Giacomo Perego, il Little Warhol della Brianza con la passione per la Street Art

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“Alcune persone vogliono rendere il mondo un posto migliore. Io voglio solo rendere il mondo un posto più bello. Se non ti piace, puoi sempre dipingerci sopra!” Banksy

Giacomo Perego alias JACK è un artista brianzolo rappresentante della pop art italiana. 

Un ragazzo virtuoso innamorato dei colori, della street art, dei viaggi alla scoperta di nuove emozioni e delle sensazioni che le diverse culture suscitano in lui, che vive in un divenire di continue scoperte emozionali. Lavora duro con la valigia sempre dietro la porta, volando, non solo con la fantasia, giunge su terre nuove che gli regalano gli stimoli giusti, per trasferire su tela quello che solo il vissuto riesce a conferire. 

Contatti, esperienze, scoperte, arricchiscono il suo bagaglio e nelle opere affiora la trepidazione prodotta dal suo stato d’animo, ben visibile attraverso ciò che magistralmente descrive. Un insieme di energia e scrosci di colore spuntano dalle figure dove si fissano le storie che emergono con significati ben precisi; le espressioni, gli occhi e le vibrazioni attribuiscono ad ogni soggetto caratteristiche specifiche che nell’insieme producono risultati spettacolari. 

Van Gogh della Brianza, Little Warhol, sono nomi con i quali i suoi estimatori lo appellano e che non a caso rappresentano benissimo i titoli calzanti per la descrizione di un artista in continua evoluzione. Un giovane che ha stoffa da vendere si potrebbe dire di lui, seguendo il suo percorso dalle origini cioè da quando, dopo un viaggio ne descrive ogni scena su carta per poi proseguire con ritratti di personaggi, famosi o sconosciuti, che gli hanno lasciato una evidente impressione espressa con disarmante e incisivo stile. Riesce a cogliere l’attimo, ogni particolare del viso, ogni sguardo, smorfia o atteggiamento trasforma le sue opere in una personale interpretazione di momenti molto intensi. 

Giacomo, i protagonisti dei tuoi quadri hanno una straordinaria originalità, quali caratteristiche deve avere un soggetto per stimolare la tua attenzione? 

Diciamo che deve esserci quel classico “colpo di fulmine”, deve avere quel particolare, può anche essere banalmente il nome del soggetto, non per forza una caratteristica fisica, che mi accenda la fantasia e sul quale mi venga spontaneo ironizzarci su! 

L’influenza “graffitara” irrompe in gran parte delle tue opere recenti. 

Cosa ti attrae di questa espressione artistica legata agli ambienti urbani e vista spesso come un atto provocatorio? 

La Street art è sempre stata insita in me, tutto ciò che la riguarda mi affascina un mondo, quando ero piccolo ascoltavo il rap che ancora non era di moda come oggi, ed erano vere e proprie storie di vita messe in rima, ed io pur essendo un campagnolo mi ci ritrovavo un sacco, mi davano parecchie emozioni quei racconti di gente di periferia ed io alla fine, in quelle storie mi ci ritrovavo. 

Nella cultura hip hop, di pari passo al rap ci sono appunto i graffiti, sono due cose correlate, ed ovviamente ne fui totalmente rapito, ma non perché avessi il bisogno di “provocare”, semplicemente è che questa “cosa” la sentivo mia, punto. 

Ps. Soddisfazione totale quando il componente di uno dei miei gruppi preferiti, che hanno scaturito in me la passione per la cultura rap e dei graffiti, mi chiede di fargli dei quadri. 😂👊🏻💣

Nella tua biografia racconti del piacere che avevi a svolgere lavori saltuari come l’imbianchino. Colorare di nuovo le pareti e gli ambienti mette allegria, c’è una similitudine con la tua crescita professionale e personale legata al cambiamento e alla versatilità?

Bha, in verità non tanto, nel senso, io sto facendo questo perché il mio bagaglio di vita mi ha portato qua, non ho mai resettato nulla per poi partire da zero come il cambiare totalmente colore di casa (per usare la similitudine)

Al massimo tasselli che si aggiungono, ma mai che tolgo per ripartire da zero, per usare un’altra similitudine è più che altro una lasagna (sicuramente una similitudine più gustosa 😋😂). 

Dove ti sta portando la tua passione per l’arte?

La mia passione per l’arte mi sta portando alla disperazione 😂 

Sembra un paradosso, ma quella che è nata come una passione mi sta portando a conoscere un sacco di artisti del mio genere, molto più bravi e grossi di me e una piccola soddisfazione me la dà il fatto che, in varie vicissitudini, ho scoperto che questi stessi artisti più grossi di me sanno chi sono nell’ambiente. Questa cosa significa, che nel mio piccolissimo un certo peso ce l’ho anche io e ciò mi rende davvero fiero e felice. 

Progetti per il futuro?

Progetti per il futuro nemmeno a dirlo, vivere della mia passione, senza troppe pretese, mi basta una casa a Malibù e girare su di una golf cabrio prima serie.

Giacomo Perego regala un grande sorriso ai suoi estimatori e follower, negli occhi si legge l’entusiasmo, lo stesso del bambino che restava estasiato nel guardare gli artisti di strada e, ancor di più, i disegnatori armati di stencil e bombolette spray. 

Un mondo colorato il suo, ci si resta attaccati come attirati da una calamita, tanto è bello e pieno di vita, una terapia davvero efficace anche per le giornate grigie, l’arte di Jack guarisce con la potente luce della gioia che mette nel dipingere. 

Arte che afferra, cattura e non si riesce a non restarne sorpresi tanta è la meraviglia che rapisce letteralmente chi la incontra.  

“La tua professione non è ciò che ti fa portare a casa la tua paga. La tua professione è ciò che sei stato messo al mondo a svolgere con tale passione e intensità che diventa spirituale nella sua chiamata.”

Vincent Van Gogh

Maria Zaccagnini