Per gli appassionati cinefili, amanti delle pellicole targate MARVEL, non suonerà per nulla strano il riferimento al “multiverso” per definire quest’epoca storica nella quale qualcosa o qualcuno sembra stia richiamando da ogni dove tutte le sfighe possibili, contemporaneamente e nello stesso mondo. Nemmeno nei più fantasiosi scritti di fantascienza apocalittica, e neppure nelle più truculente sacre scritture di qualsiasi religione, si riscontrano così tante piaghe, in così poco tempo e con così gravi e pessimistiche conseguenze attese.
Ogni cosa che salta fuori, foss’anche per un giorno o per una situazione eccezionale (o periodica/ciclica, vedi caldo infernale di luglio!), diventa subito un segno di sventura, tragedia e, possibilmente, di emergenza da gestire con commissari straordinari, soldi che non si sa più da dove arrivino e governi con pieni poteri (in barba a democrazie, economie reali e normale buon senso). Virus mortali, ma non troppo; guerre e/o operazioni militari speciali; siccità (ma anche emergenza alluvioni); crisi del mercato del grano, ma visto che ci siamo chiamiamola, generalizzando e drammatizzando, emergenza alimentare; caos nel mondo dell’energia, con il gas protagonista assoluto, ma con quel tanto aumentiamo anche acqua, luce, benzina, canoni telefonici e, perché no, il prezzo della legna (non sia mai che qualcuno possa rimanere al di fuori del “caro prezzi” e dell’inflazione galoppante!).
La politica del terrore ha dato prova di “pagare” moltissimo, in termini di gestibilità e di obbedienza all’autorità da parte della cittadinanza, motivo per cui vale la regola “strategia che paga non si cambia” parafrasando ciò che si usa dire per la “squadra che vince” (se poi è pure la squadra dei migliori, cosa volere di più?). Certo è che l’incremento esponenziale di crisi ed emergenze, se da un lato comprime sempre di più le libertà e le aspettative future del cittadino medio, dall’altra inizia ad alimentare anche la sensazione (sempre più diffusa) di trovarsi di fronte al più classico degli “al lupo, al lupo” che, come insegna la nota favoletta, prima o poi si ritorcerà contro qualcuno. Che si tratti degli strilloni della tragedia giornaliera o degli spaventati uditori, lettori o telespettatori, sarà difficile frenare o invertire il trend di questa vera e propria escalation senza far “saltare il tappo” di questo novello vaso di Pandora, con tutte le conseguenze del caso.
Nel frattempo, però, i problemi sono sempre più reali e tangibili. E mentre qualcuno sembra divertirsi con balletti, salti mortali e acrobazie varie, nella politica, nelle istituzioni e nella finanza, per mandare a gambe all’aria quante più persone e imprese possibili, mirando egoisticamente solo al proprio tornaconto e a quello del proprio gruppo di appartenenza, le persone “normali” sono sempre più fiaccate dagli eventi, demoralizzate dall’assenza di prospettive e demotivate a costruire e ad investire per un futuro che definire “incerto” risulta ancora un eccessivo eufemismo. Eppure, anche questi burattinai del destino di popoli interi dovrebbero “stare all’erta”, perché perfino un topolino, messo all’angolo da un leone famelico, di fronte all’unica alternativa di soccombere, troverà, nell’ultimo istante della sua vita, la forza e l’impeto di scagliarsi contro il suo carnefice.
Sandro Scarpitti






