La lealtà è in divenire con la nostra umanità! Richiede di uscire dalla propria comfort zone e interrogarsi in coscienza su azioni e comportamenti, se siano o meno coerenti con i valori umani, quelli che il cinismo degli arrivisti disdegna o interpreta in modo molto elastico, per avere facile consenso, anche calpestando la verità e la correttezza.
Qualcuno potrebbe obiettare che la lealtà adamantina è per pochi eletti: io credo, invece, che sia possibile a tutti nel quotidiano agire senza scendere a compromessi, nel solco del rispetto delle regole. Sono convinta che monitorandoci, possiamo costruire la civiltà che desideriamo, in cui la parola data, una promessa, un impegno sono sacri e si fa di tutto per mantenerli, scusandosi e riparando gli eventuali errori, non giocando sulle scuciture della legge per eluderla!
Lealtà viene, infatti, dal termine latino “legalitas” ed indica il carattere di chi, anche a costo di sacrificio, rispetta gli impegni assunti, non li rinnega in condizioni difficili, e mi viene in mente l’esempio dei grandi tutori della Legge, non solo dei notissimi Magistrati Falcone e Borsellino, ma anche di tanti altri meno conosciuti, ma altrettanto eroici nel rimanere fedeli a se stessi, leali con i propri doveri.
In particolare, vorrei ricordare il Giudice Rosario Livantino, il primo Magistrato riconosciuto Beato dalla Chiesa. Il 21 settembre 1990, a soli 38 anni, è stato ucciso in un agguato mafioso dai mandanti della cosca Stidda sulla SS 640 nel territorio di Agrigento, durante uno dei suoi spostamenti senza scorta per scelta, per evitare altre vittime, consapevole del rischio connesso con le indagini in corso contro la mafia, che andavano a toccare interessi e personaggi potenti, legati a quella che fu, poi, definita la tangentopoli siciliana. La sua lealtà eroica è stata celebrata con la sua beatificazione il 9 maggio 2021 da Papa Francesco, e nella ricostruzione della sua vita è emerso il suo motto di riferimento: Sub tutela Dei!
La lealtà è anche il motore dell’economia, perché sapere di poter fare affidamento sulla correttezza degli adempimenti contrattuali rassicura gli operatori sul mercato e i consumatori, mentre l’incertezza, legata ai rischi di comportamenti sleali, blocca investimenti e consumi! È vero che l’economia sommersa, seppure è scorretta, ad uno sguardo superficiale e nell’immediato, appare fiorente e redditizia, ma rimanendo nel sottobosco, provoca inasprimento della pressione fiscale e poca coesione sociale, fa mancare risorse per il welfare con grave danno ai veri poveri, ed è segnata dalla precarietà, perché alla fine viene sempre scoperto il guadagno corrotto: allora, è ancora conveniente?
Essere leali arricchisce, invece, materialmente e stabilmente, teniamolo presente, quando siamo tentati dal “furbismo”!
Ancora, nel campo dell’educazione, va sottolineato come i giovanissimi sono attratti dai modelli di vita improntati alla lealtà e rispettano la coerenza negli adulti, non cercano persone perfette!
Infine, il fair play nello sport che ha visto protagonista due spadiste: prima Mariaclotilde Adosini, proclamata vittoriosa in Coppa del Mondo U.20, che ha accettato di riconoscere l’errore dell’arbitro e di ripetere l’assalto in pedana, e poi Emilia Rossatti che non ha approfittato dell’infortunio dell’avversaria e amica Gaia Traditi, fino a quel momento in vantaggio, e ha lasciato che rimanesse tale, perché ha spiegato “L’amicizia vale più della vittoria!”
Questo in conclusione è il senso della lealtà: creare relazioni più forti degli interessi di parte, perciò…essere leali è un investimento a 360°!
Paola Giorgi





