riesce, a forza di lavoro, a trasformare in realtà le sue fantasie di desiderio”. (S. Freud)

Partendo da questa citazione del noto psicologo viene da pensare che l’essere umano non sia propriamente materia fisica pensante, bensì una somma di pensieri che hanno forgiato se stesso. Mi piace immaginare il pensiero creativo come una sorta di conduttore, mentre alla guida di questo fantastico treno di creatività riconosco l’anima. Aria, respiro, soffio vitale, l’anima è energia invisibile agli occhi, potentissima ma anche terrificante se ad essa diamo la responsabilità di guida, ovvero di controllore delle nostre vite, che dipendono – per seguire Freud – dalle personali fantasie di desiderio, tradotte in realtà.

L’anima è collegata al corpo fisico, ma prima di giungervi è tra le stelle che vaglia il proprio viaggio, e sceglie. Sceglie, e non sceglie a caso.

La realtà che ci circonda è plasmata dai nostri pensieri, una rete fittissima di pensieri, anche quelli inconsci, che ci indirizzano verso certe scelte, e determinati scopi. Ciascuno di noi ha un destino marchiato nell’anima che, per citare un’altra illustre mente nel campo della psicologia, Hilman, chiama Daimon, come contenitore di più ampio significato. Il Daimon o genius infatti può essere spiegato come un angelo, come un gemello interiore, compagno dell’esistenza, custode, cosi da potergli dare un’immagine concreta; ma anche destino, vocazione, ghianda. In parole semplici il Daimon ci ricorda chi vogliamo essere. Forse il destino è già scritto tra le stelle e lo indossiamo come un tatuaggio sulla pelle, un segno di qualcosa che già è, e che deve solo compiersi. “L’uomo energico, l’uomo di successo, è colui che riesce, a forza di lavoro, a trasformare in realtà le sue fantasie di desiderio”, voglio sviscerare questa frase così:

Il desiderio, non il capriccio, che scalcia dentro di noi con grande energia, è la vocazione. La vocazione, legata al potere creativo dell’immaginazione, ci indirizza verso il nostro successo, mentre il lavoro intrapreso dal carattere ci conduce al risultato. Come? La vita che viviamo in relazione con gli altri, gli insuccessi, le delusioni, le perdite, tendono ad ammantare certi desideri, talvolta ridicolizzandoli, così da farci smarrire… Il carattere allora diviene fondamentale per ritrovare la via. Ma il carattere che cos’è? È lavoro, è energia, non fisica ma mentale. L’immaginazione che cos’è? È pensiero, è energia! È creazione! 

Immagino l’energia contenuta nel daimon come una luce, quella strana luce che notiamo in alcune persone più che in altre. Generalmente le identifichiamo con l’appellativo di persone ispirate, quelle che elevano e arricchiscono la società; sono figure di spicco, che hanno incentrato la loro vita sull’ispirazione. Sono coloro che respirano l’anima e attingendo all’inconscio – verso poteri innati -, recuperano i file preziosi che l’anima ha portato con se, quando dalle stelle si è imbarcata nel suo viaggio fin quaggiù. Le persone ispirate sono persone che generalmente realizzano se stesse, quelle che svolgono un lavoro con tutta l’anima potremmo dire, che trasmettono la loro passione, e che in tal modo forniscono anche un grande servizio alla società, sia in termini di ricchezza che di sviluppo umano. Non dobbiamo confonderle con gli individui che, invece, fondano la loro ricchezza sull’individualismo.

L’energia nel suo ciclo infinito di nascita e morte, plasma se stessa, continuamente, forgiando nuovi esseri. Forse anche Dio è energia, quella stessa che è in minima parte dentro ognuno di noi, allora ogni essere umano può concepire cose grandi, che il suo corpo può realizzare.

Alessandra De Angelis

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